Museo di storia naturale, oggi la visita del Presidente del Consiglio regionale Bordin
Un patrimonio di straordinario valore che, tuttavia, da oltre 25 anni attende una sede nuova, completa e pienamente accessibile
Il Museo di Storia Naturale di Udine ha accolto oggi il Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, in visita alla struttura che custodisce una delle più vaste collezioni scientifiche della regione e del Nord Italia, con oltre un milione e mezzo di reperti catalogati. Il Presidente è stato accompagnato dall’assessore alla Cultura del Comune di Udine, Federico Pirone, e dalla curatrice del museo, Paola Visentini, che hanno illustrato lo stato attuale del complesso e i principali progetti in corso.
Un patrimonio di straordinario valore che, tuttavia, da oltre 25 anni attende una sede nuova, completa e pienamente accessibile. Dal trasferimento nella sede di via Sabbadini, sono infatti in corso da tempo i lavori di riqualificazione dei diversi edifici dell’ex Macello comunale, complesso progettato all’inizio del Novecento dall’architetto Ettore Gilberti. Si tratta di un esempio significativo di architettura funzionale dell’epoca, oggi oggetto di un articolato processo di riconversione che mira a restituire questi spazi alla città con una nuova vocazione culturale e scientifica.
Attualmente il complesso risulta solo parzialmente riqualificato e accessibile: una parte degli spazi è utilizzata per tre rassegne all’anno, oltre che per visite guidate e attività didattiche. Restano tuttavia da completare ancora due lotti fondamentali, che comprendono due edifici di circa 600 metri quadrati ciascuno, collegati da una struttura in metallo e vetro, necessari affinché il museo possa dirsi pienamente compiuto e aperto al pubblico generico.
Durante la visita sono stati illustrati i lavori attualmente in corso, finanziati anche grazie ai fondi POR FESR, finalizzati ad adeguare il museo alle nuove esigenze di accessibilità, inclusione, didattica e innovazione digitale. Gli interventi prevedono la realizzazione di nuove sale per i servizi educativi, una sala didattica dedicata alle scuole, un fab lab orientato alla creatività digitale dei ragazzi, uno spazio calmo per bambini con difficoltà e una sala espositiva ispirata alla “Wunderkammer”, che consentirà di mostrare al pubblico una selezione accurata dei reperti oggi custoditi nei magazzini.
Parallelamente, gli spazi del museo vengono progressivamente allestiti con schermi e supporti digitali, con l’obiettivo di trasformare il Museo di Storia Naturale di Udine in un museo moderno, interattivo e inclusivo, capace di superare una concezione tradizionale e statica dell’esposizione e di dialogare con le nuove generazioni.
Nel corso della visita, l’assessore alla Cultura Federico Pirone ha ringraziato il Presidente Bordin «per l’attenzione e la disponibilità dimostrate nei confronti del Museo di Storia Naturale di Udine», sottolineando come «si tratti di uno dei musei più importanti non solo della regione in ambito scientifico e naturalistico, non solo per l’estensione e la qualità delle collezioni, ma anche per il ruolo che può svolgere nella divulgazione e nella formazione». Pirone ha inoltre espresso l’auspicio che «il completamento del percorso di riqualificazione consenta al museo di diventare un vero polo di scienza e ricerca per l’intera regione, capace di dialogare con università, istituti di ricerca, scuole, parchi e aree protette».
A seguire, il Presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin ha evidenziato il valore strategico dell’intervento:
«Valorizzare questo luogo significa garantire finalmente una sede adeguata a un patrimonio scientifico di valore unico. L’ex Macello costituisce una specificità che deve essere pienamente messa a sistema per restituire alla città di Udine e all’intero Friuli uno spazio culturale qualificato e stabile.
Ci troviamo di fronte a un’area dalle straordinarie potenzialità sotto il profilo storico-museale e dell’attrattività nei confronti del mondo scolastico e turistico: per questa ragione è indispensabile portare a compimento un progetto che custodisce circa 1,5 milioni di reperti, un patrimonio che merita di essere reso pienamente fruibile a studenti, ricercatori e visitatori».
Il Museo di Storia Naturale di Udine rappresenta un luogo di cerniera fondamentale per la lettura della biodiversità faunistica e vegetale, ma anche della storia umana, testimoniata dal passaggio di popolazioni fin dal Neolitico. Di particolare rilievo sono le numerose collezioni scientifiche, che spaziano dalla botanica alla paleontologia, fino ai reperti preistorici, fondamentali per la comprensione dell’evoluzione dell’uomo e dell’ambiente nel territorio regionale. Accanto alle collezioni naturalistiche, il museo custodisce importanti archivi storici e scientifici, tra cui quelli dei geologi Ardito Desio, figura di riferimento della ricerca scientifica italiana del Novecento, e Torquato Feruglio, geologo e alpinista di primo piano. In particolare, l’archivio Feruglio conserva documenti, studi, carte geologiche e materiali scientifici di grande valore, che testimoniano il contributo di questi studiosi alla conoscenza del territorio alpino e alla ricerca geologica nazionale.
Tra gli obiettivi futuri del museo rientrano il rafforzamento del rapporto con il territorio e l’organizzazione di eventi di rilievo scientifico e divulgativo, come il Darwin Day. La visita del Presidente Bordin ha rappresentato un momento di confronto significativo sul futuro del Museo di Storia Naturale di Udine e sulla necessità di portare a compimento un percorso atteso da decenni, affinché questa istituzione possa finalmente disporre di una casa definitiva adeguata al valore del patrimonio che custodisce e al ruolo strategico che riveste per il Friuli Venezia Giulia.