Bici elettrica “truccata” sfreccia a 50 km/h: maxi multa da 5.420 euro e sequestro
Controlli della Polizia locale a Monfalcone: 25 violazioni e sequestrata una bici elettrica modificata capace di raggiungere 50 km/h.
MONFALCONE. Venticinque violazioni accertate in appena due giornate di controlli e una bicicletta elettrica modificata, capace di raggiungere i 50 chilometri orari senza bisogno di pedalare, sottoposta a sequestro. È il bilancio dell’attività condotta questa settimana dalla Polizia locale di Monfalcone per verificare la sicurezza e la regolarità dei velocipedi che circolano sul territorio comunale.
Gli agenti hanno controllato sia le biciclette tradizionali sia i mezzi elettrici, concentrandosi sulle condizioni dei veicoli e sulla presenza degli equipaggiamenti richiesti dal Codice della Strada. Le verifiche hanno portato alla contestazione di diverse irregolarità relative soprattutto a luci, dispositivi riflettenti e segnalatori acustici.
Venticinque violazioni in due giorni
Il servizio della Polizia locale si è sviluppato nell’arco di due giornate e ha avuto come obiettivo la verifica dei velocipedi utilizzati quotidianamente sulle strade comunali.
Al termine dell’attività sono state accertate complessivamente 25 violazioni.
Gli agenti hanno verificato in particolare la presenza e il corretto funzionamento delle luci anteriori e posteriori, dei catadiottri, cioè i dispositivi riflettenti che permettono di rendere maggiormente visibile la bicicletta, e dei sistemi di segnalazione acustica.
Si tratta di dotazioni che assumono particolare importanza soprattutto quando si circola nelle ore serali, di notte o comunque in situazioni caratterizzate da una visibilità ridotta.
Controlli anche sulle biciclette elettriche
Una parte specifica dell’operazione ha riguardato le biciclette elettriche, sempre più presenti nella mobilità urbana.
Gli agenti non si sono limitati a verificare le dotazioni esterne dei mezzi, ma hanno controllato anche che le caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici fossero compatibili con quelle previste per le normali biciclette a pedalata assistita.
Ed è proprio durante questi accertamenti che la Polizia locale ha individuato il caso più rilevante delle due giornate di controlli.
Una bicicletta elettrica modificata ha infatti attirato l’attenzione degli operatori per le prestazioni raggiunte durante la circolazione.
L'e-bike raggiungeva i 50 km/h senza pedalare
Il mezzo, condotto da un cittadino di nazionalità bengalese, era in grado di raggiungere una velocità di circa 50 chilometri orari.
A insospettire gli agenti è stata proprio la velocità rilevata sulla strada, che ha portato la pattuglia ad approfondire il controllo sul funzionamento del veicolo.
Gli accertamenti hanno permesso di verificare che il sistema di propulsione non funzionava secondo le normali caratteristiche della pedalata assistita.
La bicicletta era infatti dotata di un acceleratore che consentiva al motore di entrare in funzione autonomamente, senza che il conducente dovesse agire sui pedali.
Di fatto, quindi, era possibile muoversi e raggiungere velocità elevate utilizzando soltanto il motore elettrico.
Per il Codice della Strada era un ciclomotore
Le caratteristiche tecniche e le prestazioni riscontrate hanno determinato una diversa classificazione del mezzo.
La bicicletta non poteva essere considerata una normale e-bike e, proprio per la possibilità di procedere autonomamente attraverso il motore e per le velocità raggiungibili, è stata ricondotta alla categoria dei ciclomotori.
Una classificazione che cambia radicalmente gli obblighi previsti per chi utilizza il mezzo su strada.
Non è sufficiente, in questi casi, rispettare le prescrizioni previste per una normale bicicletta: entrano infatti in gioco gli adempimenti stabiliti dal Codice della Strada per la conduzione e la circolazione dei ciclomotori.
Contestate sanzioni per 5.420 euro
Al conducente sono state quindi contestate diverse violazioni.
