Microcredito in Friuli Venezia Giulia, convegno sulle reti territoriali e le fragilità
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Well Fare Pordenone con Caritas, Acli, Betlem e Cramars.
"Serve integrare istituzioni, servizi sociali e mercato per rispondere alle nuove fragilità" Udine, 29 ott - "Il bisogno sociale va intercettato prima che si trasformi in un'emergenza o in un problema di salute". È questo uno dei principi richiamati oggi dall'assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi, che ha portato il saluto istituzionale della Regione al convegno "Il microcredito in Friuli Venezia Giulia - La sperimentazione degli strumenti nelle esperienze delle reti territoriali. Prove di misurazione sociale e le lezioni apprese".
Microcredito e reti territoriali
Al centro dell'incontro l'aumento delle difficoltà finanziarie che coinvolgono persone e famiglie anche appartenenti al ceto medio, un fenomeno trasversale che interessa i territori regionali e richiede strumenti di intervento capaci di superare le tradizionali modalità di presa in carico. La riflessione ha preso le mosse dalle esperienze maturate dalle reti territoriali del terzo settore, con il coordinamento della Fondazione Well Fare Pordenone, promotrice dell'iniziativa, insieme a Caritas Udine, Acli provinciali di Trieste, Betlem Gorizia e Cramars Alto Friuli, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
"L'esperienza del microcredito rappresenta un risultato positivo e uno degli strumenti con cui affrontare situazioni di fragilità economica che possono avere conseguenze rilevanti sulla vita delle persone e delle famiglie. È fondamentale riuscire a intercettare il bisogno prima che si aggravi e finisca per tradursi in una condizione di emergenza sociale o sanitaria", ha affermato Riccardi.
L'assessore ha evidenziato la necessità di collocare queste esperienze all'interno di una strategia più ampia, capace di mettere in relazione le diverse risorse e competenze presenti sul territorio. "Di fronte a problemi complessi, la semplificazione delle risposte non sempre è la soluzione. Il rischio è quello di rallentare i processi e di ridurre l'efficacia degli interventi quando si cerca di ricondurre situazioni diverse a un unico modello. Allo stesso modo, sarebbe pericoloso affidare la risposta alle fragilità a un solo sistema, escludendo il contributo degli altri soggetti che possono concorrere alla soluzione", ha osservato l'assessore.
"Dobbiamo costruire una terza via, che non si esaurisca nell'assistenzialismo e non sia affidata esclusivamente a modelli regolati dalla remunerazione di mercato. Stato, Regione, Comuni e istituzioni devono saper lavorare insieme alle realtà del Terzo settore e agli altri attori economici e sociali, integrando strumenti e competenze. È proprio in questa capacità di collaborazione che possiamo trovare risposte più efficaci e durature", ha aggiunto Riccardi.
I dati emersi dall’analisi
I dati emersi dalle esperienze territoriali confermano la diffusione delle difficoltà finanziarie in tutti i Comuni coinvolti nell'analisi. Particolarmente significativo il ruolo dei servizi sociali, che raccolgono oltre il 45 per cento delle segnalazioni. Un dato che evidenzia l'importanza della rete pubblica nell'intercettare le situazioni di vulnerabilità e nell'attivare percorsi di sostegno.
Un ulteriore elemento riguarda la durata degli interventi: le attività di microcredito e le azioni di supporto e accompagnamento si sviluppano mediamente nell'arco di oltre due-tre anni, configurandosi come percorsi strutturati che richiedono continuità, relazioni di fiducia e collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti.