Pinot Grigio a bassa gradazione naturale, la DOC Delle Venezie chiede regole distinte in Europa

Dal convegno di Quistello il Consorzio distingue i vini ottenuti in vigneto da quelli dealcolati in cantina.

A cura di Web Team Web Team
15 giugno 2026 17:04
Pinot Grigio a bassa gradazione naturale, la DOC Delle Venezie chiede regole distinte in Europa -
Condividi

La richiesta di distinguere i vini a bassa gradazione alcolica naturale da quelli dealcolati torna al centro del confronto europeo sul settore vitivinicolo. VERONA - Il Consorzio DOC Delle Venezie ha rilanciato il tema dopo il convegno “Il vino cambia: sfide ed opportunità. Il Pacchetto Vino e le sue prime applicazioni”, tenuto sabato 13 giugno 2026 alla Cantina di Quistello, in provincia di Mantova, e dedicato agli effetti del Regolamento Ue 2026/471. Per il sistema del Pinot Grigio del Nordest il punto è concreto: aprire uno spazio normativo chiaro per vini ottenuti con pratiche agronomiche in vigneto, senza ricorrere alla dealcolazione meccanica in cantina.

L’incontro, promosso da UGIVI, dalla Camera Civile di Mantova e da Legal Hackers Mantova, ha riunito istituzioni, professionisti e rappresentanti del comparto. Nella tavola rotonda conclusiva, moderata dal giornalista Giulio Somma, sono intervenuti per il Consorzio Luca Rigotti, presidente della DOC Delle Venezie, e il direttore Stefano Sequino.

Cosa chiede la DOC Delle Venezie

Il nodo posto dal Consorzio riguarda il riconoscimento della specificità dei vini a bassa gradazione alcolica naturale. La posizione espressa a Quistello è che questi prodotti non vadano confusi con i vini dealcolati o parzialmente dealcolati, perché il minor tenore alcolico non deriva da un intervento tecnologico successivo in cantina, ma da scelte compiute prima, nel vigneto, attraverso pratiche colturali e agronomiche mirate.

Per il Consorzio si tratta di una delle questioni più strategiche per il futuro della viticoltura europea e del Pinot Grigio del Triveneto. Il tema, infatti, viene seguito da tempo ed è stato già affrontato anche durante il convegno annuale della denominazione, svoltosi a Trento nel novembre 2025, quando era emersa l’esigenza di trovare risposte nuove sia ai cambiamenti del mercato sia agli effetti del clima sulla produzione viticola.

Sequino ha spiegato che il Consorzio sta proseguendo un nuovo anno di sperimentazione finalizzato all’ottenimento di Pinot Grigio a bassa gradazione alcolica naturale. Secondo il direttore, il percorso ha un valore strategico sul piano del posizionamento e della competitività e richiede una distinzione chiara anche sotto il profilo normativo e merceologico.

Il peso del mercato NoLo e il riferimento agli Stati Uniti

La spinta non arriva solo dal dibattito regolatorio. Il Consorzio richiama anche l’andamento del segmento No and Low Alcohol, indicato come in crescita sui mercati internazionali per effetto di abitudini di consumo in evoluzione, maggiore attenzione alla moderazione e interesse crescente delle fasce più giovani verso prodotti equilibrati e sostenibili.

Nel quadro illustrato dal Consorzio, il comparto low-alcohol continua a registrare aumenti rilevanti e negli Stati Uniti, primo mercato di riferimento della DOC Delle Venezie, la crescita del segmento è stimata tra il +15% e il +18% nel periodo 2024-2028, con un valore complessivo atteso vicino a 4-5 miliardi di dollari entro il 2028.

È dentro questo scenario che il sistema del Pinot Grigio del Nordest prova a posizionarsi.

Perché il tema riguarda anche il cambiamento climatico

Accanto alla domanda internazionale, il Consorzio lega la ricerca sui vini a minore gradazione anche a una necessità produttiva. L’aumento delle temperature medie e l’anticipo dei processi di maturazione stanno infatti determinando un progressivo incremento del potenziale alcolico delle uve. In questa prospettiva, individuare strumenti agronomici in grado di contenere il tenore alcolico, preservando allo stesso tempo equilibrio qualitativo e profilo sensoriale, viene considerato un passaggio sempre più rilevante.

Secondo la DOC Delle Venezie, la bassa gradazione alcolica naturale può quindi rappresentare anche una strategia di adattamento della viticoltura agli effetti del cambiamento climatico. L’obiettivo dichiarato del percorso di ricerca è mettere a disposizione dei produttori strumenti tecnici e scientifici che consentano di tutelare identità varietale e tipicità territoriale del Pinot Grigio DOC Delle Venezie, ottenendo al tempo stesso vini di qualità con un contenuto alcolico più contenuto.

I numeri del Consorzio nel Nordest

La portata del tema si misura anche nei numeri della denominazione. Il Consorzio Tutela Vini DOC Delle Venezie è stato costituito nel 2017 dall’intera filiera vitivinicola del Nordest per riunire in un’unica denominazione Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento e Veneto.

Oggi la DOC conta 27.000 ettari di superficie produttiva e 230 milioni di bottiglie, con 6.141 viticultori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento. In base ai dati diffusi dal Consorzio, la denominazione rappresenta l’85% del Pinot Grigio italiano e il 43% di quello mondiale.

Sono questi numeri a spiegare perché il confronto aperto a Quistello sul pacchetto vino Ue e sulla distinzione tra prodotti low alcohol naturali e dealcolati non riguardi solo una nicchia tecnica, ma un segmento che può incidere sulle prospettive future di una delle principali filiere vitivinicole del Nordest.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail