Memorie76, online 12mila immagini e documenti sul terremoto del Friuli del 1976

Presentato a Trieste il progetto della Regione con Fondazione MAIRE-ETS: archivio open-source sul sisma del 1976.

17 settembre 2026 16:14
Memorie76, online 12mila immagini e documenti sul terremoto del Friuli del 1976 -
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TRIESTE - Oltre 12mila immagini tra fotografie, atti e documenti sul terremoto del Friuli del 1976 sono ora raccolti in “Memorie76”, il progetto di digitalizzazione open-source presentato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e pensato come archivio pubblico da consultare e arricchire nel tempo.

L’iniziativa, illustrata il 17 settembre 2026 a Trieste, è stata realizzata dalla Regione in collaborazione con la Fondazione MAIRE-ETS e mette insieme materiali della stagione del sisma, con l’obiettivo di conservarli, contestualizzarli e renderli accessibili. Non solo immagini, dunque, ma anche documenti amministrativi e testimonianze utili a ricostruire una delle pagine più drammatiche e decisive della storia regionale.

Alla presentazione sono intervenuti gli assessori regionali al Patrimonio Sebastiano Callari e alla Protezione civile Riccardo Riccardi, oltre al soprintendente archivistico del Friuli Venezia Giulia Luca Caburlotto.

Un archivio aperto anche a nuovi contributi

Il punto centrale del progetto è la sua natura aperta. Come spiegato da Callari, “Memorie76” nasce come un lavoro open-source, quindi destinato a crescere anche attraverso l’apporto di chi conserva materiali ritenuti utili o significativi. L’archivio è stato pensato non solo come strumento di conservazione, ma come base condivisa per la memoria collettiva del territorio.

Secondo l’assessore al Patrimonio, parlare del sisma del 1976 resta una scelta necessaria. L’obiettivo indicato è quello di non lasciare in ombra quella vicenda, ma raccontarla con chiarezza, anche alle nuove generazioni, mostrando come da quella tragedia il Friuli Venezia Giulia abbia avviato un percorso riconosciuto nel tempo come modello di ricostruzione.

Dal terremoto a un modello di ricostruzione

Nel corso della presentazione, Riccardi ha richiamato alcuni dei fattori che, secondo la Regione, hanno reso possibile la ricostruzione dopo il terremoto. Tra questi, la valutazione sulla convenienza sociale delle scelte, la sussidiarietà istituzionale applicata e la solidarietà nazionale e internazionale, favorita anche dai legami costruiti nel tempo dalle comunità di emigrati friulani.

Memorie76, online 12mila immagini e documenti sul terremoto del Friuli del 1976

L’assessore alla Protezione civile ha indicato anche altri due elementi decisivi: l’unità tra la popolazione e i corpi dello Stato e la capacità di leggere la ricostruzione non solo come risposta all’emergenza, ma come occasione di sviluppo. In questo quadro, ha ricordato anche il ruolo della politica di allora, capace di trovare convergenze sulla ricostruzione pur nelle divisioni sui temi ordinari.

Il valore storico dei materiali raccolti

Per la Regione, il senso dell’operazione sta nel mettere a disposizione di tutti una composizione digitale che documenti non soltanto la devastazione prodotta dal sisma, ma anche la trasformazione successiva del territorio. Nelle parole di Callari e Riccardi, il terremoto del 1976 segna infatti il passaggio da una realtà in larga parte agricola a una regione riorganizzata nelle infrastrutture, nella formazione e nei suoi assetti di sviluppo.

Tra gli esempi richiamati durante la presentazione c’è anche la nascita dell’Università di Udine, indicata come uno dei passaggi fondamentali di quel processo di rinnovamento.

L’intervento di Luca Caburlotto ha accompagnato la presentazione di un progetto che punta a dare ordine e accessibilità a un patrimonio documentale vasto, con l’idea di conservarlo in forma digitale e renderlo disponibile come strumento di conoscenza pubblica.

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