Rubava le banconote dalle raccomandate: arrestata impiegata infedele di Poste Italiane
Padova, dipendente di Poste Italiane arrestata per peculato: avrebbe sottratto banconote da raccomandate dirette alla Banca d’Italia.
PADOVA – Una dipendente di Poste Italiane di 48 anni è stata arrestata con l’accusa di peculato continuato nell’ambito di un’indagine che ha portato alla luce un sistema illecito di sottrazione di denaro dalla corrispondenza.
L’operazione è stata condotta il 20 febbraio dai carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria di Roma, con il supporto del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Padova, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova.
Fermata al termine del turno di lavoro
La donna lavorava presso il centro di smistamento postale di Padova, snodo strategico per i flussi di corrispondenza dell’intero Triveneto.
Al termine del turno di servizio è stata fermata dai militari che, durante una perquisizione personale autorizzata dall’autorità giudiziaria, l’hanno trovata in possesso di due banconote appena sottratte da plichi postali: una da 20 euro risultata falsa e una da 50 euro autentica.
Secondo gli investigatori, il denaro sarebbe stato prelevato da raccomandate di cui la dipendente aveva la disponibilità per ragioni di servizio.
Dopo le formalità di rito la donna è stata posta agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.
Indagata anche un’altra impiegata
Nel corso delle indagini i carabinieri hanno proceduto anche nei confronti di un’altra dipendente dello stesso centro di smistamento, anch’essa indagata per peculato continuato.
Durante la perquisizione domiciliare sono stati sequestrati biglietti augurali, missive, gadget e denaro contante per circa 680 euro, ritenuti presumibilmente sottratti dalla corrispondenza trattata durante il servizio.
L’indagine partita dalla Banca d’Italia
L’attività investigativa ha avuto origine nel luglio 2025, quando il Centro nazionale di analisi della Banca d’Italia di Roma, incaricato della raccolta e classificazione delle banconote sospette ritirate dalla circolazione, ha segnalato una serie di anomalie.
Da alcuni mesi, infatti, numerose raccomandate provenienti dalle filiali del gruppo bancario Intesa Sanpaolo del Triveneto arrivavano prive delle banconote che risultavano invece indicate nei verbali di ritiro.
La situazione aveva iniziato a compromettere l’affidabilità del servizio postale pubblico e il sistema di controllo sull’autenticità delle banconote.
Accertati 35 episodi di sottrazione
Le indagini, condotte anche con il supporto dell’ufficio “Fraud Management e Security Intelligence” di Poste Italiane, hanno permesso di individuare il centro di smistamento di Padova come punto critico della catena di gestione della corrispondenza.
Gli accertamenti tecnici hanno consentito di raccogliere elementi investigativi nei confronti delle due impiegate, accertando 35 episodi di sottrazione di banconote dai plichi destinati alla Banca d’Italia e decine di aperture di plichi ordinari.
La decisione del giudice
Il 23 febbraio il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Padova ha convalidato l’arresto in flagranza, disponendo successivamente la remissione in libertà della donna.
Le indagini proseguono per chiarire l’estensione del sistema illecito e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nella sottrazione di denaro e oggetti dalla corrispondenza.