Nuovo Bentegodi, cosa succede ora dopo il progetto dell’Hellas al Comune di Verona?

Il progetto del nuovo Bentegodi è stato consegnato al Comune: ecco cosa è già previsto, cosa manca e cosa cambia per tifosi e quartiere.

30 settembre 2026 18:14
Nuovo Bentegodi, cosa succede ora dopo il progetto dell’Hellas al Comune di Verona? -
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Sì, il percorso è entrato nella fase concreta, ma il nuovo Bentegodi non è ancora un’opera approvata né un cantiere. L’Hellas Verona ha consegnato al Comune la documentazione di fattibilità annunciata per settembre. Da qui si apre la verifica dell’amministrazione: dovrà valutare interesse pubblico, sostenibilità economico-finanziaria, progetto, convenzione e ricadute sul quartiere. Per chi vive attorno allo stadio o lo frequenta per le partite, la conseguenza immediata è quindi una sola: per ora si continua al Bentegodi attuale. Date di avvio lavori, durata del cantiere, assetto definitivo dei parcheggi e costi pubblici non sono ancora fissati in un atto approvato.

È la distinzione più importante dietro l’annuncio di oggi. Il progetto presentato parla di un impianto da 30mila posti, da realizzare nell’area dell’attuale stadio, con funzioni sportive, commerciali e di intrattenimento e con uno stadio temporaneo nelle vicinanze durante i lavori. Sono elementi della proposta del promotore, non decisioni già esecutive del Comune. La domanda utile per tifosi, residenti e attività della zona non è quindi soltanto “come sarà”, ma “quali passaggi mancano e quando potranno cambiare davvero le abitudini del quartiere?”.

Che cosa è stato consegnato e perché è un passaggio rilevante

Il 31 luglio la Giunta di Verona aveva accolto la manifestazione preliminare d’interesse dell’Hellas per riqualificare il Marcantonio Bentegodi nello stesso sito. Nel provvedimento pubblicato dal Comune era indicato il passaggio successivo: studio di fattibilità e progetto preliminare entro settembre. La documentazione ora presentata dà seguito a quella scansione, ma non equivale all’approvazione di un progetto definitivo o all’affidamento dei lavori.

Il punto di partenza amministrativo è il project financing, cioè una forma di partenariato tra pubblico e privato. Il Comune resta proprietario dell’impianto, mentre la proposta deve dimostrare di poter sostenere progettazione, realizzazione e gestione secondo le condizioni che saranno valutate dall’ente. La programmazione comunale indica espressamente il partenariato pubblico-privato come possibile strada per il Bentegodi e chiarisce che la valutazione concreta delle sue caratteristiche avviene solo dopo la presentazione di una proposta da parte di un operatore.

Per questo, al momento, non è corretto parlare di appalto assegnato, di demolizione imminente o di data certa per il primo calcio nel nuovo stadio. Gli atti da seguire saranno quelli del Comune: valutazioni tecniche, eventuale dichiarazione di pubblico interesse, condizioni della concessione, passaggi urbanistici e autorizzazioni necessarie. Solo quando questi contenuti saranno resi pubblici si potrà capire quale parte dell’investimento sia privata, quali impegni ricadano sul soggetto pubblico e con quali garanzie.

Le partite dell’Hellas: cosa cambia adesso

Nell’immediato non cambia l’accesso al Bentegodi. Calendario, biglietti, abbonamenti e varchi restano quelli comunicati dal club per la stagione in corso. L’ipotesi di uno stadio provvisorio serve proprio a mantenere a Verona le gare interne nel periodo dei lavori, ma deve essere verificata e inserita nel progetto autorizzato: non esistono ancora sede, capienza, calendario di utilizzo o modalità di accesso ufficiali per il pubblico.

È utile non confondere questa ipotesi con le attività che già riguardano l’impianto esistente. Il Comune ha in corso lavori e supporto tecnico per l’adeguamento normativo e la messa in sicurezza del Bentegodi; una determinazione di gennaio 2026 riguarda valutazioni strutturali e sicurezza. Non è il contratto per il nuovo stadio.

La differenza conta anche per chi ha già organizzato le prossime trasferte o gli appuntamenti casalinghi. L’ultimo Hellas Verona-Vicenza al Bentegodi ha confermato che l’impianto continua a ospitare regolarmente la Serie B. Fino a un atto che disponga diversamente, l’informazione operativa resta quella delle pagine ufficiali di biglietteria e delle comunicazioni del club, non le ricostruzioni sul futuro cantiere.

