Padova, ricerca Unipd: uno studente su tre ha già un’idea di impresa

L’indagine ha coinvolto 524 studenti degli ultimi anni delle scuole secondarie di secondo grado.

13 ottobre 2026 12:29
Padova, ricerca Unipd: uno studente su tre ha già un’idea di impresa -
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PADOVA - Uno studente su tre negli ultimi anni delle scuole superiori ha già in mente un’attività da avviare, mentre quasi due su tre chiedono strumenti e formazione per capire come trasformare un’idea in impresa. È il quadro che emerge dalla ricerca “Generazione Z e Generazione impresa”, realizzata dal centro Farestat del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova su iniziativa del Comitato Imprenditoria Giovanile della Camera di Commercio di Padova e presentata lunedì 12 ottobre 2026 al Centro Culturale San Gaetano durante Espresso Talks.

L’indagine ha coinvolto 524 studenti degli ultimi anni delle scuole secondarie di secondo grado. Il dato più immediato è che il 33% dichiara di avere già un’idea di impresa, mentre il 65% si dice interessato a un percorso formativo per futuri imprenditori. In cima ai criteri che guidano la scelta del lavoro futuro c’è la conciliazione tra vita privata e professione, indicata da circa il 70% del campione.

Padova, ricerca Unipd: uno studente su tre ha già un’idea di impresa

I numeri della ricerca e il nodo del divario di genere

Il campione comprendeva studenti di 13 istituti tra professionali, tecnici e licei: 11 tra Padova e provincia, per oltre 460 ragazzi coinvolti, e 2 fuori regione. La ricerca è stata illustrata da Nicoletta Parise, analista del gruppo Farestat.

Accanto ai segnali di apertura verso l’imprenditoria, lo studio mette però in evidenza un divario di genere marcato. Tra i ragazzi, il 44% immagina un futuro nell’impresa; tra le ragazze la quota scende al 17%. Un dato che, secondo i promotori, segnala la necessità di lavorare non solo sulla formazione, ma anche sull’immagine stessa del lavoro autonomo e d’impresa.

Parise ha spiegato che i giovani appaiono pronti ad affacciarsi al mondo del lavoro e che, tra chi ha già un’idea imprenditoriale, il 20% ha anche iniziato a darle una forma concreta. Ancora più significativa, secondo l’analista, è la disponibilità mostrata verso percorsi di preparazione specifici, segno che su questo terreno esiste uno spazio reale di intervento.

Cosa cercano i giovani nel lavoro

Dalla ricerca emerge che il primo fattore nella scelta professionale è l’equilibrio tra lavoro e vita personale, senza differenze rilevanti tra studenti e studentesse. Nel guardare invece alla prospettiva di mettersi in proprio, gli elementi che attraggono di più sono la crescita economica, indicata dal 40% del campione, la possibilità di esprimere la propria creatività, al 17%, e quella di avere tempo per sé, al 14%.

Sul versante opposto pesano soprattutto i timori legati alla responsabilità, citata dal 27% degli intervistati, ai rischi non controllabili, al 26%, e all’assenza di uno stipendio fisso, al 19%.

Le idee d’impresa raccolte spaziano in settori molto diversi: dalla meccanica alla ristorazione, fino al gaming e allo skincare. Non mancano progetti più particolari, dal cat cafè al mondo k-pop.

Perché le idee non diventano imprese

Secondo Laura Sposato, presidente del Comitato Imprenditoria Giovanile della Camera di Commercio di Padova, il dato più interessante è proprio la distanza tra l’apertura dei giovani e il basso numero di nuove imprese giovanili. L’Italia, ha ricordato, è in coda tra i Paesi sviluppati per tasso di attività imprenditoriale iniziale e anche tra i laureati la quota di chi, a cinque anni dal titolo, è impegnato in un lavoro autonomo resta contenuta.

Da qui la scelta del Comitato di chiedere una fotografia precisa dell’atteggiamento degli studenti verso questo mondo, in collaborazione con l’Università di Padova. Per Sposato, una delle cause principali è la scarsa conoscenza degli strumenti già disponibili per chi vuole avviare un’attività.

Lo stesso tema era emerso anche negli incontri di Espresso Talks, il format dedicato ai giovani imprenditori e a chi sta valutando un percorso nel lavoro autonomo. Durante la serata del 12 ottobre al San Gaetano, andata sold out, la presentazione della ricerca è stata affiancata da testimonianze e momenti di confronto.

L’immagine dell’imprenditore e la call lanciata a Padova

Uno degli aspetti messi in luce dalla ricerca riguarda la percezione del ruolo imprenditoriale. Secondo Parise, tra gli studenti emerge spesso l’immagine di un imprenditore solo e sovraccarico di impegni, in contrasto con la percezione del lavoro dipendente come realtà in cui responsabilità e carichi sono più distribuiti. Per questo, ha osservato, diventa importante far conoscere meglio la rete di soggetti che sostiene chi fa impresa e raccontare modelli diversi, anche più compatibili con la ricerca di conciliazione.

Padova, ricerca Unipd: uno studente su tre ha già un’idea di impresa

L’appuntamento padovano è servito anche per aprire una call rivolta ai partecipanti, con l’obiettivo di raccogliere proposte, stimoli e idee da consegnare al Dipartimento di Scienze Statistiche, al Comitato Imprenditoria Giovanile e alla Camera di Commercio di Padova.

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