Mirabilia torna in Friuli Venezia Giulia dopo 10 anni: 100 buyer e 74 imprese a Martignacco
Alla XIV edizione di Udine Esposizioni partecipano 267 seller italiani; in vetrina turismo culturale, UNESCO e produzioni di qualità.
MARTIGNACCO - Il ritorno di Mirabilia in Friuli Venezia Giulia, dopo dieci anni, porta a Udine Esposizioni un appuntamento che mette insieme turismo culturale e produzioni agroalimentari di qualità, con ricadute dirette per le imprese regionali. Alla XIV Borsa partecipano circa 100 buyer internazionali e 267 seller italiani, tra cui 74 imprese del Friuli Venezia Giulia.
L'appuntamento è stato al centro del convegno istituzionale ospitato a Martignacco, dove l'assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini ha sottolineato il valore dell'iniziativa per la promozione del territorio sui mercati nazionali e internazionali.
I buyer arrivano da Europa, Stati Uniti, Canada e mercati extra Unione europea. Il totale è diviso in 50 operatori del turismo culturale e 50 del comparto agroalimentare. Sul fronte dell'offerta, i seller italiani presenti sono 95 nel turismo e 172 nel food.
I numeri della Borsa e il peso per il territorio
Per il Friuli Venezia Giulia il dato più rilevante è la presenza di 74 aziende regionali dentro una vetrina che punta su identità territoriale, artigianato e filiere di qualità. Nel corso dell'incontro Bini ha richiamato la scelta della Regione di concentrare la promozione su un brand unitario, “Io sono Friuli Venezia Giulia”, superando la frammentazione dei marchi locali.
Il tema si inserisce in una strategia più ampia che punta a far crescere imprese e occupazione, anche lungo le filiere locali e del lavoro autonomo femminile, come mostrano anche i dati sull'occupazione femminile diffusi in altre aree del Nordest.
Secondo l'assessore, turismo culturale, borghi, luoghi autentici e produzioni legate al territorio sono oggi tra gli elementi più forti di attrattività e possono aiutare il sistema regionale a presentarsi in modo più riconoscibile verso nuovi mercati.
I siti UNESCO del Friuli Venezia Giulia
Nel corso dell'intervento è stato richiamato anche il ruolo dei cinque siti UNESCO regionali: Aquileia, Cividale del Friuli, Palmanova, il Palù di Livenza e le Dolomiti Friulane. Nei Comuni che li ospitano, nel 2025 si sono registrate 370.716 presenze turistiche.
Il dato segna una crescita del 10,6 per cento rispetto al 2024 e del 23 per cento rispetto al 2019. Numeri che la Regione legge come un indicatore della capacità del turismo culturale di sostenere l'economia locale e di rafforzare il legame tra patrimonio, ospitalità e produzioni tipiche.
I fondi regionali già attivati
Accanto alla promozione, la Regione ha ricordato gli strumenti economici già aperti o in avvio per sostenere il comparto. Tra questi c'è il Fondo Turismo, aperto dal 15 giugno con una dotazione iniziale di 3 milioni di euro e una premialità specifica per gli interventi realizzati nei siti UNESCO.
Restano poi il bando dedicato alle strutture ricettive a quattro o più stelle e il nuovo canale destinato all'artigianato tipico, pensato per le produzioni che richiamano l'identità dei territori. Si tratta delle misure indicate dalla Regione per accompagnare imprese e operatori che lavorano nel turismo culturale e nell'agroalimentare di qualità.
Per Bini, il ritorno di Mirabilia in regione rappresenta un'occasione per mettere insieme istituzioni, categorie economiche e operatori, con l'obiettivo di presentare il Friuli Venezia Giulia in modo unitario e rafforzare la presenza delle imprese regionali sui mercati esteri.