Per residenti e attività, il nodo è il quartiere prima dello stadio

Il progetto non riguarda soltanto una tribuna o una copertura. Il Documento unico di programmazione del Comune lega la riqualificazione a uno studio generale sul quartiere: afflusso e deflusso, connessioni ciclopedonali, parcheggi e nodi del trasporto pubblico. Il testo parla anche di riorganizzazione della Spianà come parco urbano e di una maggiore permeabilità degli spazi verdi. È un impegno programmatico, non un disegno esecutivo già disponibile, ma fissa le domande su cui la proposta dovrà essere misurata.

Chi abita nelle vie attorno allo stadio o gestisce un’attività dovrebbe quindi guardare soprattutto a quattro elementi quando il progetto sarà pubblicato: il perimetro del cantiere e i suoi accessi; la collocazione dell’eventuale impianto temporaneo; le modifiche alla sosta e alla viabilità nei giorni di gara; le opere permanenti su percorsi pedonali, ciclabili e trasporto pubblico. Finché queste tavole e queste prescrizioni non saranno rese note, non ha fondamento indicare strade chiuse, parcheggi soppressi o tempi di disagio.

La mobilità nelle grandi giornate di evento è già una questione concreta per Verona. Per esempio, in occasione di iniziative sportive fuori città, Nordest24 ha raccontato il maxischermo per Verona-Vicenza in piazza dei Signori: è un caso diverso, ma mostra quanto la scelta di una sede e dei collegamenti incida su chi si sposta. Nel progetto del Bentegodi questi aspetti non potranno essere accessori, perché fanno parte delle condizioni indicate dalla pianificazione comunale.

Euro 2032 è un obiettivo, non una garanzia

Verona figura tra le città candidate nel percorso verso gli Europei del 2032, organizzati da Italia e Turchia. Il Comune ha collegato il rinnovo dell’impianto alla possibilità di rispettare gli standard richiesti per ospitare partite internazionali. Ma la scelta definitiva delle sedi non dipende soltanto dall’esistenza di un progetto: servono requisiti, tempi compatibili e decisioni delle istituzioni sportive competenti.

Nel giugno scorso, quando il club aveva presentato al sindaco il gruppo di lavoro, il Comune aveva spiegato che la consegna della documentazione era attesa a settembre e che il quadro normativo per gli impianti candidati a Euro 2032 può accelerare l’iter. Anche un iter più veloce, però, non cancella le verifiche. La nota dell’amministrazione è utile proprio per leggere la successione corretta: proposta, esame comunale, poi eventuale procedura.

Costi: che cosa si può dire e che cosa no

La proposta dell’Hellas quantifica l’operazione nell’ordine di 300 milioni di euro e indica una prevalenza di investimenti privati, con una possibile partecipazione pubblica da definire. È una stima del proponente, non un impegno di spesa approvato dal Comune. Il lettore può quindi considerarla una dimensione dichiarata del progetto, non il costo definitivo per la città.

Per capire se e come il denaro pubblico interverrà bisognerà attendere la documentazione istruttoria: contributi, opere di interesse generale, concessione, durata della gestione, eventuali canoni e ripartizione dei rischi. Il programma comunale sottolinea che, in un partenariato, progettazione, costruzione e disponibilità della struttura devono essere allocate al concessionario secondo una valutazione specifica. Questo è il controllo sostanziale, non lo slogan sull’investimento.

Come seguire il progetto senza inseguire voci

Le fonti da controllare sono il sito del Comune di Verona, in particolare delibere, amministrazione trasparente e pubblicazioni sull’urbanistica e sui lavori pubblici, oltre alle comunicazioni ufficiali dell’Hellas per le partite. Quando saranno disponibili atti di adozione o di approvazione, dovranno indicare tempi, elaborati, modalità di partecipazione e, se previste, osservazioni dei cittadini.

Il confronto con altri impianti del territorio aiuta a tenere separati i piani: l’inaugurazione dello stadio comunale rinnovato a Palazzolo dello Stella è il racconto di un impianto già concluso e aperto; il Bentegodi è invece ancora alla fase della proposta e della valutazione. La notizia di oggi è importante perché il dossier è arrivato sul tavolo del Comune. Per residenti e tifosi, la risposta pratica è altrettanto netta: nessun cambiamento immediato, ma da ora in avanti le scelte su cantiere, mobilità, stadio temporaneo e denaro pubblico dovranno passare da documenti verificabili.

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