Officine Cultura, nove enti tra Udine e Pordenone chiudono 10 mesi di formazione
Le associazioni coinvolte operano tra Udine e Pordenone.
UDINE - Nove enti culturali delle province di Udine e Pordenone hanno concluso la prima edizione di Officine Cultura, il percorso promosso da Fondazione Friuli con Sinloc per rafforzare capacità organizzative, progettuali e sostenibilità economico-finanziaria del Terzo settore culturale. L’iniziativa, durata dieci mesi, ha portato alla definizione di documenti strategici, piani economici triennali e, in un caso, anche alla presentazione di una candidatura europea.
Il progetto nasce come evoluzione del sostegno tradizionale della Fondazione Friuli: non solo contributi economici, ma anche strumenti operativi per aiutare le realtà locali a sviluppare modelli di lavoro più solidi e autonomi nel tempo. Le associazioni coinvolte operano tra Udine e Pordenone.
Formazione e coaching per nove organizzazioni
Il percorso si è sviluppato in due fasi. La prima, collettiva, ha previsto 22 ore di formazione suddivise in cinque moduli dedicati al rafforzamento organizzativo e tre laboratori di co-progettazione. La seconda ha riguardato l’affiancamento personalizzato, con 44 incontri di coaching curati dagli esperti di Sinloc per analizzare i bisogni operativi delle singole realtà e arrivare alla stesura di un documento finale di sviluppo.
Secondo il presidente della Fondazione Friuli, Bruno Malattia, l’obiettivo era affiancare al sostegno economico un supporto tecnico mirato su gestione e pianificazione delle organizzazioni. Malattia sottolinea che il lavoro svolto in questi mesi ha mostrato come il trasferimento di competenze su organizzazione interna, capacità progettuali e sostenibilità economica possa rendere gli enti più solidi e continui nelle attività.
I risultati: piani strategici, bilanci e un bando europeo
Gli esiti del bando sono stati diversi a seconda delle esigenze espresse dai partecipanti. Cinque enti – Accademia d’Archi Arrigoni, Casaupa, Compagnia Brat, Somsi Pordenone e Spk Teatro – hanno elaborato un documento strategico triennale centrato su governance, riorganizzazione dei flussi di lavoro, gestione del personale volontario e ampliamento del pubblico.
Altre tre realtà – Arte Vita Anima, Associazione Culturale Sexto e ZeroIdee – hanno invece definito un piano economico-finanziario triennale con l’obiettivo di introdurre strumenti di controllo di gestione, razionalizzare i costi e diversificare le entrate private.
Il Teatro del Silenzio ha lavorato soprattutto sul fronte dell’internazionalizzazione, arrivando a predisporre e presentare ufficialmente una candidatura al bando europeo Creative Europe.
Gli strumenti che resteranno nella gestione quotidiana
A chiusura del percorso, la valutazione finale ha registrato un dato netto: il 100% degli enti partecipanti ha dichiarato che continuerà a usare in modo stabile gli strumenti appresi durante il progetto, tra cui il Business Model Canvas e le schede di monitoraggio.
Dall’indagine conclusiva emerge anche un altro elemento pratico: le organizzazioni coinvolte hanno indicato come particolarmente utile il lavoro fatto per mettere a fuoco punti di forza interni e aree di miglioramento. Le osservazioni raccolte serviranno ora alla Fondazione Friuli per preparare eventuali prossime edizioni, con un calendario più adatto ai ritmi delle associazioni e con maggiori occasioni di confronto diretto e di rete sul territorio.