Monte Venda, locandine contro l’abbattimento dei cinghiali nei Colli Euganei
PADOVA - Protesta animalista sul Monte Venda contro l’abbattimento dei cinghiali nei Colli Euganei.
PADOVA - Protesta animalista sul Monte Venda contro l’abbattimento dei cinghiali nei Colli Euganei. Nel pomeriggio di lunedì 28 settembre 2026 alcuni militanti del Movimento Centopercentoanimalisti hanno affisso locandine nella zona del monte, indicando quell’area come la più colpita dagli abbattimenti autorizzati nel Parco dei Colli Euganei.
L’iniziativa punta a contestare la gestione della fauna selvatica nel parco e, in particolare, il contenimento dei cinghiali. Secondo quanto riferito dal movimento, nel corso dell’ultimo anno sarebbero stati uccisi ufficialmente oltre 1.800 cinghiali attraverso squadre autorizzate.
I numeri contestati dal movimento
Nel testo diffuso per accompagnare l’azione, Centopercentoanimalisti attacca apertamente la linea adottata sul territorio e parla di “sterminio” degli animali. Il movimento richiama anche uno stanziamento della Regione Veneto pari a 300mila euro, che secondo gli attivisti sarebbe destinato a potenziare le attività di abbattimento.
Tra i punti sollevati c’è anche il tema della presenza storica dei cinghiali sui Colli Euganei. Gli animalisti sostengono che la specie fosse estinta da secoli nella zona e che sarebbe stata reintrodotta dai cacciatori. Da qui la critica alla scelta, oggi, di ricorrere agli abbattimenti come principale risposta al problema.
L’azione al Monte Venda
Le locandine sono state affisse nella zona del Monte Venda, località che il movimento definisce tristemente nota per l’alto numero di cinghiali abbattuti. All’iniziativa sono state allegate anche alcune fotografie dell’azione.
Nel documento diffuso, gli attivisti contestano non solo gli abbattimenti, ma anche la successiva commercializzazione delle carcasse, parlando di vendita ai ristoranti. Il movimento rivendica quindi il diritto degli animali a vivere liberi nel loro ambiente naturale e chiede la fine delle uccisioni nel Parco dei Colli Euganei.
La protesta rilancia così un tema che nei Colli Euganei resta al centro del confronto tra gestione della fauna, attività venatoria, agricoltura e tutela ambientale, con il Monte Venda scelto dagli animalisti come luogo simbolico della contestazione.