Passo Monte Croce Carnico, Moretuzzo e Mentil attaccano Mazzolini sul tunnel
I consiglieri regionali contestano le dichiarazioni di Stefano Mazzolini e chiedono atti concreti su tunnel, studi e viabilità.
TRIESTE - Si riaccende lo scontro politico sulla viabilità al Passo di Monte Croce Carnico. Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, e Massimo Mentil, consigliere del Partito democratico, contestano le ultime dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini sul progetto di un tunnel e parlano di «propaganda» che, a loro giudizio, finisce per allontanare le soluzioni praticabili per la Carnia.
Secondo i due consiglieri regionali, Mazzolini starebbe rilanciando «nuovi clamorosi sviluppi» sul traforo dal versante austriaco senza però citare gli atti ufficiali approvati dai Comuni e dal Land del Tirolo, che si sarebbero espressi in modo contrario all'ipotesi del tunnel. Moretuzzo e Mentil sostengono inoltre che, allo stato attuale, non esiste alcun atto ufficiale né statale né regionale che vada nella direzione della realizzazione del traforo.
Le contestazioni sul progetto del tunnel
Nella loro presa di posizione, i due esponenti dell'opposizione affermano che i soggetti coinvolti, in particolare sul lato austriaco, ritengono il tunnel non percorribile e non auspicabile. Per questo chiedono che il confronto esca dal piano degli annunci politici e si misuri su passaggi formali, coperture economiche e verifiche tecniche.
Moretuzzo e Mentil indicano anche una strada precisa: se il traforo viene ritenuto davvero fattibile, Mazzolini dovrebbe ottenere dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini le risorse necessarie per l'opera e convincere l'assessora Cristina Amirante e il presidente Massimiliano Fedriga a coprire almeno una parte dei costi con fondi regionali.
I due ricordano inoltre che durante l'assestamento di bilancio di luglio la maggioranza ha bocciato gli emendamenti presentati dalle opposizioni per finanziare uno studio idrogeologico sulla fattibilità del tunnel e per stanziare entro la fine del 2026 le risorse necessarie ad avviare la progettazione.
La richiesta: puntare sulla variante di valico
Per Moretuzzo e Mentil, senza questi passaggi si resta nel «gioco degli annunci». Nella loro ricostruzione, questo metodo avrebbe già prodotto ritardi su altre partite infrastrutturali della montagna friulana, come il ponte sul Fella, citato dai consiglieri come esempio di lavori annunciati più volte ma non ancora conclusi.
Nel merito della viabilità al valico, i due esponenti regionali sostengono che la soluzione oggi più concreta resti la variante di valico, indicata dal comitato tecnico congiunto di Carinzia e Friuli Venezia Giulia come l'unica strada sostenibile e percorribile in tempi realistici.
Secondo Moretuzzo e Mentil, a pagare le conseguenze di questo confronto senza esiti concreti sono oggi le comunità della Val del But e dell'intera Carnia, che attendono una soluzione stabile per la viabilità in prossimità del passo.