Carcere e povertà, Regione FVG e Caritas fanno rete: verso il modello Esodo
A Palmanova incontro con le Caritas Fvg: governance condivisa su reinserimento, housing sociale ed empori solidali contro la povertà.
PALMANOVA — Mettere ordine, coordinare ciò che già funziona e trasformare una costellazione di progetti in una strategia unica. È la direzione indicata dall’assessore regionale alle Politiche sociali, Riccardo Riccardi, al termine dell’incontro ospitato nella sede della Protezione civile con i vertici delle Caritas del Friuli Venezia Giulia e con la Fondazione Esodo.
Al tavolo erano presenti i responsabili delle Caritas diocesane: don Luigi Gloazzo (Udine), Andrea Barachino (Pordenone), Giovanni La Manna (Trieste) e don Paolo Zuttion (Gorizia), insieme al presidente della Fondazione Esodo, don Enrico Pajarin. Tema centrale: costruire una governance più solida su inclusione sociale, contrasto alla povertà e reinserimento delle persone in esecuzione penale.
Il modello Esodo e il reinserimento oltre la scarcerazione
Riccardi ha indicato nella convergenza delle Caritas regionali verso l’impostazione della Fondazione Esodo una leva per un dialogo istituzionale “generativo” e più efficace. La Fondazione, avviata nel 2016 su iniziativa dei vescovi di alcune diocesi del Nordest e progressivamente ampliata negli anni, opera per sostenere persone con problemi legati alla giustizia, dentro e fuori dal carcere, spesso in condizioni di marginalità sociale. Al progetto aderiscono anche 23 enti del terzo settore.
L’approccio proposto punta a un accompagnamento complessivo della persona detenuta: non un semplice rientro in libertà, ma un percorso graduale di ricostruzione del progetto di vita, attraverso formazione professionale, tirocini, supporto all’inserimento lavorativo e soluzioni abitative. Secondo i dati raccolti da Esodo sui percorsi monitorati negli ultimi quindici anni, la recidiva scende attorno al 14%, un valore considerato significativo in un contesto in cui nelle carceri del Friuli Venezia Giulia sono presenti circa 700 detenuti.
Fondi, giustizia e housing sociale: la Regione rafforza la regia
L’Amministrazione regionale intende consolidare la regia coinvolgendo in modo più strutturato anche i servizi della giustizia e valutando l’impiego dei finanziamenti della Cassa delle Ammende, ente pubblico del Ministero della Giustizia che sostiene, tra le altre cose, progetti di inclusione socio-lavorativa.
Sul fronte dell’abitare, Riccardi ha confermato l’impegno sul progetto AMAES anche per l’housing sociale, sottolineando però che il sostegno abitativo, in molti casi, deve procedere insieme a un percorso educativo e di accompagnamento: una casa da sola non basta se non è inserita in un cammino di autonomia.
Empori solidali e contrasto alla povertà: dalla frammentazione al sistema
Il confronto a Palmanova ha toccato anche il rafforzamento della rete degli empori solidali e il più ampio tema del contrasto alla povertà. Richiamando un ordine del giorno collegato alla Legge di Stabilità regionale, approvato a maggioranza, l’assessore ha ribadito la necessità di armonizzare misure già operative per farle convergere in un impianto organico e coerente.
Per Riccardi la povertà oggi va letta come un fenomeno multidimensionale: non riguarda soltanto la mancanza di reddito, ma anche privazioni legate a salute, istruzione e lavoro. Da qui la richiesta di interventi integrati, capaci di agire sulle cause strutturali, mettendo in relazione servizi sociali, politiche abitative e strumenti di accompagnamento.
In questo quadro, il ruolo delle Caritas viene indicato come decisivo per la capacità di unire aiuti materiali e relazione, con un’impostazione orientata all’emancipazione delle persone assistite.
Risorse in campo e prossimo confronto istituzionale
Pur in presenza di indicatori regionali tra i più favorevoli a livello nazionale, il Friuli Venezia Giulia continua a destinare risorse rilevanti: oltre 6 milioni di euro l’anno per la grave marginalità e 9 milioni di euro dal Fondo sociale regionale per rafforzare i servizi di inclusione.
La Regione, è stato confermato, intende avviare un percorso di confronto istituzionale con soggetti pubblici e privati per potenziare il welfare locale e garantire il miglior impiego possibile delle risorse, puntando su una struttura coordinata che valorizzi competenze e professionalità già presenti sul territorio.