Furto da 30mila euro ai Vigili del fuoco di Mirano: sparisce l'attrezzatura salvavita

Raid notturno nella sede dei Vigili del fuoco di Mirano: rubate attrezzature di soccorso per un valore tra 20 e 30mila euro.

26 settembre 2026 09:27
Furto da 30mila euro ai Vigili del fuoco di Mirano: sparisce l'attrezzatura salvavita -
Condividi

MIRANO – Un’incursione pianificata nel cuore della notte, con la recinzione tagliata e l’accesso al piazzale dove sono custoditi i mezzi di soccorso. Nel mirino dei ladri è finita la sede dei Vigili del fuoco di Mirano, dalla quale sono sparite attrezzature professionali per un valore stimato tra 20 e 30mila euro.

Il colpo sarebbe stato messo a segno attorno all’una di notte, tra giovedì e venerdì. Le persone entrate nella struttura avrebbero agito con il volto coperto, raggiungendo i camion del 115 e portando via strumenti utilizzati quotidianamente negli interventi più delicati.

Tra il materiale sottratto figurano cesoie, una motosega e divaricatori, apparecchiature indispensabili per aprire lamiere, portiere o altri ostacoli durante operazioni di soccorso, soprattutto in presenza di incidenti stradali gravi o incendi.

La recinzione tagliata e l’ingresso nel piazzale

Secondo quanto ricostruito, gli autori del furto avrebbero aperto un varco nella rete di recinzione della sede, riuscendo così a entrare nel piazzale utilizzato per il deposito dei mezzi.

Da lì avrebbero attraversato l’area fino a raggiungere i veicoli operativi dei pompieri, concentrandosi proprio sulle attrezzature di maggior valore e maggiore utilità durante le emergenze.

Il raid sarebbe stato compiuto prestando particolare attenzione ai movimenti del personale. I ladri avrebbero infatti approfittato del momento in cui parte degli operatori era impegnata in servizi esterni.

La sede di Mirano rappresenta un punto di riferimento per una vasta area del territorio e, secondo quanto emerso, presentava già alcune problematiche legate alle saracinesche.

Rubati strumenti utilizzati per salvare vite

Il danno non è soltanto economico.

Le apparecchiature sottratte vengono utilizzate dai Vigili del fuoco nelle situazioni nelle quali è necessario intervenire rapidamente per liberare persone rimaste intrappolate.

I divaricatori e le cesoie, ad esempio, permettono agli operatori di intervenire sulle carrozzerie delle automobili deformate dopo un incidente, mentre motoseghe e altri utensili vengono impiegati in numerosi scenari di emergenza.

Il furto sottrae quindi al distaccamento strumenti destinati direttamente alle attività di soccorso, con un valore complessivo che secondo le prime stime potrebbe oscillare tra 20mila e 30mila euro.

Sul fronte della sicurezza e degli interventi nel Veneziano, nelle ultime settimane non sono mancati episodi che hanno richiesto l’intervento dei soccorritori, come l’incendio divampato in un appartamento a Venezia.

Indagini affidate ai Carabinieri di Mirano

Sul furto stanno lavorando i Carabinieri di Mirano, impegnati nella ricostruzione dell’accaduto e nell’identificazione delle persone che hanno partecipato all’incursione.

Uno degli elementi da chiarire sarà proprio il modo in cui il gruppo ha organizzato il colpo e se gli autori conoscessero preventivamente la disposizione della sede e i momenti nei quali il personale sarebbe stato maggiormente impegnato all’esterno.

Le verifiche dovranno inoltre stabilire il numero esatto delle attrezzature sottratte e quantificare con precisione il danno.

La zona veneziana è stata recentemente interessata anche da altri episodi di cronaca, tra cui il furto e sequestro denunciato a Portogruaro, mentre sul territorio proseguono controlli e attività delle forze dell’ordine.

Un precedente quasi identico un anno fa a Mestre

L’episodio di Mirano riporta alla memoria quanto accaduto esattamente un anno fa, nella notte tra il 20 e il 21 settembre, nella caserma dei Vigili del fuoco situata di fronte alla Motorizzazione civile sul Terraglio di Mestre.

Anche in quel caso alcune persone con il volto travisato erano riuscite a introdursi nella struttura durante la notte.

Gli autori del raid avevano prestato particolare attenzione alle telecamere di sorveglianza e avevano portato via divaricatori, cesoie, ferri e piedi di porco, per un valore complessivo superiore ai 20mila euro.

La somiglianza tra i due episodi è evidente per modalità e tipologia degli strumenti presi, anche se al momento non risultano elementi che consentano di stabilire un collegamento tra i due furti.

Il precedente dell’orologeria di Mestre

Nello stesso periodo dello scorso anno, con la progressiva diminuzione delle ore di luce, nel territorio veneziano era stata registrata una nuova serie di furti.

Tra gli episodi ricordati vi era anche quello ai danni di un’orologeria di via Poerio a Mestre.

Le telecamere dell’attività avevano ripreso l’utilizzo di alcune pinze e, in un primo momento, qualcuno aveva ipotizzato che potessero essere proprio quelle precedentemente sottratte ai Vigili del fuoco.

Quell’ipotesi, tuttavia, non aveva trovato conferma.

Nel Veneziano restano frequenti le operazioni delle forze dell’ordine e gli interventi legati alla sicurezza, come dimostrano anche i recenti controlli e gli episodi registrati tra Portogruaro e l’autostrada A4.

Attrezzature da sostituire dopo il raid

Ora l’attenzione si concentra sulle conseguenze operative del furto di Mirano.

Le attrezzature sottratte dovranno essere sostituite per consentire agli operatori di continuare a disporre di tutti gli strumenti necessari negli interventi più complessi.

Nel frattempo prosegue il lavoro investigativo dei Carabinieri per risalire agli autori del colpo, ricostruire gli spostamenti compiuti durante la notte e verificare la presenza di eventuali immagini utili provenienti da sistemi di videosorveglianza della zona.

L’obiettivo è capire se il raid sia stato improvvisato oppure se dietro il furto vi sia stata una preparazione accurata, considerata la modalità con cui è stata superata la recinzione e la scelta mirata delle attrezzature portate via.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail