Incassa per 10 anni la pensione della madre morta: con quei soldi apre una società

Treviso, 50enne avrebbe incassato per oltre 10 anni la pensione della madre morta, utilizzando 230mila euro anche per la propria società.

05 agosto 2026 09:07
Incassa per 10 anni la pensione della madre morta: con quei soldi apre una società -
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TREVISO - Avrebbe continuato a percepire per oltre dieci anni la pensione della madre deceduta, incassando complessivamente più di 230mila euro. Una parte del denaro sarebbe stata utilizzata anche per costituire e finanziare una società attiva nel commercio di abbigliamento sportivo.

È quanto emerso dagli accertamenti della Guardia di Finanza di Treviso, avviati nell’ambito dei controlli per prevenire l’utilizzo del sistema bancario e finanziario a fini di riciclaggio o reimpiego di capitali illeciti.

La pensione continuava ad arrivare sul conto

Al centro delle indagini c’è un uomo di circa 50 anni, titolare di un conto corrente bancario cointestato con la madre, morta da oltre un decennio.

L’analisi delle movimentazioni finanziarie avrebbe permesso alle Fiamme Gialle di accertare che sul conto continuavano a confluire i pagamenti pensionistici erogati dall’Inps.

Secondo quanto ricostruito, l’importo complessivamente percepito senza averne diritto supera i 230mila euro.

Il denaro utilizzato per aprire una società

L’uomo non si sarebbe limitato a ricevere e utilizzare la pensione della madre.

Una parte delle somme sarebbe stata impiegata per costituire una propria società attiva nel commercio al dettaglio di abbigliamento sportivo e per pagare i fornitori dell’attività.

Secondo gli investigatori, queste operazioni avrebbero contribuito a ostacolare l’individuazione della provenienza del denaro e a ridurre il rischio che il meccanismo venisse scoperto.

Le ipotesi di reato

Le condotte contestate vengono ricondotte alle ipotesi di appropriazione indebita e autoriciclaggio.

L’intero importo individuato è stato segnalato all’Autorità giudiziaria di Treviso, che dovrà valutare i provvedimenti necessari per il recupero delle somme.

Tra le misure ipotizzate figura il sequestro delle disponibilità finanziarie dell’indagato, anche per equivalente, fino alla concorrenza del denaro ritenuto percepito illecitamente.

Gli accertamenti sui movimenti bancari

L’indagine è nata dall’esame delle operazioni effettuate attraverso il conto corrente cointestato.

I finanzieri hanno ricostruito i flussi di denaro e il successivo utilizzo delle somme, seguendo i trasferimenti destinati alla costituzione dell’impresa e ai pagamenti commerciali.

Un’attività che rientra nei controlli della Guardia di Finanza contro le frodi ai danni delle risorse pubbliche e contro il reimpiego di denaro di presunta provenienza illecita.

La tutela delle risorse pubbliche

La percezione indebita di prestazioni previdenziali sottrae risorse destinate ai cittadini che ne hanno effettivamente diritto e incide sull’equità del sistema sociale.

L’operazione punta quindi non soltanto a ricostruire le eventuali responsabilità penali, ma anche a recuperare le somme che sarebbero state erogate dall’Inps dopo la morte della beneficiaria.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini. L’uomo deve essere considerato non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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