Microplastiche, mozione in Fvg: verifiche sui filtri delle lavatrici e campagna regionale
La mozione chiede alla Giunta verifiche sull’efficacia delle misure già finanziate e aggiornamenti periodici in Commissione.
TRIESTE - Verificare se i filtri per lavatrici acquistati o distribuiti con risorse pubbliche siano stati davvero installati e usati correttamente, e affiancare alle sperimentazioni una strategia regionale più ampia sulle microplastiche. È questo il punto centrale della mozione presentata da Roberto Novelli, consigliere regionale di Forza Italia, con la firma dei colleghi Andrea Cabibbo e Michele Lobianco.
Nel mirino c’è l’efficacia concreta delle misure già sostenute dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Secondo quanto spiegato da Novelli, il progetto regionale sul tema ha finora beneficiato di 380mila euro di fondi pubblici, con stanziamenti destinati all’acquisto e all’utilizzo volontario dei filtri, al monitoraggio delle acque e alle attività di sensibilizzazione.
Per il consigliere, però, il numero dei dispositivi consegnati non basta a misurare i risultati. La richiesta è capire quanti filtri siano stati effettivamente installati, utilizzati nel tempo e gestiti in modo corretto, così da valutare se la spesa pubblica abbia prodotto effetti misurabili.
Cosa chiede la mozione alla Regione
La mozione sollecita la Giunta a valutare una progressiva rimodulazione delle risorse oggi dedicate alla sensibilizzazione sul tema, partendo dai risultati della sperimentazione già avviata. L’obiettivo indicato è costruire una politica strutturale fondata su tre elementi: prevenzione, monitoraggio scientifico e campagne informative considerate serie e prive di allarmismi.
Accanto alla verifica dei filtri per lavatrici, il testo propone una campagna regionale organica sulle microplastiche, con il supporto tecnico-scientifico di Arpa Fvg e delle strutture competenti. Secondo Novelli, l’informazione dovrebbe spiegare ai cittadini da dove provengono le microplastiche, quali siano le principali vie di esposizione e quali comportamenti possano contribuire concretamente a ridurne la dispersione nell’ambiente e, per quanto possibile, l’esposizione individuale.
Il tema della prevenzione e dell’informazione pubblica sulla salute e sui rischi ambientali è al centro anche del dibattito su prevenzione violenza donne, altro ambito in cui viene richiamata la necessità di dati leggibili e strumenti di intervento efficaci.
I fronti indicati: imballaggi, tessuti sintetici e monouso
Nel testo vengono indicati più ambiti su cui intervenire. Tra questi ci sono la gestione di contenitori e imballaggi destinati ad alimenti e bevande, il lavaggio dei tessuti sintetici, la riduzione degli articoli monouso e la corretta gestione delle fibre eventualmente raccolte dai sistemi filtranti.
Secondo Novelli, il problema non può essere affrontato con una sola misura, perché le microplastiche hanno origini diverse. Viene richiamato il dato secondo cui, nell’ambiente marino, prevalgono le microplastiche secondarie, cioè quelle generate dalla frammentazione di rifiuti plastici di dimensioni maggiori. Da qui la richiesta di intervenire soprattutto alla fonte, rafforzando allo stesso tempo il monitoraggio e accompagnando le singole sperimentazioni con una politica di prevenzione più estesa.
Il nodo delle norme europee sulle lavatrici
Un altro passaggio della mozione riguarda il quadro europeo. Novelli richiama infatti l’evoluzione della normativa sull’ecodesign delle lavatrici e sostiene che la prevenzione debba guardare sempre più alla progettazione dei prodotti, promuovendo soluzioni integrate e verificabili invece di affidare la riduzione del fenomeno soltanto alla scelta volontaria del consumatore.
In questa impostazione, la richiesta alla Regione è anche quella di seguire con continuità l’evoluzione delle norme comunitarie, per capire come adattare strumenti, incentivi e controlli a un quadro regolatorio in cambiamento.
Relazioni periodiche in Commissione
Sul piano politico, la mozione chiede infine che la Giunta riferisca periodicamente alla Commissione competente sia sull’evoluzione della normativa europea sia sull’efficacia della strategia regionale. Il punto, nelle parole del proponente, è legare le prossime scelte di spesa a dati verificabili, risultati misurabili e a un chiaro rapporto tra costi e benefici.
La linea indicata da Novelli è quella di trasformare la sperimentazione in una politica pubblica più ampia, con una programmazione che punti a prevenire alla fonte, misurare i risultati e fornire ai cittadini indicazioni pratiche sui comportamenti corretti.