Motta di Livenza, stato di agitazione alla casa di riposo Tomitano Bocassin

Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e Rsu contestano l’esternalizzazione del reparto per gli ospiti più fragili e chiedono un confronto immediato.

24 luglio 2026 15:09
Motta di Livenza, stato di agitazione alla casa di riposo Tomitano Bocassin -
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MOTTA DI LIVENZA - Stato di agitazione alla casa di riposo Tomitano Bocassin, dove Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl Belluno Treviso e Rsu contestano l’affidamento in appalto della gestione del Nucleo Riviera, il reparto destinato agli ospiti più fragili della struttura. La decisione è stata assunta nell’assemblea unitaria del personale di venerdì 24 luglio 2026 e riguarda una scelta che, secondo i sindacati, avrebbe effetti sull’organizzazione del lavoro, sui livelli occupazionali e sulla qualità del servizio assistenziale.

Al centro della protesta c’è il futuro del personale oggi impiegato nel reparto, indicato in 54 unità, e più in generale la gestione dell’Ipab. Per le organizzazioni sindacali, l’esternalizzazione del servizio socio-assistenziale del Nucleo Riviera rappresenta un passaggio che si inserisce in un quadro più ampio di criticità gestionali, occupazionali e strutturali, sul quale pesa anche l’ipotesi di una privatizzazione della struttura.

La contestazione sull’appalto del Nucleo Riviera

Le sigle del pubblico impiego spiegano di essersi mosse già nelle scorse settimane. Il 17 luglio hanno formalmente diffidato l’Ipab dal procedere con l’affidamento in appalto del servizio, chiedendo la sospensione immediata di ogni atto conseguente alla delibera approvata dal Consiglio di amministrazione il 9 luglio.

La diffida è arrivata dopo una precedente richiesta unitaria inviata il 2 luglio, con cui Cgil, Cisl e Uil avevano chiesto l’apertura di un tavolo di confronto sulla riorganizzazione del servizio. Secondo quanto riferito dai sindacati, a quella richiesta non è seguito alcun riscontro da parte dell’ente.

Per le organizzazioni dei lavoratori, un’operazione di questo tipo non può essere affrontata senza un confronto preventivo con le rappresentanze sindacali, perché le procedure di esternalizzazione rientrano tra le materie che richiedono informazione e discussione. Procedere senza dialogo, sostengono, significherebbe interrompere corrette relazioni sindacali e violare i principi di correttezza e buona fede nei rapporti tra ente e lavoratori.

Le richieste dei sindacati e il nodo occupazionale

La richiesta avanzata dalle sigle prevedeva la convocazione entro cinque giorni di un tavolo per entrare nel merito del progetto di esternalizzazione, verificare le garanzie occupazionali per il personale coinvolto, le clausole di salvaguardia e le ricadute sulla qualità del servizio offerto agli utenti.

Motta di Livenza, stato di agitazione alla casa di riposo Tomitano Bocassin
Motta di Livenza, stato di agitazione alla casa di riposo Tomitano Bocassin

Finora, riferiscono i sindacati, quella richiesta è rimasta senza risposta. Nessun riscontro, al momento, sarebbe arrivato nemmeno dall’Amministrazione comunale, alla quale è stato chiesto un tavolo istituzionale con tutti i soggetti interessati. L’obiettivo indicato è quello di fare chiarezza sui processi in corso, salvaguardare i posti di lavoro, tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, garantire la continuità dei servizi e mantenere gli standard assistenziali per gli anziani del territorio e le loro famiglie.

Le criticità segnalate nella struttura

Nella presa di posizione firmata da Luana Sartoretto della Fp Cgil Treviso, Fabio Zuglian della Fp Cisl Belluno Treviso e Roberto Meneghello della Uil Fpl Belluno Treviso, la situazione dell’ente viene definita grave e non più sostenibile.

Tra i problemi indicati ci sono la persistente instabilità gestionale, l’interruzione del confronto con le organizzazioni sindacali e ricadute sempre più pesanti su lavoratori, utenti e comunità locale. I sindacati segnalano inoltre carichi di lavoro in aumento, legati alla maggiore complessità assistenziale, senza riconoscimenti economici aggiuntivi per il personale.

Nello stesso quadro vengono citati anche il blocco delle progressioni di carriera e dei premi di produttività. Secondo Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl, invece di rafforzare stabilmente gli organici attraverso concorsi e stabilizzazioni, l’ente starebbe puntando sull’esternalizzazione dei servizi. Una scelta che, a loro giudizio, rischia di compromettere la continuità assistenziale, la qualità delle prestazioni e le condizioni di lavoro del personale, con effetti diretti anche sugli anziani ospiti della struttura e sulle loro famiglie.

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