Moschea da 1.500 posti a Mestre, Forza Nuova scende in piazza contro il progetto

Presidio di Forza Nuova a Mestre contro il progetto di moschea da 1.500 posti nell’area dell’ex segheria Rosso in via Giustizia.

07 marzo 2026 14:40
Moschea da 1.500 posti a Mestre, Forza Nuova scende in piazza contro il progetto  - No Moschea a Mestre
No Moschea a Mestre
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MESTRE – Il progetto di realizzazione di una moschea da circa 1.500 posti nell’area dell’ex segheria Rosso in via Giustizia continua ad alimentare il dibattito politico e sociale in città. Nella serata di venerdì 6 marzo alcuni militanti di Forza Nuova hanno organizzato un presidio di protesta proprio davanti all’area interessata dall’iniziativa, esprimendo la loro contrarietà alla realizzazione del centro islamico promosso dalla comunità bengalese.

La manifestazione ha riunito alcuni attivisti del movimento politico che hanno esposto striscioni e preso la parola per criticare il progetto, ritenuto da loro incompatibile con la realtà del quartiere. Il presidio si inserisce in un confronto più ampio che coinvolge cittadini, associazioni e forze politiche sul futuro dell’area e sulla gestione degli spazi urbani.

Secondo quanto emerso negli ultimi mesi, la proposta riguarda la realizzazione di un centro islamico di grandi dimensioni, con una capienza stimata attorno alle 1.500 persone, all’interno dell’area dell’ex segheria Rosso.

L’iniziativa sarebbe promossa da esponenti della comunità bengalese presente nel territorio veneziano, che negli ultimi anni è cresciuta significativamente. L’area di via Giustizia, situata in una zona urbanisticamente complessa di Mestre, è da tempo al centro di discussioni legate alla riqualificazione e al recupero di spazi dismessi.

Il tema della destinazione futura dell’area ha generato opinioni diverse tra cittadini e forze politiche, alimentando un confronto che riguarda non solo il progetto religioso ma anche la rigenerazione urbana e la gestione del territorio.

Situazioni simili, legate al recupero di aree urbane e alla trasformazione di spazi cittadini, sono spesso al centro del dibattito pubblico in molte città del Nordest, dove le amministrazioni locali cercano di conciliare sviluppo urbano e qualità della vita nei quartieri.

Durante la manifestazione, i rappresentanti di Forza Nuova hanno espresso una posizione nettamente contraria alla realizzazione del centro islamico.

Il coordinatore provinciale di Forza Nuova Venezia, Rudi Favaro, ha dichiarato che il movimento intende continuare a mobilitarsi contro il progetto, sostenendo che la costruzione della moschea rappresenterebbe un cambiamento significativo per il quartiere.

Favaro ha inoltre criticato le scelte della politica nazionale e locale sulla gestione dell’immigrazione e delle trasformazioni urbane.

Alla protesta ha preso parte anche Luca Leardini, coordinatore regionale di Forza Nuova Veneto, che ha ribadito la contrarietà del movimento alla realizzazione della struttura religiosa e ha annunciato ulteriori iniziative di protesta sul territorio.

Il presidio si è svolto senza particolari tensioni e ha rappresentato uno dei primi momenti pubblici di mobilitazione organizzata contro il progetto.

La proposta della moschea ha acceso anche il confronto tra diverse forze politiche locali. Alcuni esponenti del centrodestra e dell’opposizione hanno sollevato dubbi sulla dimensione del progetto e sulle possibili conseguenze urbanistiche e sociali.

Nel dibattito è stato citato anche Prince Howlader, rappresentante della comunità bengalese coinvolto nella promozione del progetto e indicato come membro del coordinamento veneziano di Fratelli d’Italia.

La vicenda ha quindi assunto anche una dimensione politica, con accuse reciproche tra i partiti su responsabilità e scelte amministrative legate alla gestione dell’area.

Il confronto pubblico su temi urbani e sociali è sempre più frequente nelle città del Nordest, dove questioni legate a sicurezza, riqualificazione e convivenza culturale sono spesso al centro dell’attenzione, come dimostrano anche altri casi di dibattito cittadino legati a sicurezza e gestione degli spazi urbani nel territorio, ad esempio episodi che hanno alimentato il confronto pubblico sulla sicurezza nelle città come il furto avvenuto nel centro di Treviso.

Uno dei temi principali sollevati durante il presidio riguarda la situazione dell’area di via Giustizia, che alcuni residenti e attivisti descrivono come una zona segnata da problemi di degrado urbano.

Secondo gli organizzatori della protesta, prima di realizzare nuove strutture sarebbe necessario intervenire con progetti di riqualificazione, sicurezza e presenza istituzionale.

Il tema della rigenerazione degli spazi urbani è infatti sempre più centrale nelle politiche cittadine, soprattutto nelle aree dove edifici dismessi o spazi abbandonati possono diventare oggetto di nuovi progetti.

Negli ultimi anni diversi territori del Nordest hanno avviato percorsi di recupero urbano e valorizzazione degli spazi pubblici, come dimostrano iniziative dedicate alla riqualificazione di parchi e aree cittadine, tra cui la recente riapertura del Giardino Pascoli a Udine dopo lavori di manutenzione.

La protesta organizzata da Forza Nuova rappresenta solo uno dei primi passaggi di un confronto che probabilmente continuerà nei prossimi mesi.

La realizzazione della moschea nell’area dell’ex segheria Rosso resta infatti un tema aperto, che coinvolge questioni urbanistiche, religiose e sociali e che richiederà ulteriori passaggi amministrativi e confronti pubblici.

Nel frattempo, il dibattito cittadino prosegue tra posizioni differenti e sensibilità diverse, con l’attenzione rivolta al futuro dell’area e all’equilibrio tra sviluppo urbano, libertà religiosa e convivenza tra le comunità presenti nel territorio.

Discussioni simili emergono spesso anche in altre città del Nordest quando nuovi progetti incidono sull’assetto urbano o sulla vita dei quartieri, temi che continuano ad alimentare il confronto pubblico e politico a livello locale, come accade in molte realtà del territorio dove il rapporto tra comunità, sicurezza e spazi urbani rimane al centro dell’attenzione civica.

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