Pinot Grigio Delle Venezie, vendemmia 2026 al via su 27 mila ettari
La raccolta parte nelle aree piu precoci tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trento.
VERONA - La vendemmia 2026 del Pinot Grigio DOC Delle Venezie entra nella fase operativa nei territori più precoci della denominazione, con una raccolta attesa in anticipo rispetto ai tempi ordinari. Il quadro, secondo il Consorzio, è nel complesso positivo: le uve sono sane e le prospettive qualitative restano favorevoli nonostante una stagione segnata dal caldo e da una maturazione più rapida.
La denominazione, la più estesa in Italia per il Pinot Grigio, comprende Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento. Proprio l’ampiezza dell’areale impone però una lettura differenziata della campagna: meteo, disponibilità idrica, caratteristiche dei suoli e gestione agronomica hanno prodotto situazioni diverse anche tra zone vicine.
Raccolta anticipata nelle aree più precoci
Secondo il quadro tracciato il 12 agosto 2026, nelle aree più anticipate dell’areale le operazioni di raccolta sono ormai imminenti. A incidere è stato soprattutto l’andamento climatico della stagione, con una primavera generalmente calda, seguita da un’estate con temperature elevate e da fenomeni temporaleschi localizzati.
Questo ha portato a un anticipo delle fasi fenologiche e, in alcune zone, al raggiungimento più veloce dei parametri utili per la raccolta. Il momento della vendemmia, sottolinea il Consorzio, viene comunque definito nelle singole aree produttive per cercare il miglior equilibrio utile a esprimere le caratteristiche del Pinot Grigio.
La DOC Delle Venezie si sviluppa su circa 27 mila ettari vitati, un perimetro che fa della denominazione uno dei cardini della viticoltura del Nordest. In questo contesto il Consorzio parla di una fotografia inevitabilmente non uniforme, ma con uno stato fitosanitario giudicato buono nel complesso.
Le misure 2026 per contenere l’offerta
Accanto all’andamento della campagna, il punto centrale riguarda le misure di gestione dell’offerta confermate e rafforzate per il 2026. Il Consorzio indica infatti una strategia basata sulla riduzione delle rese, sullo stoccaggio e sul presidio del potenziale produttivo fino al 2028.
L’obiettivo dichiarato è accompagnare la produzione alle reali dinamiche della domanda, evitando squilibri e cercando di tutelare il valore della denominazione lungo tutta la filiera. Secondo il presidente del Consorzio Luca Rigotti, la qualità della vendemmia va affiancata a una gestione attenta e responsabile dell’offerta, in una fase in cui la programmazione viene considerata decisiva.
Le misure non rappresentano una novità assoluta, ma si inseriscono in una linea già adottata negli ultimi anni. Il Consorzio evidenzia che la riduzione delle rese e lo stoccaggio applicati nelle campagne precedenti hanno contribuito a gestire i quantitativi e a mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta.
Il peso della denominazione nel Nordest
La DOC Delle Venezie è stata costituita nel 2017 con l’obiettivo di riunire in un’unica denominazione il Friuli-Venezia Giulia, il Veneto e la Provincia autonoma di Trento. Oggi conta una filiera composta da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento.
Sul piano produttivo la denominazione esprime circa 230 milioni di bottiglie e rappresenta l’85% del Pinot Grigio italiano e il 43% di quello mondiale. Numeri che spiegano il peso economico e agricolo della vendemmia 2026 per una parte ampia del sistema vitivinicolo del Nordest.
Nel corso dell’estate la denominazione è stata protagonista anche di iniziative pubbliche come [Doc Delle Venezie Fai Estate Castello di Avio], appuntamento che ha messo al centro il legame tra vino, territorio e promozione culturale.
Il monitoraggio territorio per territorio
A descrivere nel dettaglio l’andamento della campagna nelle diverse zone della denominazione sono i presidenti delle sezioni territoriali di Assoenologi presenti nell’area della DOC. Il Consorzio segnala che il monitoraggio viene svolto tenendo conto delle differenze locali, proprio perché l’estensione dell’areale non consente valutazioni uniformi.
Il dato che emerge alla vigilia della raccolta è comunque quello di una vendemmia anticipata, con condizioni sanitarie complessivamente buone e una gestione dell’offerta già impostata su criteri prudenziali. Per il 2026, quindi, la partita della DOC Delle Venezie si gioca su due fronti: qualità del raccolto e controllo dei volumi disponibili.