Orcolat torna a Cinemazero: 3 proiezioni a Pordenone per i 50 anni del sisma
Il film di Federico Savonitto sarà proiettato l’11 settembre in italiano e il 14 e 15 settembre in lingua friulana.
PORDENONE - Torna sul grande schermo a Cinemazero Orcolat, il documentario di Federico Savonitto dedicato al terremoto del Friuli del 1976. Le proiezioni sono in programma per tre giorni, venerdì 11 settembre 2026 in versione italiana, lunedì 14 e martedì 15 settembre 2026 in lingua friulana.
L’appuntamento arriva nell’anno del cinquantesimo anniversario del sisma del 6 maggio 1976 e delle successive scosse di settembre, che segnarono in profondità il Friuli. Per il pubblico si tratta di una nuova occasione per vedere in sala un lavoro che ricostruisce una delle ferite più profonde della storia recente del territorio, intrecciando memoria personale, racconto collettivo e materiali d’archivio.
Le date delle proiezioni a Cinemazero
Il film sarà proposto a Cinemazero in tre appuntamenti distinti: venerdì 11 settembre in italiano, poi lunedì 14 e martedì 15 settembre in friulano. La riprogrammazione coincide con le ricorrenze del sisma e riporta al centro un tema che nel 2026 continua ad avere un forte valore storico e civile per il Nordest.
Il documentario prende il titolo dall’Orcolat, la creatura mitologica che nella tradizione popolare friulana sarebbe responsabile dei terremoti. Da qui parte un racconto che mette insieme il piano simbolico e quello reale, alternando la spiegazione del fenomeno sismico all’immaginario che per secoli lo ha accompagnato nelle comunità locali.
Archivio, testimonianze e voci del Friuli
A guidare il film è la voce di Bruno Pizzul. Il racconto si sviluppa attraverso immagini di repertorio, molte provenienti dalle collezioni della Cineteca del Friuli, che mostrano la devastazione e il volto dei paesi subito dopo il terremoto. A queste si affiancano le testimonianze dei sopravvissuti, con i ricordi dei primi momenti dopo le scosse: il caos, la paura, la disperazione, ma anche la capacità di reagire.
Dentro questo percorso trovano spazio anche artisti, sportivi, scrittori e studiosi che contribuiscono a comporre un mosaico di memorie e riflessioni. Nel film compaiono Dino Zoff, Fabio Capello, Manuela Di Centa, Paolo Rumiz, Tullio Avoledo, Gian Paolo Gri, Esther Kinsky, Davide Toffolo e lo stesso Bruno Pizzul.
Il tema del sisma del 1976 resta al centro anche di altre iniziative culturali dedicate alla memoria del territorio, come il volume sugli Alpini nel terremoto del Friuli.
Un racconto tra memoria e presente
Uno degli elementi centrali di Orcolat è il confronto continuo tra passato e presente. Il documentario non si limita a ricostruire ciò che accadde nel 1976, ma mostra come quel trauma continui a vivere nel paesaggio, nelle coscienze e nell’identità friulana.
Ad ampliare la dimensione emotiva del film contribuiscono le musiche dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Elisa e Lorenzo Commisso, che accompagnano il viaggio dentro una regione ancora segnata da quella esperienza. Il risultato è un racconto corale che mette insieme distruzione, memoria e ricostruzione.
Nei giorni che ricordano le scosse di settembre, il terremoto torna anche sullo schermo con il documentario Prima fabbriche, case, chiese, in programma a Feletto Umberto l’11 settembre 2026.
Con testimonianze dirette, materiali d’archivio e riferimenti al mito popolare, Orcolat ricostruisce così la storia di una comunità costretta a misurarsi con la distruzione e capace di trasformare quella tragedia in una rinascita.