Governo del territorio, via libera unanime del Cal alla riforma urbanistica regionale
Illustrati a Udine i principi della nuova legge sul governo del territorio: superata la Parte I della lr 5/2007, iter ancora lungo
Udine - La Regione accelera sulla nuova legge sul governo del territorio e incassa l’intesa unanime del Consiglio delle Autonomie locali. Il testo, illustrato dall’assessore regionale a Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, ridisegna l’impianto della pianificazione urbanistica in Friuli Venezia Giulia, con al centro co-pianificazione, rigenerazione urbana e semplificazione delle procedure.
Il provvedimento, è stato spiegato durante l’incontro, interviene soltanto sulla materia urbanistica e supera integralmente la Parte I della legge regionale 5/2007. Resta invece confermata la disciplina del paesaggio, con una definizione più chiara del rapporto con il Piano paesaggistico regionale.
Un iter ancora lungo
La riforma non arriverà in Aula a breve. Amirante ha chiarito che il percorso richiederà ancora approfondimenti e confronto e che il testo non approderà in Consiglio regionale prima di alcuni mesi. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una norma condivisa, pensata per accompagnare il territorio nei prossimi decenni.
Tra i cardini della proposta c’è la scelta della co-pianificazione come metodo ordinario per costruire le decisioni sul territorio. Nelle parole dell’assessore, questo passaggio punta a cambiare il rapporto tra Regione e Comuni, basandolo su confronto e condivisione delle strategie, soprattutto su scala vasta.
Come cambia la pianificazione
La riforma prevede una nuova articolazione dei livelli di pianificazione. Il primo è quello regionale, nel quale operano Regione e Consorzi di sviluppo economico. Il secondo è un livello intermedio, organizzato in 12 Sistemi territoriali locali, pensati come sedi di concertazione e coordinamento. Resta poi il livello comunale.
Un altro punto indicato come centrale riguarda il superamento dell’impostazione tradizionale fondata sulla rigida zonizzazione urbanistica, uno dei pilastri su cui si innesta il nuovo disegno di legge.
Rigenerazione urbana e consumo di suolo
Nel testo trovano spazio le finalità generali della pianificazione territoriale e urbanistica, fondate su rigenerazione urbana e territoriale, sostenibilità e contenimento del consumo di suolo. Viene introdotto anche il concetto di “città pubblica”, intesa come sistema integrato di servizi, edilizia residenziale pubblica e a prezzi accessibili, spazi pubblici, verde e mobilità sostenibile.
La rigenerazione urbana viene indicata come strumento prioritario per il recupero di aree degradate, sottoutilizzate o obsolete, con l’obiettivo di favorire nuovi processi sociali, economici e culturali e privilegiare il riuso del patrimonio edilizio esistente.
Accanto a questo, la riforma ribadisce il principio del contrasto al consumo di suolo e introduce il concetto di bilancio del consumo stesso. È prevista inoltre la possibilità di ricorrere a perequazione e compensazione urbanistica a livello intermedio e comunale.
Il confronto con Comuni e professionisti
L’assessore ha ricordato anche il percorso partecipativo che ha accompagnato la preparazione della riforma. La Regione, ha spiegato, ha incontrato tutti i Comuni del Friuli Venezia Giulia, oltre a Consorzi, Comunità, Ordini e Collegi professionali, in un confronto che prosegue tuttora.
Nella stesura del disegno di legge è stato svolto anche un confronto comparativo con le più recenti normative urbanistiche adottate in Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Marche e Campania, con l’intento di individuare soluzioni già sperimentate a livello nazionale.
I dati sulle procedure paesaggistiche
Sul versante della conformazione al Piano paesaggistico regionale, Amirante ha richiamato i risultati delle recenti semplificazioni procedurali. Le procedure definitive concluse sono passate da 4 nel periodo 2021-24 a 21 nel biennio 2024-26.
A questo si aggiungono 28 tavoli tecnici attivi, 62 conferenze di servizi paesaggistiche già chiuse e 37 procedimenti che attendono l’adozione della variante comunale.