Patrimonio culturale nelle crisi contemporanee, i risultati del convegno MAB FVG

A Trieste il confronto su conflitti, emergenze climatiche, archivi digitali e strumenti di protezione dei beni culturali.

26 ottobre 2026 12:32
Patrimonio culturale nelle crisi contemporanee, i risultati del convegno MAB FVG -
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Il quadro emerso in occasione del convegno “Il patrimonio culturale nelle crisi contemporanee: rischi, protezione e resilienza” – svoltosi a Trieste il 22 e 23 ottobre, organizzato dal Sistema museale dell’Università di Trieste e da MAB FVG, coordinamento regionale dei professionisti di biblioteche, archivi e musei, con il patrocinio di Arte Generali, Comune di Palmanova e Scudo Blu Italia – mostra un impegno significativo in Italia e in Europa, ma anche la necessità di integrare gli interventi, aggiornare le tecnologie e garantire finanziamenti adeguati.

“Al centro dell’incontro” – sottolinea Francesca Fiorentini, coordinatrice del Sistema Museale dell’Università degli Studi di Trieste – “le nuove minacce al patrimonio culturale: nei conflitti contemporanei la sua distruzione può costituire un obiettivo strategico e ideologico, volto a cancellare la memoria e l’identità delle comunità; al tempo stesso, crescono i rischi legati alle emergenze climatiche. Il convegno ha quindi interrogato l’adeguatezza delle norme di tutela chiamate a proteggere non solo i beni materiali, ma anche il legame identitario tra patrimonio e comunità”.

Patrimonio culturale nelle crisi contemporanee, i risultati del convegno MAB FVG
Patrimonio culturale nelle crisi contemporanee, i risultati del convegno MAB FVG

Tutela del patrimonio culturale e archivi digitali

Relatori italiani e stranieri, provenienti anche da istituzioni quali il British Institute of International and Comparative Law di Londra e l’Accademia polacca delle scienze, hanno sottolineato la necessità di coordinare meglio diritto internazionale umanitario, diritto penale nazionale e internazionale e convenzioni UNESCO. È stato inoltre presentato il Rapporto 2026 di un gruppo di lavoro dell’International Law Association, che propone di aggiornare la Convenzione dell’Aja del 1954 sulla protezione dei beni culturali nei conflitti armati. È emerso anche il ruolo della Procura europea (EPPO), operativa dal 2021, che persegue i reati lesivi degli interessi finanziari dell’Unione: la sua azione può interessare il patrimonio culturale quando traffici illeciti o altre condotte colpiscono fondi europei.

In questi casi, la cooperazione con le autorità nazionali, tra cui il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, è essenziale. Ampio spazio è stato dedicato agli archivi, anche digitali, e al caso ucraino. La Convenzione dell’Aja del 1954, concepita per i beni materiali, non disciplina espressamente il patrimonio digitale. Il salvataggio di archivi ucraini su server esteri solleva questioni di titolarità, diritto d’autore, dati personali, controllo delle informazioni e futura restituzione digitale. Gli archivi sono inoltre fondamentali per documentare distruzioni e sottrazioni di beni, a sostegno di richieste di restituzione, riparazione e procedimenti giudiziari. Occorrono, infine, interfacce di consultazione che preservino il contesto storico e culturale dei documenti.

Patrimonio culturale nelle crisi contemporanee, i risultati del convegno MAB FVG
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Esperienze concrete e resilienza culturale

Dalla riflessione sulle norme si è passati alle esperienze concrete: gli interventi di Scudo Blu Italia, della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e del progettista del Recovery Art di Palmanova, deposito di sicurezza per opere a rischio, in costruzione e destinato anche al restauro e alla formazione. Arte Generali ha illustrato come le proprie buone pratiche assicurative possano contribuire a elevare gli standard di verifica e documentazione nel mercato dell’arte. Si è discusso anche dell’impiego di telerilevamento e intelligenza artificiale contro gli scavi clandestini e il traffico illecito. Altri interventi hanno affrontato l’adeguamento di musei e gallerie, comprese quelle dell’Università di Trieste, ai nuovi rischi, nonché il ruolo di biblioteche e lettura nel rafforzare la resilienza, soprattutto dei più giovani.

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