Antonio Sacco Taz, la speranza si spegne dopo 15 giorni: è morto il motociclista
Antonio Sacco Taz è morto dopo 15 giorni dal grave incidente in moto a Pavia di Udine.
PAVIA DI UDINE - Per quindici giorni la comunità ha sperato che Antonio Sacco Taz potesse farcela. Una speranza rimasta appesa alle condizioni disperate in cui il 46enne, residente a Pavia di Udine e originario di Auronzo di Cadore, era arrivato all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine dopo il gravissimo incidente in moto avvenuto il 1° maggio.
Nella tarda mattinata di venerdì 15 maggio, però, il quadro clinico non ha lasciato scampo. Le ferite riportate nello schianto erano troppo gravi. Antonio Sacco Taz è morto dopo due settimane di ricovero, interventi, attese e preghiere.
La notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente Pavia di Udine, dove Antonio era conosciuto e ben inserito. In queste ore sono tanti i messaggi di cordoglio pubblicati da amici e familiari, che sui social hanno affidato parole cariche di affetto e incredulità.
Lo schianto del 1° maggio in via Udine
L’incidente che ha segnato il destino del motociclista era avvenuto lungo via Udine, sulla strada che conduce verso Pavia di Udine. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, si sarebbe trattato di un’uscita autonoma.
Antonio Sacco Taz viaggiava in sella alla sua Yamaha quando, per cause al vaglio, avrebbe perso il controllo del mezzo. La moto è finita contro il guardrail con un impatto violentissimo, tale da sbalzare il centauro dalla sella e farlo precipitare nel fosso a lato della carreggiata.
La scena apparsa ai soccorritori era subito sembrata gravissima. Il motociclista aveva riportato politraumi, fratture e lesioni estremamente serie.
Dopo l’allarme, sul posto era arrivato il personale sanitario con l’ambulanza. Antonio era stato stabilizzato e trasferito d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, dove era stato ricoverato in codice rosso nel reparto di terapia intensiva.
Fin dai primi momenti, le sue condizioni erano state definite disperate. Nella notte successiva all’incidente i medici avevano eseguito una serie di interventi lunghi e complessi. La gravità delle lesioni aveva reso necessaria l’amputazione degli arti della parte sinistra del corpo, sia il braccio sia la gamba.
Un quadro drammatico, aggravato da ulteriori traumi e fratture, che per giorni ha mantenuto la sua vita in bilico.
La moto sull’asfalto e i soccorsi dopo l’impatto
Dopo la carambola, la Yamaha era rimasta sull’asfalto, sostanzialmente intatta nonostante il violento impatto e la caduta del motociclista. La bonifica della strada era stata affidata ai vigili del fuoco, intervenuti per mettere in sicurezza l’area e consentire la ripresa della viabilità.
Sul luogo dell’incidente erano state avviate anche le verifiche necessarie a ricostruire la dinamica dell’accaduto. L’ipotesi principale resta quella dell’incidente autonomo, senza il coinvolgimento di altri mezzi.
Addio ad Antonio Sacco Taz
Antonio Sacco Taz, classe 1979, era originario di Auronzo di Cadore, nel Bellunese, ma da tempo viveva in Friuli. A Pavia di Udine aveva costruito relazioni, amicizie e una presenza riconosciuta nella vita del paese.
La sua morte lascia un vuoto profondo tra chi lo conosceva e tra quanti, in queste due settimane, hanno seguito con apprensione l’evolversi delle sue condizioni. Dopo il terribile schianto del 1° maggio, il tempo dell’attesa si è trasformato nel tempo del dolore.