Muggia, alberi abbattuti al Ligon: interrogazione su permessi e progetto da 800 mq
Massolino annuncia un’interrogazione: dubbi sui permessi e su un intervento che prevederebbe 800 mq di edifici.
MUGGIA - Il taglio di centinaia di alberi nella località Ligon, nel Bosco dell’Arciduca, arriva in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia con una richiesta di chiarimenti su autorizzazioni, valutazioni tecniche e finalità dell’intervento. A sollevare il caso è la consigliera regionale Giulia Massolino, del gruppo Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, che annuncia un’interrogazione dopo le segnalazioni arrivate da cittadini, consiglieri comunali e associazioni.
Il punto, nella ricostruzione diffusa dalla consigliera, non riguarda solo l’abbattimento degli alberi in un’area indicata come di rilevante valore paesaggistico e ambientale, ma anche ciò che sarebbe previsto dal progetto: 800 metri quadrati tra magazzino, residenza, negozio e ristorante. Un assetto che, secondo Massolino, solleva dubbi sulla coerenza con la definizione di azienda agricola e sulla compatibilità con il contesto.
Cosa contesta la consigliera regionale
Massolino parla di notizie e immagini che starebbero emergendo dal Ligon, nel territorio comunale di Muggia, e di un intervento descritto come molto esteso. Se quanto segnalato fosse confermato, sostiene, ci si troverebbe davanti a una trasformazione significativa di un’area che rappresenta una parte importante del patrimonio ambientale e storico locale.
L’interrogazione annunciata in Regione punta a ricostruire con precisione che cosa sia avvenuto, quali permessi siano stati rilasciati, quali valutazioni tecniche abbiano portato alle decisioni assunte e quali siano le responsabilità dei soggetti coinvolti. Tra i punti che la consigliera chiede di verificare c’è anche l’eventuale autorizzazione paesaggistica.
Nella nota, Massolino insiste sulla necessità di trasparenza prima ancora di entrare nel merito del progetto. La richiesta, in sostanza, è chiarire su quali basi amministrative e tecniche sia stato possibile un intervento che ha provocato preoccupazione nella comunità locale.
Il nodo del progetto e dell’area tampone
Secondo le prime informazioni richiamate dalla consigliera, il progetto prevederebbe magazzino, residenza, negozio e ristorante per una superficie complessiva di 800 metri quadrati. È questo uno degli elementi più contestati, perché appare, nella valutazione politica espressa da Massolino, una forzatura rispetto all’ipotesi di un insediamento agricolo rispettoso dell’ambiente e del territorio.
La stessa consigliera riferisce che le associazioni intervenute non sarebbero contrarie in linea di principio ad attività agricole compatibili con le tradizioni del territorio muggesano. Le perplessità riguardano invece la dimensione dell’intervento e la presenza di funzioni edilizie e commerciali considerate difficilmente conciliabili con il contesto descritto.
Un altro aspetto richiamato riguarda la collocazione dell’area. Il Ligon viene indicato come area tampone, cioè una zona che dovrebbe proteggere le aree nucleo in cui ricade Punta Olmi dall’espansione dell’edificazione umana. Proprio per questo, secondo Massolino, si tratterebbe di un ambito che dovrebbe essere non edificabile.
I numeri sul consumo di suolo a Muggia
Nel motivare la richiesta di approfondimento, la consigliera collega il caso anche al tema del consumo di suolo. Cita infatti i dati Ispra secondo cui nel 2022 il Comune di Muggia avrebbe raggiunto il 33,80% di consumo di suolo, a fronte di una media regionale dell’8% e di una media nazionale del 10%.
Il riferimento serve a collocare l’intervento in un quadro più ampio: in un territorio già segnato, secondo questi dati, da una pressione urbanistica elevata, un’ulteriore trasformazione di un’area naturale viene indicata come un passaggio da verificare con particolare attenzione.
Cosa può accadere ora
L’annunciata interrogazione in Consiglio regionale servirà a chiedere alla Regione chiarimenti formali sui passaggi autorizzativi e sulle valutazioni che hanno accompagnato l’intervento al Bosco dell’Arciduca. Al momento, nella fonte disponibile, non vengono riportate repliche del Comune di Muggia, di altri enti coinvolti o dei soggetti che avrebbero promosso il progetto.
Il caso, quindi, si muove per ora sul piano della richiesta politica di accertamento. Al centro restano quattro questioni: il taglio di centinaia di alberi, la natura effettiva del progetto, la compatibilità dell’intervento con i vincoli dell’area e la correttezza dei permessi eventualmente concessi.
Per la comunità locale il punto è capire se quanto avvenuto al Ligon rientri in un percorso autorizzativo pienamente legittimo e coerente con la tutela paesaggistica dell’area, oppure se emergano elementi che richiedano ulteriori verifiche amministrative e tecniche.