Padova, pronta la nuova stazione di posta nell’ex canonica del Tempio della Pace

Terminati i lavori da 995 mila euro finanziati in gran parte con fondi PNRR: in via Tommaseo 47 accoglienza, fermo posta e servizio

08 giugno 2026 16:39
Padova, pronta la nuova stazione di posta nell’ex canonica del Tempio della Pace -
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PADOVA - Dalla fine di giugno 2026 alcuni servizi delle Cucine economiche popolari di Padova si trasferiranno nell’ex canonica del Tempio della Pace, in via Tommaseo 47, dove è stata realizzata una nuova stazione di posta destinata a persone e famiglie in grave povertà o senza dimora. I lavori di ristrutturazione dell’edificio si sono conclusi a maggio e rappresentano il primo passaggio del progetto delle Nuove Cucine economiche popolari.

L’intervento è stato finanziato nell’ambito della Missione 5 “Inclusione e Coesione” del PNRR, componente 2, investimento 1.3.2 “Stazioni di posta”, con risorse messe a disposizione dal Comune di Padova. La nuova sede ospiterà al piano terra un fermo posta con segretariato sociale, alcune salette per colloqui e ascolto e uno spazio per il deposito bagagli. Al primo piano, con accesso indipendente, troverà posto un servizio sanitario rivolto a chi non riesce ad accedere, o vi accede con difficoltà, al Servizio sanitario nazionale: qui saranno garantiti risposta ai bisogni sanitari e orientamento verso i servizi disponibili.

La riqualificazione ha interessato una superficie di 330 metri quadrati lordi, pari a 230 netti, per un investimento complessivo di 995 mila euro. Di questi, 910 mila euro arrivano dai fondi PNRR, mentre gli altri 85 mila sono stati coperti con risorse proprie della Fondazione Nervo Pasini.

Dal punto di vista edilizio, il cantiere ha comportato una riqualificazione generale del fabbricato, mantenendo però inalterata la struttura storico-architettonica e la configurazione originaria degli spazi, secondo le indicazioni della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Belluno, Padova e Treviso, che ha seguito l’intervento. Sono stati eseguiti anche lavori di consolidamento murario e fondazionale, oltre al rinforzo di solai e copertura, per migliorare la sicurezza statica e antisismica dell’edificio. Completamente rinnovati gli impianti, progettati in funzione delle attività assistenziali e sanitarie, con accessibilità garantita anche alle persone con disabilità.

Il progetto ha ottenuto le autorizzazioni della Soprintendenza e del Comune di Padova, attraverso il settore Edilizia e il settore Servizi sociali. Il responsabile unico del progetto è l’architetto Mauro Gugel. Progettazione e direzione lavori sono state affidate al raggruppamento temporaneo di professionisti composto da architetto Adolfo Zanetti, Mezzadringegneria Srl, Climosfera Srl, Dario e Mion Architetti e architetto Lorenzo Coccia. Il collaudo statico è stato seguito dall’ingegner Guido Ometto, mentre il coordinamento della sicurezza è stato affidato a Esse Ti Esse Ingegneria Srl. L’impresa esecutrice, individuata tramite gara, è Atheste Costruzioni Srl.

L’intervento sull’ex canonica si inserisce in un disegno più ampio che punta a ridisegnare la presenza delle Cucine economiche popolari nel quartiere e nella città, anche all’interno di un percorso di riqualificazione urbana della zona. Il passaggio successivo riguarda infatti il recupero del vicino ex patronato parrocchiale con gli spazi adiacenti, destinato a diventare la nuova sede delle Cucine economiche popolari con il contributo progettuale, economico e gestionale dell’Associazione universale di S. Antonio.

Per questa seconda fase è in corso proprio in questi giorni la gara per affidare progettazione e direzione lavori, con l’obiettivo di aprire il cantiere entro la fine dell’anno. L’intervento, al momento, non beneficia di contributi pubblici dedicati. La Diocesi di Padova ha già stanziato oltre 1,5 milioni di euro a sostegno dell’iniziativa, anche attraverso le risorse dell’otto per mille dell’Irpef destinate alla Chiesa cattolica. Il completamento dell’opera richiederà però ulteriori fondi, che saranno messi a disposizione dalla Fondazione Nervo Pasini e da AUSA, già impegnate in attività di raccolta risorse e nella ricerca di contributi da parte di persone, istituzioni ed enti del territorio.

Le Nuove Cucine economiche popolari rientrano tra i segni diocesani indicati dal vescovo Claudio Cipolla a margine della Lettera post sinodale “Ripartiamo da Cana”, come intervento legato alla carità e alla risposta alle nuove povertà. Sul fronte cittadino, il progetto si colloca in un contesto di cantieri e interventi che in questi mesi interessano diverse aree urbane.

L’edificio interessato dai lavori è la casa canonica annessa al Tempio Antoniano, progettata dall’ingegnere Silvio Lion nel 1935 e costruita insieme all’intero complesso religioso. Fu parzialmente distrutta dai bombardamenti del 16 e 30 dicembre 1943 durante la Seconda guerra mondiale e successivamente ripristinata dall’architetto Giuseppe Tombola. Negli stessi anni venne costruito anche il vicino patronato parrocchiale. Nel tempo il fabbricato non ha subito modifiche sostanziali sotto il profilo geometrico e tipologico rispetto al progetto originario del 1935. Anche in altre località del Nordest, intanto, sono in corso investimenti pubblici su edifici e servizi strategici.

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