"Sto per partorire": equipe del 118 arriva a casa e fa nascere il bimbo

Parto in casa nella periferia di Padova, decisivo l’intervento del Suem 118 e della Croce Rossa: mamma e neonato stanno bene.

25 febbraio 2026 09:21
"Sto per partorire": equipe del 118 arriva a casa e fa nascere il bimbo -
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PADOVA – Una telefonata carica di tensione, poi la corsa contro il tempo e infine il lieto fine. Un bambino è venuto alla luce nella propria abitazione, nell’immediata periferia di Padova, grazie all’intervento rapido e coordinato del Suem 118. Mamma e neonato sono in buone condizioni e la famiglia può ora festeggiare un momento che resterà indelebile.

La chiamata d’emergenza e la corsa dei soccorsi

Alle 7.25 del mattino del 24 febbraio, al centralino del 118 è arrivata la richiesta di aiuto di una donna con contrazioni frequenti e ritmiche. «Sto per partorire, vi prego aiutatemi», ha detto con voce concitata.

La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente. Un equipaggio del Suem 118, coordinato dal dottor Andrea Paoli, ha raggiunto l’abitazione in tempi rapidi. Con lui operativi il medico Giulia Stefani e l’infermiere Giuseppe Di Martino.

L’assistenza in casa e la nascita del piccolo

All’arrivo dei sanitari la situazione era ormai in fase avanzata. Con lucidità e professionalità, il personale ha gestito ogni fase del parto direttamente nell’abitazione, garantendo sicurezza alla madre e al bambino.

Il neonato è nato sano, accolto dall’emozione dei genitori e dalla competenza degli operatori intervenuti. Un momento delicato, affrontato con grande preparazione e sangue freddo.

Il supporto della Croce Rossa

Determinante anche la presenza dei volontari della Croce Rossa Italiana, giunti sul posto con un mezzo di supporto. Hanno partecipato alle operazioni Fabio De Grassi, Monica Chinello e Stefano Baldo, contribuendo alla buona riuscita dell’intervento.

Il commento del direttore del Suem 118

Il direttore dell’Unità Operativa complessa Suem 118, Andrea Paoli, ha espresso parole di apprezzamento per il personale coinvolto: ha sottolineato come si tratti di operazioni complesse, in cui sono richieste massima competenza e prontezza decisionale.

Un ruolo decisivo è stato svolto anche dal centralinista che ha ricevuto la chiamata, capace di fornire indicazioni precise alla famiglia nei minuti più concitati, contribuendo a mantenere la calma fino all’arrivo dei soccorsi.

L’episodio si è concluso nel migliore dei modi: il bambino è in salute, la madre sta bene e il lavoro di squadra tra sanitari e volontari ha trasformato un momento di apprensione in una storia a lieto fine.

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