Paularo, riaperto il ponte sulla SR UD 23: lavori per 1,79 milioni e doppio senso

L’opera è stata riaperta il 28 maggio 2026 dopo il cantiere avviato nel giugno 2025. Fondi regionali e risorse del Pnrr.

02 settembre 2026 10:29
Paularo, riaperto il ponte sulla SR UD 23: lavori per 1,79 milioni e doppio senso -
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PAULARO - È tornato pienamente percorribile il ponte sulla SR UD 23, snodo principale di accesso all’abitato di Paularo. L’intervento, concluso con la riapertura a doppio senso di circolazione il 28 maggio 2026, ha richiesto un investimento complessivo di 1,79 milioni di euro tra fondi regionali e risorse del Piano nazionale complementare al Pnrr.

L’opera è stata inaugurata oggi alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, del sindaco Andrea Clama, del vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, dei rappresentanti dell’Edr di Udine e dell’impresa esecutrice. Per il territorio si tratta di un intervento particolarmente rilevante, perché il ponte rappresenta il collegamento principale con il centro abitato e durante il cantiere non erano disponibili percorsi alternativi adeguati, soprattutto per i mezzi pesanti.

Paularo, riaperto il ponte sulla SR UD 23: lavori per 1,79 milioni e doppio senso

Quanto è costato l’intervento

Il quadro economico dell’opera ammonta a 1 milione e 790mila euro. Di questi, 735mila euro arrivano dal Piano nazionale complementare al Pnrr, mentre 1 milione e 55mila euro sono stati coperti con fondi della Regione.

I lavori sono stati affidati all’impresa I.CO.S. Srl di Tolmezzo. Il cantiere è partito il 16 giugno 2025 e si è chiuso l’11 maggio 2026, nei tempi previsti. Dopo le verifiche tecniche, il ponte è stato quindi riaperto alla circolazione ordinaria con doppio senso.

Viabilità garantita anche durante il cantiere

Uno dei punti più delicati dell’intervento ha riguardato la gestione del traffico. Proprio perché il ponte è la principale via di accesso a Paularo, durante i lavori è stata realizzata una viabilità provvisoria sulla sponda destra del torrente Chiarsò, con la posa di un ponte Bailey per superare il Rio Orteglas.

La soluzione temporanea ha consentito di mantenere i collegamenti anche durante il cantiere. Terminati i lavori sul ponte principale, il Bailey, preso a noleggio, è stato rimosso. La viabilità provvisoria resta però disponibile per la comunità: il Comune di Paularo ne ha chiesto il mantenimento e ne assumerà la gestione.

Paularo, riaperto il ponte sulla SR UD 23: lavori per 1,79 milioni e doppio senso

Com’è cambiato il ponte

L’intervento ha conservato gli elementi architettonici storici del manufatto, in accordo con la Soprintendenza. Sono stati mantenuti la struttura portante ad arco e le foronomie dei prospetti, mentre è stato completamente sostituito l’impalcato.

Dal punto di vista funzionale, il risultato è un ponte più sicuro e più adatto alla mobilità attuale. La sede stradale è stata ampliata per ricavare due corsie da 2,75 metri ciascuna ed è stato realizzato un nuovo marciapiede sul lato a monte, così da garantire anche il passaggio pedonale in sicurezza all’interno del centro abitato.

Sono stati inoltre restaurati gli elementi in calcestruzzo presenti alle estremità del ponte, sempre su indicazione della Soprintendenza, e rifatti i parapetti metallici in continuità con quelli preesistenti.

Un intervento inserito nel piano sui ponti più a rischio

Secondo quanto ricordato dalla Regione, quello di Paularo rientra tra i 97 ponti classificati a pericolosità medio-alta sui quali l’Edr di Udine sta intervenendo. Molti cantieri sono già stati conclusi, mentre altri dieci interventi risultano ancora in corso.

Paularo, riaperto il ponte sulla SR UD 23: lavori per 1,79 milioni e doppio senso

Nel corso dell’inaugurazione, l’assessore Amirante ha sottolineato che opere di questo tipo sono particolarmente importanti nelle aree interne e montane, dove la continuità dei collegamenti incide direttamente su accessibilità, servizi e possibilità di vivere e lavorare sul territorio. Nel caso del ponte di Paularo, il cantiere ha permesso di recuperare un’infrastruttura storica, adeguandola agli standard di sicurezza e mantenendo il collegamento fondamentale per la Carnia.

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