Pordenone 2027 porta l’arte in Val Tramontina: residenze dal 29 giugno e mostra in città
Quattro nuclei di ricerca tra acqua, suono, cibo e artigianato, poi la restituzione pubblica a Pordenone e la mostra diffusa Frammenti.
PORDENONE - Parte il 29 giugno 2026 “Geografie Interiori”, il progetto che porta una residenza artistica collettiva in Val Tramontina e che rientra nel percorso di avvicinamento a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. Per il territorio significa tre settimane di lavoro tra Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto, con attività legate al paesaggio, alle comunità locali e alla produzione artistica, seguite da una prima restituzione pubblica in città il 22 luglio.
Promosso da Associazione Obliquo nell’ambito del dossier “Pordenone 2027. Città che sorprende”, il progetto punta a usare l’arte come strumento di relazione con aree della provincia segnate da fragilità demografica e spopolamento. Il lavoro si svilupperà in particolare attorno a quattro assi: cibo e tradizioni culinarie, artigianato e pratiche dimenticate, acqua, ascolto e suono.
Le residenze in Val Tramontina fino al 21 luglio
La residenza, curata da Michela Lupieri, coinvolge artiste e artisti tra i 30 e i 40 anni provenienti da percorsi diversi: Vittoria Assembri per sound art e arti visive, Zeno Franchini e Michelle Jonker per il design, Massimo Ricciardo e Virginia Zanetti per le arti visive, insieme a Valentina Marchetti e Beatrice Migliorati, studentesse del master in fotografia dell’ISIA di Urbino.
Le attività sono in programma dal 29 giugno al 21 luglio 2026. La prima fase si svolge a Casa Abis, a Tramonti di Sopra, in una casa colonica circondata da cinque ettari di bosco ceduo con una fonte d’acqua perenne. Qui prenderanno avvio le esplorazioni su botanica, geografia delle acque, pratiche artigianali e canto.
Successivamente la residenza si sposterà a Campone e Bosco Bandito, a Tramonti di Sotto, dove saranno allestiti gli spazi di lavoro. In questa fase sono previsti anche un talk dedicato alla lingua parlata come strumento sonoro e un incontro con il CRAF - Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo. L’ultima parte sarà dedicata allo sviluppo autonomo dei progetti e ad attività pubbliche con la comunità locale.
Nel quadro delle iniziative culturali che stanno accompagnando il territorio verso il 2027, la Val Tramontina entra così in un calendario che in questi giorni comprende anche appuntamenti come [Folkest 2026 a Tramonti di Sopra], segno di una programmazione che coinvolge sempre più l’area montana pordenonese.
I temi: acqua, suono, cibo e pratiche locali
Il progetto nasce da un ascolto del territorio e costruisce attorno ai suoi elementi più riconoscibili altrettante chiavi di lettura. Il cibo e le tradizioni culinarie vengono affrontati come occasioni di incontro e riflessione condivisa, con il pasto inteso come spazio di convivialità e racconto del paesaggio.
L’artigianato e le pratiche dimenticate vengono invece osservati come patrimonio immateriale ancora vivo, capace di suggerire possibilità future a partire da gesti antichi. L’acqua, tra fiumi, torrenti e bacini, non è letta solo come risorsa naturale ma anche come infrastruttura culturale ed emotiva della valle. Infine il suono diventa strumento di conoscenza e di avvicinamento a una dimensione meno visibile del territorio.
Il ritorno a Pordenone e la mostra diffusa Frammenti
Mercoledì 22 luglio 2026 gli artisti rientreranno a Pordenone per presentare al pubblico una prima restituzione del lavoro svolto durante la residenza. Da questo percorso nascerà “Frammenti”, una mostra diffusa nel centro storico.
L’idea non è quella di concentrare tutto in un solo spazio espositivo, ma di distribuire gli interventi nel tessuto urbano. Il suono sarà uno degli elementi centrali, attraverso un sistema di filodiffusione. Sarà coinvolta anche piazza Calderari, insieme a installazioni di stendardi e altri elementi visivi pensati per rendere riconoscibile il progetto nello spazio pubblico.
Secondo l’assessore alla Cultura Alberto Parigi, “Geografie Interiori” traduce in modo concreto uno dei principi alla base di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, cioè l’idea di collegare la città e il resto della provincia attraverso la cultura. Parigi richiama anche il quadro più ampio dei progetti inseriti nel dossier di candidatura e di quelli selezionati dal bando “Verso Pordenone 2027”, sottolineando il ruolo delle residenze artistiche come laboratori di ricerca e produzione culturale.
Il libro d’artista e la mostra finale nel 2027
Il percorso proseguirà anche nel maggio 2027, quando è prevista la pubblicazione di un libro d’artista curato ed edito da Studiofaganel, dedicato alle ricerche sviluppate durante e dopo le residenze. Nello stesso periodo aprirà anche la mostra finale con le opere concluse realizzate nel corso dell’intero progetto.
Associazione Obliquo, nata nel 2020, lavora alla costruzione di una piattaforma culturale condivisa in Friuli Venezia Giulia e negli anni ha promosso attività in spazi diversi, da un’ex tipografia a una villa veneta, fino a uno showroom di mobili, un museo e un cinema, portando a Pordenone editori indipendenti, artisti, fotografi, designer e illustratori.