Festival Cristofori, a Padova chiusa la nona edizione con oltre 30 appuntamenti
Dal 3 maggio al 28 settembre il festival ha proposto concerti, incontri e attività tra Padova e il Veneto.
PADOVA - Si è chiusa il 28 settembre 2026 la nona edizione del Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori, rassegna promossa dall’Associazione Bartolomeo Cristofori che da maggio a settembre ha portato tra Padova e il Veneto oltre 30 appuntamenti tra concerti, recital, incontri, attività formative e progetti sociali. A segnare il finale è stato il concerto dedicato a Chopin con Leonora Armellini nella Sala dei Giganti di Palazzo Liviano.
L’edizione 2026, costruita attorno al tema della Rinascita, ha attraversato l’intera programmazione dal 3 maggio, data del Cristofori Day, fino all’ultimo concerto settembrino. Secondo gli organizzatori, la risposta del pubblico è stata alta per tutta la manifestazione, con sale piene e diversi appuntamenti esauriti, in particolare quelli con gli interpreti di maggiore richiamo.
I momenti centrali del festival
Ad aprire il cartellone era stato il pianista in residenza Lucas Debargue, protagonista al Teatro Verdi con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Giuseppe Mengoli. In programma il Secondo Concerto di Rachmaninov e la Quinta Sinfonia di Čajkovskij. Per l’avvio della rassegna si può rileggere anche il doppio appuntamento del Festival Cristofori Settembre, che aveva riportato Debargue al centro della programmazione padovana.
Nella stessa serata inaugurale l’Associazione Bartolomeo Cristofori ha assegnato la seconda edizione del Cristofori d’Oro a Thomas Adès, compositore, pianista e direttore d’orchestra indicato tra le figure più originali della scena musicale internazionale.
A chiudere idealmente il percorso è stato ancora una volta il progetto Chopin affidato a Leonora Armellini. Con il concerto del 28 settembre, la pianista padovana ha raggiunto la nona tappa del lavoro dedicato all’integrale pianistica chopiniana, affrontando un nuovo capitolo del repertorio nella Sala dei Giganti di Palazzo Liviano.
Musica, inclusione e territorio
Accanto ai concerti, il festival ha confermato una parte consistente del proprio lavoro sul rapporto tra musica e comunità. Tra i progetti citati dall’associazione c’è “Musica senza barriere”, arrivato alla seconda edizione e portato anche negli istituti penitenziari del Veneto. In cartellone anche iniziative sociali, BartoloKids, BartoloTalk, BartoloTour, aperitivi letterari e appuntamenti dedicati alla ricerca.
L’obiettivo dichiarato è stato quello di ampliare la manifestazione oltre il concerto tradizionale, mettendo in relazione musica, arte, formazione, scienza e inclusione.
Il progetto PA.FI.RO.
Tra le novità dell’edizione 2026 c’è stato anche PA.FI.RO., percorso di collaborazione tra Padova, Firenze e Roma unito dalla figura di Bartolomeo Cristofori. Il progetto collega Padova, città natale dell’inventore del pianoforte, Firenze con l’Accademia dedicata a Cristofori e Roma con il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, dove è conservato uno dei pianoforti costruiti da Cristofori.
Si tratta di un asse culturale che punta a valorizzare il patrimonio storico legato al musicista padovano e ad aprire nuove collaborazioni istituzionali e culturali tra le tre città.
Le parole dell’associazione
Il presidente dell’Associazione Bartolomeo Cristofori, Nicola Guerini, ha indicato come elementi centrali dell’edizione 2026 il dialogo tra patrimonio e contemporaneità, la presenza di artisti internazionali, le nuove commissioni, le prime esecuzioni e i progetti di inclusione. Guerini ha richiamato anche il peso del pubblico e dell’attenzione ricevuta dalla stampa e dalla critica musicale nel corso della rassegna.
Con la chiusura della nona edizione, l’associazione guarda già al decimo anniversario, con l’intenzione di rafforzare il legame tra Padova e la cultura pianistica internazionale partendo dall’eredità di Bartolomeo Cristofori.