Nuovo Piano di governo del territorio in Fvg, più peso alle Province e stop al consumo di suolo
L’obiettivo indicato dall’assessore è ridurre contenziosi legali e rallentamenti amministrativi.
TRIESTE - Più spazio al recupero degli edifici esistenti, meno consumo di nuove aree verdi e un ruolo esplicito per le Province nel nuovo assetto dell’urbanistica regionale. Sono i punti centrali degli emendamenti della Giunta al disegno di legge 90 sul nuovo Piano di governo del territorio del Friuli Venezia Giulia, illustrati oggi in V Commissione dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante.
Il provvedimento aggiorna un impianto urbanistico fermo al 1978 e interviene, nelle intenzioni della Regione, su due nodi: da una parte la difficoltà del sistema attuale nel contenere la cementificazione, dall’altra gli ostacoli che oggi rendono più complesso il recupero del patrimonio edilizio già esistente.
Cosa cambia con gli emendamenti
Secondo quanto spiegato dall’assessore, gli ultimi emendamenti approvati dalla Giunta integrano il ddl con disposizioni specifiche per riconoscere il futuro ruolo delle Province e per rendere più semplice e conveniente il riuso degli immobili rispetto all’utilizzo di nuove aree libere.
L’impostazione del nuovo piano punta quindi a favorire il recupero edilizio, con l’obiettivo di spostare l’equilibrio delle scelte urbanistiche dal consumo di suolo alla rigenerazione dell’esistente. Un tema che si inserisce anche nel quadro più ampio del nuovo Piano di governo del territorio, su cui in questi giorni si sta concentrando il confronto istituzionale in Regione.
Il nodo della burocrazia e del sistema digitale unico
Nel corso dell’audizione in V Commissione, Amirante ha sostenuto che l’attuale sistema di pianificazione territoriale non riesce a frenare in modo efficace la cementificazione e, allo stesso tempo, rallenta la ripresa edilizia delle aree già costruite.
Per superare questa situazione, la proposta di legge punta a modificare la struttura burocratica della pianificazione, introducendo una collaborazione più stretta tra i diversi livelli istituzionali fin dalle prime fasi decisionali. L’obiettivo indicato dall’assessore è ridurre contenziosi legali e rallentamenti amministrativi.
Tra gli strumenti indicati c’è anche una “flessibilità regolata”, accompagnata da un sistema informativo digitale unificato che dovrà certificare in modo chiaro e trasparente le destinazioni d’uso.
Province e Comuni nel nuovo assetto
Un altro passaggio degli emendamenti riguarda il recepimento, nel nuovo impianto normativo, del ruolo delle Province recentemente reintrodotte nell’ordinamento regionale. A questi enti verrebbero attribuite funzioni di area vasta e di supporto ai Comuni, inserendole quindi in modo strutturato nel nuovo modello di governo del territorio.
Su questo punto Amirante ha ricordato anche il parere positivo espresso da Anci Fvg, che ha giudicato coerente il nuovo Pgt rispetto alla necessità di modernizzare il sistema regionale della pianificazione urbanistica.
Gli emendamenti, ha spiegato l’assessore, sono il risultato del confronto avviato dalla Regione con Università, ordini professionali, associazioni ambientaliste ed enti locali. Tra gli elementi accolti nel testo c’è proprio il riconoscimento delle Province come soggetti di area vasta e di supporto ai Comuni.