"Obiettivo quarto piano", a Trieste la mostra che racconta i laboratori al Coroneo

L'esposizione nella biblioteca del Consiglio regionale documenta due percorsi formativi per donne detenute tra il 2025 e il 2026.

21 ottobre 2026 19:01
"Obiettivo quarto piano", a Trieste la mostra che racconta i laboratori al Coroneo -
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Trieste, 21 ottobre - Raccontare attraverso la fotografia percorsi di formazione, crescita personale e nuove opportunità per le donne detenute. È questo il filo conduttore di "Obiettivo quarto piano", la mostra fotografica curata da Simona Cerrato e inaugurata oggi nella biblioteca Livio Paladin del Consiglio regionale, a Trieste. L'esposizione documenta due esperienze formative realizzate tra il 2025 e il 2026 nella sezione femminile della casa circondariale Ernesto Mari - Coroneo di Trieste: il laboratorio FioriLab, curato da Laura Vaccari e il corso per parrucchiere Hair Stylist, condotto da Silvia Braico.

Le parole di Giulia Massolino

"Sono particolarmente felice che siamo riuscite a portare questa mostra in Consiglio regionale - ha sottolineato la presidente della Commissione di vigilanza della biblioteca, Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) -, perché rappresenta un'occasione per accorciare la distanza tra le istituzioni e la cittadinanza. È importante che un pezzo di carcere entri nel luogo in cui vengono prese decisioni che riguardano anche le persone che vivono quella realtà. Parliamo di due mondi distanti poche centinaia di metri, ma che troppo spesso non comunicano".

"Il Coroneo - ha proseguito Massolino - è una sorta di buco nero all'interno della città: ci passiamo accanto quasi quotidianamente, senza sapere cosa accada oltre quelle mura. I laboratori formativi rappresentano un'opportunità per immaginare un futuro nel quale le persone detenute possano avere un ruolo nella società, valorizzare le proprie capacità e costruire relazioni positive. Sono anche uno degli strumenti per contrastare la recidiva, che contribuisce al drammatico sovraffollamento del sistema penitenziario". "Tutti i progetti realizzati in carcere sono tante piccole gocce che, insieme, possono contribuire a ricostruire i legami tra quest'ultimo e la comunità", ha concluso la presidente evidenziando tuttavia "le difficoltà nel garantire continuità ai percorsi formativi" e ricordando "le condizioni di disagio vissute non soltanto dalle persone detenute, ma anche da chi lavora negli istituti penitenziari".

"Obiettivo quarto piano", a Trieste la mostra che racconta i laboratori al Coroneo

Il progetto Soroptimist e i laboratori al Coroneo

La mostra si inserisce nel progetto nazionale "Si Sostiene… in carcere", promosso da Soroptimist international d'Italia e sviluppato sul territorio dal Soroptimist Club del Friuli Venezia Giulia. Come ha spiegato Emilia Mezzetta, presidente del club triestino Soroptimist, "i due percorsi documentati dall'esposizione hanno coinvolto complessivamente una decina di donne detenute, offrendo loro la possibilità di acquisire competenze professionali, sviluppare nuove capacità e rafforzare l'autostima". A raccontare il lavoro svolto dietro l'obiettivo è stata infine la curatrice Simona Cerrato, che si è soffermata sulle difficoltà incontrate nel documentare i laboratori dietro le sbarre, dove "anche l'ingresso dell'attrezzatura fotografica richiede specifiche autorizzazioni".

La testimonianza della curatrice Simona Cerrato

"Entrare per la prima volta in carcere è stata un'esperienza emotivamente molto forte, che mi ha permesso di conoscere una realtà che, pur essendo sotto gli occhi di tutti, spesso non viene percepita. Da allora guardo il Coroneo in modo diverso, pensando alle persone che vivono oltre quelle mura, con le loro storie, speranze e aspettative", ha raccontato Cerrato, sottolineando che "questa esperienza ha dato un significato più profondo alla mia passione per la fotografia e quanto sia importante, per le donne detenute, ricevere un'attenzione particolare attraverso l'obiettivo".

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