Padova, tre opere di Tiepolo da restaurare con Mi Sta a Cuore 2026

Il progetto del Museo e della Diocesi coinvolge la città nel recupero dei dipinti della chiesa di San Massimo.

16 giugno 2026 14:44
Padova, tre opere di Tiepolo da restaurare con Mi Sta a Cuore 2026 -
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PADOVA - Il progetto Mi Sta a Cuore prosegue nel 2026 con un nuovo intervento dedicato al patrimonio artistico del territorio: questa volta al centro ci sono tre opere di Giambattista Tiepolo realizzate per la chiesa di San Massimo a Padova. Si tratta dei dipinti Santi Massimo e Osvaldo, San Giovanni Battista nel deserto e Riposo della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto.

L’iniziativa, avviata nel 2013, punta a sostenere economicamente il restauro di opere d’arte locali coinvolgendo direttamente le comunità, sia nella raccolta fondi sia nella conoscenza delle varie fasi del recupero. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Museo e l’Ufficio Beni culturali diocesano, oggi Servizio diocesano per l’arte sacra e i beni culturali ecclesiastici.

Come funziona il progetto

L’idea alla base di Mi Sta a Cuore è affiancare al restauro anche un percorso pubblico di conoscenza delle opere: non solo interventi conservativi, quindi, ma anche occasioni per spiegare storia, significato e criticità dei beni artistici interessati. Tra gli strumenti previsti ci sono iniziative di divulgazione e, quando possibile, momenti di cantiere aperto, per consentire al pubblico di seguire da vicino le fasi del lavoro.

Gli interventi di recupero e valorizzazione vengono progettati ed eseguiti con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, oltre al CIBA, il Centro interdipartimentale di ricerca, studio e conservazione dei beni archeologici, architettonici e storico-artistici dell’Università degli Studi di Padova.

Dopo il restauro, il progetto prevede in genere anche un momento espositivo delle opere recuperate, con allestimenti pensati per mettere in evidenza gli aspetti materiali, le indagini preliminari e le diverse fasi dell’intervento. Quando le condizioni lo consentono, le opere tornano poi nelle loro sedi originarie.

Il nuovo intervento del 2026

Per l’edizione 2026 l’attenzione si sposta dunque su tre opere di Tiepolo legate alla chiesa padovana di San Massimo. La scelta si inserisce nella linea seguita dal progetto fin dalla sua nascita: intervenire su beni che appartengono alla storia delle comunità locali e rendere i cittadini parte attiva del percorso di tutela.

Il senso dell’iniziativa è proprio quello richiamato dal nome: prendersi cura del patrimonio culturale del territorio in cui si vive, riconoscendolo come parte della memoria collettiva, delle radici e dell’identità locale.

I restauri sostenuti negli anni

Nel corso delle varie edizioni, Mi Sta a Cuore ha interessato opere provenienti da diverse chiese del Padovano.

Nel 2013 il progetto ha sostenuto il restauro di tre crocifissi lignei appartenenti alle parrocchie di Polverara, Chiesanuova e Santa Sofia, nella chiesa di San Gaetano. A quell’intervento era collegata la mostra L’uomo della croce.

Nel 2014 è stata restaurata la tavola con la Madonna in trono con Gesù Bambino di Antonio Vivarini e Giovanni d’Alemagna, di proprietà della parrocchia di San Tomaso Becket a Padova. In quell’occasione la mostra era intitolata Una regina a palazzo.

Nel 2018 il progetto ha riguardato quattro opere in terracotta del Quattrocento: la Deposizione di Cristo nel sepolcro della chiesa di San Pietro a Padova; la Madonna in trono con il Bambino della chiesa di San Nicolò a Padova; la Madonna col Bambino in trono della chiesa di Pozzonovo; e una Madonna col Bambino proveniente dal Monastero della Visitazione di Santa Maria. Le ultime tre opere sono attribuibili a Giovanni de Fondulis. La mostra collegata portava il titolo A nostra immagine – Scultura in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio.

Dal Canova del 2025 al Tiepolo del 2026

L’edizione 2025 era stata dedicata al restauro della tomba di Louise von Callenberg con vaso cinerario realizzato da Antonio Canova, proveniente dalla chiesa degli Eremitani di Padova. A quell’intervento era stata affiancata la mostra Il Canova mai visto. Opere del Seminario vescovile e della Chiesa degli Eremitani.

Con il nuovo capitolo del 2026, il progetto aggiunge un altro tassello al percorso di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico ecclesiastico padovano, questa volta concentrandosi su tre dipinti di Tiepolo conservati nella chiesa di San Massimo.

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