Tra queste figura la guida senza aver conseguito la patente, insieme al mancato utilizzo del casco.
Gli agenti hanno inoltre accertato l’assenza dei documenti di circolazione e la circolazione con un veicolo che, per caratteristiche e prestazioni, non rispettava i requisiti richiesti per poter essere considerato un velocipede.
Il conto complessivo delle contestazioni ha raggiunto 5.420 euro.
Per il mezzo è stato inoltre disposto il sequestro amministrativo.
Cisint: «I controlli hanno finalità preventive»
Sull’operazione è intervenuta Anna Maria Cisint, consigliere delegato alla Sicurezza ed europarlamentare, spiegando come l’attività della Polizia locale abbia innanzitutto una funzione preventiva ed educativa e non sia finalizzata solamente all'applicazione delle sanzioni.
La crescente diffusione dei mezzi elettrici rende infatti necessario, secondo Cisint, aumentare l’attenzione sulle caratteristiche effettive dei veicoli che circolano sulle strade.
Non sarebbe peraltro la prima volta che gli agenti di Monfalcone individuano una bicicletta in grado di raggiungere 50 chilometri orari.
Una velocità che, insieme alla possibilità di procedere senza pedalare, distingue questi mezzi dalle normali biciclette elettriche a pedalata assistita.
I rischi per chi guida e per gli altri utenti della strada
Cisint ha richiamato l’attenzione soprattutto sul tema della sicurezza delle persone.
Utilizzare un mezzo con prestazioni assimilabili a quelle di un ciclomotore senza rispettare gli obblighi previsti – dalla patente al casco fino ai requisiti di circolazione – può rappresentare un rischio non soltanto per chi lo conduce.
Le conseguenze possono interessare anche pedoni, ciclisti e gli altri utenti della strada, soprattutto negli spazi urbani dove mezzi differenti condividono carreggiate, attraversamenti e percorsi.
L’attenzione della Polizia locale non riguarda però esclusivamente le biciclette elettriche modificate.
Luci e dispositivi riflettenti sotto osservazione
Per le biciclette tradizionali, le verifiche hanno riguardato soprattutto quelle dotazioni che permettono agli altri utenti della strada di accorgersi della presenza del ciclista.
Luci anteriori e posteriori, dispositivi riflettenti e segnalatori acustici non sono quindi elementi secondari, ma strumenti destinati a migliorare la visibilità e la sicurezza durante gli spostamenti.
L'importanza aumenta nelle ore serali e in condizioni di scarsa visibilità, quando una bicicletta priva delle dotazioni necessarie può risultare difficilmente percepibile dagli automobilisti e dagli altri mezzi in circolazione.
La Polizia locale continuerà per questo con controlli mirati sui velocipedi.
Il tema della sicurezza e dei controlli sul territorio è al centro di numerose attività nel Nordest, come dimostrano anche i recenti servizi dei Carabinieri dedicati alla sicurezza stradale e alla guida.
Mobilità sostenibile ma nel rispetto delle regole
L’amministrazione sottolinea che la diffusione di biciclette ed e-bike rappresenta una componente importante della mobilità sostenibile, ma che l’utilizzo di questi mezzi deve avvenire nel rispetto delle norme e degli altri utenti della strada.
Una bicicletta elettrica modificata fino a raggiungere prestazioni proprie di un ciclomotore non può quindi circolare beneficiando delle regole previste per una normale bicicletta.
È questo il principio alla base dei controlli che proseguiranno sul territorio di Monfalcone.
Nella città proseguono parallelamente numerose iniziative pubbliche, tra cui gli appuntamenti culturali come le letture sotto le stelle al Giardino Patuna.
La Polizia locale continuerà invece a concentrarsi sulla circolazione stradale, verificando tanto le dotazioni obbligatorie delle biciclette tradizionali quanto le caratteristiche dei mezzi elettrici, con l’obiettivo dichiarato di favorire una mobilità che sia sostenibile ma anche sicura e conforme alle regole.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 21 agosto 2026