Nucleare in FVG, la Regione valuta le prossime mosse: nuove tecnologie e il nodo Krško

Il Fvg attende le regole sul nucleare. Fedriga favorevole alle sperimentazioni, Agrusti propone Krško. Gli esperti frenano sui tempi.

25 settembre 2026 09:08
Nucleare in FVG, la Regione valuta le prossime mosse: nuove tecnologie e il nodo Krško -
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Il Friuli Venezia Giulia guarda al ritorno del nucleare, ma attende le norme attuative per capire quali iniziative potrà intraprendere. Sul tavolo ci sono l’interesse per la sperimentazione di nuove tecnologie, le opportunità per le imprese del territorio e la proposta di partecipare al secondo reattore di Krško, in Slovenia. Resta però il nodo dei tempi: secondo la valutazione di Remo Giulio Vaudano, coordinatore del gruppo sul nucleare del Consiglio nazionale degli ingegneri, servirà almeno una decina d’anni.

La Regione attende le norme attuative

Il 23 settembre il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge delega sul nucleare, affidando al Governo la definizione delle disposizioni che dovranno disciplinare il settore, dalle autorizzazioni alla sicurezza. È questo il quadro normativo nel quale dovranno essere chiariti anche gli spazi d’intervento dei territori.

Il governatore Massimiliano Fedriga ha più volte manifestato la disponibilità a ospitare in Friuli Venezia Giulia sperimentazioni sulle nuove tecnologie nucleari. Prima di tradurre questo orientamento in iniziative concrete, la Regione attende di conoscere le regole.

Sul fronte industriale, alcuni collegamenti con il settore esistono già: Orion, azienda di Trieste, ha prodotto una valvola per Newcleo, un esempio delle possibili opportunità per una filiera locale.

La proposta di Agrusti sul secondo reattore di Krško

Una delle ipotesi avanzate riguarda la vicina Slovenia. Il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, ha suggerito alla Regione di partecipare al progetto del secondo reattore di Krško.

La proposta, tuttavia, non convince l’assessore regionale all’Energia e all’Ambiente Fabio Scoccimarro. Sul possibile coinvolgimento nell’impianto sloveno restano quindi posizioni differenti.

L’interesse delle imprese nasce dalla ricerca di forniture energetiche stabili e costi competitivi, esigenze che alimentano il confronto sulle prospettive del nucleare.

L’esperto: «Non è una soluzione di domani mattina»

A richiamare l’attenzione sui tempi è Remo Giulio Vaudano, coordinatore del gruppo sul nucleare del Consiglio nazionale degli ingegneri. Nella sua valutazione, l’orizzonte è di almeno una decina d’anni.

«Non credo assolutamente in tempi più brevi», afferma. «E mi spiace quando qualcuno affronti queste tematiche come se fosse una soluzione di domani mattina. Non è di domani e nemmeno di dopodomani. Io non credo di vederla».

Il confronto riguarda dunque una prospettiva energetica di lungo periodo, mentre le esigenze delle imprese sui costi e sulla continuità degli approvvigionamenti sono già attuali.

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