Pensioni in Veneto, oltre 272 mila anziani sotto i mille euro lordi al mese
L’analisi dello Spi Cgil sui redditi 2024: forti divari tra province e Comuni, con punte minime fino a 1.009 euro lordi mensili
VENEZIA - In Veneto più di un pensionato su cinque vive con meno di mille euro lordi al mese. I dati sulle dichiarazioni dei redditi 2024 diffusi dal Mef e rielaborati dallo Spi Cgil del Veneto indicano che circa 272 mila anziani della regione devono sostenere le spese quotidiane con un assegno che si ferma sotto questa soglia, pari a circa 850 euro netti mensili.
La pensione media dichiarata in Veneto nel 2024 ammonta a poco più di 1.700 euro lordi al mese, cioè meno di 1.300 euro netti. Secondo il sindacato dei pensionati, il quadro è aggravato dal carovita, dai costi sanitari e dalle spese legate alla non autosufficienza, che pesano soprattutto sulla popolazione più anziana.
Le province con gli assegni medi più alti e più bassi
A livello provinciale, la pensione media più alta si registra nel Vicentino con 1.754 euro lordi mensili. Seguono Venezia con 1.750 euro, Treviso con 1.702, Padova con 1.700, Belluno con 1.696, Verona con 1.676 e Rovigo, ultima in classifica, con 1.629 euro lordi al mese.
La distribuzione per fasce di reddito conferma la fragilità di una quota ampia della popolazione anziana: il 21% dei pensionati veneti dichiara meno di 12 mila euro lordi annui, il 43% si colloca fra 12 mila e 26 mila euro, il 28% tra 26 mila e 50 mila euro, mentre la parte restante supera i 50 mila euro lordi all’anno.
La mappa dei Comuni: da Padova a Zoppè di Cadore
Ancora più marcate le differenze guardando ai dati Comune per Comune. Tra i centri con le pensioni medie più alte figurano Padova con 2.333 euro lordi mensili, Treviso con 2.257, Verona con 2.150, Mogliano Veneto con 2.117, Belluno con 2.114, Venezia con 2.108, Vicenza con 2.090, Selvazzano Dentro con 2.089, Monteviale con 2.086 e Casier con 2.080 euro.
Sul fronte opposto, gli importi medi più bassi si registrano a Castagnaro con 1.433 euro lordi mensili, Erbezzo con 1.417, Casale di Scodosia con 1.394, Selva di Progno e Solesino con 1.391, Lamon con 1.367, Villanova Marchesana con 1.360, Velo Veronese con 1.289, Val di Zoldo con 1.256 e Zoppè di Cadore con 1.009 euro lordi al mese.
Le pensioni del settore privato e il peso dell’Irpef
L’analisi considera anche le pensioni maturate nel settore privato sulla base dei dati Inps. In questo caso il Rodigino presenta la quota più alta di assegni sotto i mille euro: il 51% delle pensioni erogate resta al di sotto di quella soglia. Padova, Treviso e Verona si attestano al 48%, mentre Venezia, Vicenza e Belluno sono al 46%.
Dall’indagine emerge inoltre che tra i contribuenti che pagano l’Irpef, il 33,7% appartiene alla categoria dei pensionati. Anche qui il peso varia da territorio a territorio: nel Veronese la quota è del 31,9%, mentre nel Rodigino sale al 38,1%.
Il nodo spese: alimentari, casa e cure
Secondo Alessandro Chiavelli, segretario dello Spi Cgil del Veneto, una pensione netta da 1.300 euro al mese era già difficile da gestire prima del 2022, ma oggi risulta insufficiente per sostenere il costo della vita. Il sindacato segnala che nel 2025 un over 65 residente in Veneto ha speso in media circa 1.200 euro al mese per le diverse voci di spesa, con oltre 300 euro destinati all’alimentazione e 860 euro per altre uscite.
Per una coppia anziana, sempre secondo la rielaborazione su dati Istat citata dallo Spi, la spesa mensile arriva a circa 550 euro per i prodotti del supermercato e a 1.100 euro per la casa.
Chiavelli chiede una revisione del meccanismo di rivalutazione delle pensioni, l’allargamento della quattordicesima mensilità e una riduzione della tassazione sugli assegni previdenziali. Il problema, aggiunge, riguarda in modo particolare le spese sanitarie: in Veneto, sottolinea il sindacato, molte persone rinunciano alle cure anche per motivi economici, oltre che per le liste d’attesa, mentre la non autosufficienza comporta costi spesso insostenibili per anziani e famiglie.