48enne di Latisana accoltellato a morte, l'amico: "Ecco perché l'ho ucciso"
Omicidio Marco Cossi a Padova: arrestato Samuele Donadello, possibile movente legato a droga e food truck.
LATISANA/PADOVA – Svolta nelle indagini sull’omicidio di Marco Cossi: è stato arrestato Samuele Donadello, 47enne, accusato di omicidio volontario dopo un interrogatorio fiume e riscontri investigativi decisivi.
L’arresto e il provvedimento
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dalla Squadra Mobile della Questura di Padova, su richiesta della Procura e con disposizione del Giudice per le indagini preliminari.
Donadello è stato trasferito nel carcere Due Palazzi, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il delitto nella notte
L’omicidio risale alla notte tra il 19 e il 20 aprile, nel sottopassaggio di via Isonzo. A lanciare l’allarme erano stati due giovani in scooter che avevano notato un uomo ferito mentre chiedeva aiuto.
Cossi, 48 anni, era stato colpito da numerosi fendenti e, nonostante i tentativi dei soccorritori del 118, è morto poco dopo.
La violenza dell’aggressione
L’autopsia e i rilievi hanno evidenziato una dinamica estremamente violenta: la vittima è stata colpita con una quindicina di coltellate al volto, al collo, all’addome e al torace.
Un accanimento definito dagli investigatori come “overkilling”, che ha fatto subito ipotizzare un rapporto diretto tra aggressore e vittima.
Le indagini e il cellulare
Determinante è stata l’analisi del cellulare di Cossi, che ha permesso di individuare le ultime persone con cui aveva avuto contatti prima dell’omicidio.
Tra queste, proprio Donadello, inizialmente ascoltato come testimone e poi indagato per le contraddizioni emerse durante l’interrogatorio.
L’interrogatorio e la confessione
Il 21 aprile l’uomo si è presentato spontaneamente in Questura, accompagnato dal proprio legale, dichiarando di voler fornire ulteriori elementi.
È stato interrogato per circa dieci ore, durante le quali avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Gli investigatori hanno quindi eseguito ulteriori verifiche sulla scena del crimine, anche per cercare l’arma del delitto, ancora non ritrovata.
Il possibile movente
Secondo quanto emerso, tra i due esistevano accordi per avviare un’attività di food truck. La lite sarebbe esplosa quando Cossi avrebbe proposto di utilizzare il mezzo come copertura per la vendita di sostanze stupefacenti, tra cui liquidi al THC e droghe sintetiche.
Un contrasto che potrebbe aver innescato la violenta aggressione.
Le prove raccolte
In appena 24 ore gli investigatori sono riusciti a ricostruire il quadro indiziario grazie a telecamere di sorveglianza, tabulati telefonici, testimonianze e perquisizioni.
Elementi che hanno portato la Procura a richiedere la misura cautelare, poi accolta dal giudice.
Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio e definire con precisione il contesto in cui è maturato il delitto.