Pnrr, Foti promuove Pordenone: 42 milioni di fondi e cantieri da chiudere entro i tempi
Il ministro ha visitato ex Birrificio, Casermette ed ex Battirame. Il Comune rivendica opere per giovani, mobilità e rigenerazione urbana.
PORDENONE - Oltre 42 milioni di euro di fondi Pnrr già assegnati, un investimento che supera gli 80 milioni con i cofinanziamenti di Regione e Comune e l’obiettivo di concludere tutti i cantieri nei tempi fissati dal Piano. È il quadro presentato oggi, 12 ottobre 2026, al ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti, arrivato in città per una visita ai principali interventi avviati dall’amministrazione.
Il sopralluogo ha toccato l’ex Birrificio, destinato a ospitare l’ITS e studenti universitari con spazi didattici e posti letto, le Casermette, l’ex Battirame e infine Spazio Zero, dove si è tenuto l’incontro con la stampa. Con il ministro c’erano il sindaco Alessandro Basso, l’assessore Lidia Diomede, l’europarlamentare Alessandro Ciriani, l’onorevole Emanuele Loperfido e l’assessore regionale Cristina Amirante.
Per il lettore il dato centrale è questo: il programma Pnrr di Pordenone non riguarda un solo cantiere, ma una serie di interventi che vanno dalla formazione agli alloggi, dallo sport alla mobilità sostenibile, fino alla digitalizzazione della pubblica amministrazione.
Le opere visitate dal ministro
Tra i progetti messi in evidenza c’è l’ex Birrificio, indicato come uno dei poli su cui costruire la Pordenone universitaria e dei giovani. Qui troveranno spazio l’ITS e gli studenti universitari, con aule e alloggi. Foti si è soffermato in particolare su questo intervento, collegandolo al tema del rapporto tra formazione e lavoro: secondo il ministro, gli ITS sono una delle risposte al disallineamento tra domanda e offerta di lavoro segnalato dalle imprese.
Nel percorso sono rientrate anche le Casermette, recuperate con una funzione di rigenerazione urbana e di valorizzazione della memoria storica dell’area, e l’ex Battirame, destinato ad accogliere anche discipline sportive meno diffuse, con l’idea di allargare l’offerta di spazi cittadini oltre gli sport più praticati.
I numeri del piano tra mobilità, scuole e digitale
Nel bilancio illustrato al ministro rientrano interventi che spaziano dall’edilizia scolastica alla qualità dell’abitare, dalla rigenerazione urbana alla mobilità sostenibile. Su questo fronte il Comune ha ricordato l’arrivo di sette autobus elettrici e di un mezzo a idrogeno. A questo si aggiungono tredici progetti di digitalizzazione della pubblica amministrazione.
Foti ha richiamato anche il peso nazionale delle risorse del Piano, ricordando che una parte consistente dei fondi impiegati è a debito e dovrà quindi essere restituita. Per questo, ha osservato, spendere bene le risorse significa fare opere utili e durature.
Le parole del sindaco e il nodo dei cantieri aperti
Il sindaco Alessandro Basso ha rivendicato il lavoro svolto dagli uffici e la scelta di concentrare le risorse su luoghi strategici della città, in gran parte aree storiche da recuperare e collegare in un disegno unitario. Tra i temi richiamati dal primo cittadino ci sono la città universitaria, i servizi per i giovani e la sostenibilità ambientale tradotta in interventi concreti.
Basso ha insistito anche su un aspetto molto pratico: i disagi dei cantieri oggi aperti. Ai cittadini, ha detto, viene chiesta pazienza perché i lavori in corso riguardano il futuro della città. L’obiettivo dichiarato è completare le opere entro le scadenze, possibilmente anche in anticipo, inserendole in una cornice più ampia che comprende piazza del Popolo, i parcheggi e la rigenerazione dell’area universitaria.
Il sindaco ha inoltre sottolineato il valore della continuità amministrativa e del lavoro di squadra, ringraziando il ministro Foti per la visita e citando il contributo del ministro Luca Ciriani e dell’onorevole Emanuele Loperfido per averla resa possibile.
L’apprezzamento di Foti e il passaggio su Pordenone 2027
Nel suo intervento Tommaso Foti ha detto di aver esaminato prima della visita il dossier Pnrr della città e di aver trovato sul posto interventi di qualità. Il ministro ha parlato di opere ben eseguite e di scelte politiche capaci di produrre risultati concreti, definendo Pordenone una città che sorprende e aggiungendo che merita di essere capitale italiana della Cultura 2027.
Secondo Foti, la qualità dei lavori visti in città rende Pordenone un caso positivo anche sul fronte dell’attuazione del Pnrr. Il ministro ha definito particolarmente riuscito il recupero dell’ex Birrificio per funzioni legate alla formazione, così come quello delle Casermette e dell’ex Battirame.
Il ruolo di Alessandro Ciriani nel percorso avviato negli anni scorsi
L’europarlamentare Alessandro Ciriani, che da sindaco aveva avviato il percorso, ha letto i risultati attuali come frutto di un lavoro costruito nel tempo da amministratori che nel frattempo hanno cambiato ruolo tra Comune, Regione e Parlamento europeo. Nel suo intervento ha richiamato l’idea di una città capace di passare dall’immagine legata a caserme e imprese a quella di un centro più attrattivo per giovani, studenti e famiglie, grazie a servizi, formazione, parchi, sport e tempo libero.
Ciriani ha collegato questo percorso anche alla nomina di Pordenone a capitale italiana della Cultura, definita un acceleratore capace di portare in città migliaia di visitatori. Tra i prossimi passaggi indicati dal Comune c’è anche la volontà di mettere a frutto le competenze acquisite dagli uffici nel rispetto dei cronoprogrammi, a partire dalla rigenerazione dell’area del Centro Studi e della sua fontana a mosaico.