Ongon, un viaggio ipnotico tra tradizioni, elettronica e spiritualità a Trieste

Alla Casa della Musica di Trieste il concerto di Ongon, progetto solista di Antonio Bertoni tra ritualità, suoni ancestrali ed elettronica.

10 gennaio 2026 09:31
Ongon, un viaggio ipnotico tra tradizioni, elettronica e spiritualità a Trieste -
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TRIESTE Venerdì 23 gennaio alle ore 20.15, presso la Casa della Musica in via dei Capitelli 3, il Circolo del Jazz Thelonious propone un appuntamento dedicato alle sonorità più avventurose e rituali della contemporaneità: il concerto di ONGON, progetto solista di Antonio Bertoni, polistrumentista impegnato tra gimbri, dvina, basso, chitarra, percussioni ed elettronica.

Ongon, l’oggetto magico che diventa musica

Il nome Ongon affonda le radici in un immaginario sciamanico e antropomorfo. Un ongon, nella tradizione, è un oggetto magico capace di attrarre e contenere spiriti, un tramite tra mondi diversi. È da questa visione che nasce il progetto artistico di Bertoni, che trasforma melodie, ritmi, suoni e strumenti nei propri ongon personali, capaci di evocare energie speciali e di condurre l’ascoltatore in una dimensione altra.

Un polistrumentista tra culture e linguaggi lontani

Con Ongon, Antonio Bertoni si muove liberamente tra strumenti e tradizioni distanti nel tempo e nello spazio, attraversando stili e influenze differenti. La sua musica intreccia musica gnawa, suggestioni progressive, psichedelia e sovrapposizioni elettroacustiche, dando vita a un linguaggio sonoro aperto, disinvolto e contaminato. Nei dischi come nel set dal vivo si snodano musiche ipnotiche, rituali e incantatorie, con forti richiami alle tradizioni nordafricane.

Il suono come rito, guarigione e condivisione

Il progetto Ongon concepisce la musica non solo come esecuzione, ma come esperienza condivisa, un rito sonoro che supera la dimensione occidentale dell’ascolto. Il concerto diventa così un viaggio sensoriale e interiore, in cui il pubblico è chiamato a lasciarsi attraversare dai suoni, dalle vibrazioni e dalle stratificazioni elettroniche.

Le parole di Pino Saulo su Ongon

A raccontare la profondità di questo percorso è anche Pino Saulo, figura di riferimento delle musiche avventurose della contemporaneità, che ha presentato Ongon durante la serata Fauves!, evento organizzato da Battiti, storica trasmissione di RAI Radio 3, dedicata a intercettare le nuove traiettorie della musica.

Secondo Saulo, Ongon è un nome che rimanda immediatamente a una situazione di incantesimo, a una spiritualità profonda che si riflette nella musica proposta. Un suono fortemente influenzato dalla cultura nordafricana e gnawa, ma soprattutto pensato come mezzo di guarigione, condivisione ed espressione, al di là dei consueti parametri occidentali. Un’esperienza che si configura come viaggio interiore, capace di coinvolgere l’ascoltatore su più livelli.

Un appuntamento per gli amanti delle musiche di confine

Il concerto di Ongon alla Casa della Musica si inserisce nel percorso del Circolo del Jazz Thelonious come proposta di ricerca e ascolto consapevole, rivolta a chi desidera esplorare territori sonori di confine, dove tradizione e sperimentazione si incontrano e si fondono in un’unica esperienza immersiva.

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