Padova, nasce Ginga: sensore da 16 grammi per il calcio dilettantistico sotto i 100 euro
Il dispositivo pesa 16 grammi, rileva 36 parametri e punta a portare l’analisi delle prestazioni anche nel calcio amatoriale.
PADOVA - Un sensore da 16 grammi, agganciato ai pantaloncini, per raccogliere dati su allenamenti e partite e renderli consultabili da app: si chiama Ginga ed è il progetto sviluppato da una startup padovana che punta a portare il monitoraggio delle prestazioni nel calcio anche a giovani atleti, squadre dilettantistiche e realtà amatoriali. Tra i punti dichiarati dal progetto ci sono un prezzo inferiore ai 100 euro, 36 metriche rilevate e un modello che lascia all’atleta la gestione dei propri dati.
Il dispositivo è pensato per registrare le principali informazioni dell’attività in campo senza incidere sulla libertà di movimento. I dati possono poi essere conservati, consultati nel tempo e condivisi con allenatori e staff tecnici. L’idea, nelle intenzioni della startup, è allargare l’accesso a strumenti di analisi che nei contesti semi-professionistici o amatoriali non sempre sono disponibili.
Marco Signorelli, founder e CEO di Ginga, spiega che il progetto nasce per avvicinare i dati a chi gioca, con un utilizzo semplice e sostenibile anche dal punto di vista economico.
Come funziona il dispositivo
Ginga ha dimensioni poco superiori a quelle di una scatola di fiammiferi e si aggancia ai pantaloncini. Il sistema rileva e analizza diversi parametri dell’attività atletica in campo: velocità, distanza percorsa, accelerazioni e decelerazioni, cambi di direzione, salti, tempo di volo, colpi di testa e anche una stima della percentuale di possesso palla, distinta tra possesso corto e possesso lungo.
Nel complesso il sensore elabora 36 metriche, utilizza un sensore di movimento a sei assi con acquisizione a 100 Hz e ha un’autonomia dichiarata fino a 15 giorni. Pur essendo calibrato per il calcio, il progetto prevede una possibile estensione anche ad altre discipline sportive, dalla pallacanestro al volley fino a competizioni indoor come Hyrox.
A chi si rivolge
Il target indicato dalla startup è ampio ma preciso: giovani calciatori, squadre dilettantistiche, contesti amatoriali e, più in generale, atleti interessati a seguire l’evoluzione del proprio rendimento. Uno degli aspetti centrali del modello scelto riguarda la gestione del dato: la rilevazione e la consultazione fanno capo anzitutto all’atleta, che può costruire uno storico delle sessioni e decidere quando condividere le informazioni con tecnici e preparatori.
Secondo i promotori, questo approccio può rendere il monitoraggio delle performance più praticabile anche fuori dai contesti professionistici, dove spesso mancano strutture dedicate all’analisi dei dati.
Il progetto e la campagna su Kickstarter
La startup riferisce che il dispositivo è già stato progettato e testato. La fase attuale riguarda il completamento della versione destinata al mercato, l’avvio della produzione e la preparazione della distribuzione internazionale.
Per finanziare questo passaggio è stata avviata una campagna di crowdfunding su Kickstarter. La raccolta servirà a sostenere il completamento del prodotto, il potenziamento della tecnologia, l’industrializzazione e l’apertura ai mercati esteri.
Ginga è una startup italiana attiva nello sviluppo di soluzioni per il monitoraggio delle performance sportive nel calcio, costruite attorno a un sensore indossabile e a un ecosistema digitale dedicato.