Consiglio comunale dei ragazzi a Pordenone: i ragazzi consegnano le idee per la città del futuro

Sofia Bergamin ed Elia Battiston portavoce del CCR: dall’ascolto ai luoghi del cuore, quattro gruppi di lavoro presentano proposte e domande alla Giunta.

20 aprile 2026 19:50
Consiglio comunale dei ragazzi a Pordenone: i ragazzi consegnano le idee per la città del futuro -
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PORDENONE – Un passaggio di testimone, «di tempo in tempo, di mano in mano», per far arrivare all’amministrazione comunale la voce di chi la città la vive ogni giorno tra scuola, amicizie e quartieri. È il senso del percorso svolto quest’anno dal Consiglio comunale dei ragazzi (CCR) di Pordenone, formato da 18 ragazze e ragazzi tra i 9 e i 14 anni, che in municipio hanno presentato idee, riflessioni e richieste emerse durante laboratori e plenarie.

A guidare la restituzione sono stati la sindaca portavoce Sofia Bergamin e il vicesindaco portavoce Elia Battiston. Il lavoro, spiegano, ha coinvolto sia le classi già partecipanti negli anni precedenti sia quelle nuove: le prime hanno affrontato un laboratorio dedicato al rapporto tra passato, presente e futuro e a come le città cambiano nel tempo; le seconde hanno ripercorso le esperienze dei mandati precedenti e discusso cosa significhi rappresentare ed essere rappresentati, arrivando poi all’elezione dei nuovi consiglieri.

Un percorso tra laboratori, “capsule del tempo” e plenarie

Nel laboratorio condotto dagli educatori della Fondazione RagazzinGioco, gli studenti hanno lavorato su tre idee chiave: le decisioni del passato influenzano il presente; le città si trasformano insieme alla società; per garantire continuità, le comunità devono «passarsi il testimone». Per rendere concreti concetti complessi, il gruppo ha utilizzato attività e giochi interattivi, osservando come monumenti e architetture raccontino evoluzioni e scelte urbanistiche.

Da qui è nata la proposta simbolica delle “capsule del tempo”: materiali pensati per consegnare a chi governa oggi – e a chi verrà domani – ciò che i ragazzi considerano importante, insieme al racconto dell’esperienza nel CCR.

Fuori dall’orario scolastico si sono svolte due plenarie, decisive per conoscere i nuovi eletti e scegliere le cariche di rappresentanza. Nell’ultima assemblea, la simulazione “Empaville” ha diviso i consiglieri in quattro gruppi tematici: con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale sono state prodotte mappe e poster di sintesi, poi presentati in plenaria dai portavoce.

Partecipazione e comunità: «servono ascolto, tempi e luoghi»

Il gruppo blu, rappresentato da Ahmed, ha messo al centro la partecipazione come pratica quotidiana: ascoltare con attenzione e intervenire rispettando le opinioni altrui. L’ascolto – sostengono – è ciò che fa funzionare un gruppo e permette di trovare idee comuni, mentre il lavoro di squadra crea legami e aiuta a correggere gli errori senza giudicare.

La conclusione è una richiesta concreta: oltre alle buone intenzioni, servono tempi e spazi di aggregazione che facilitino la comunicazione e rendano possibile una partecipazione reale.

Interculturalità e popolazione: recuperare spazi inutilizzati

Il gruppo giallo, con Melissa portavoce, ha immaginato un futuro «pieno di diversità» come valore, a patto che l’integrazione sia costruita attraverso collaborazione e occasioni di incontro. Tra gli esempi citati anche il cibo, visto come ponte capace di far conoscere culture ed etnie diverse.

Accanto alla visione positiva, emerge una preoccupazione: la difficoltà di trovare spazio e accoglienza. La proposta rivolta al Comune è intervenire sui luoghi abbandonati, recuperandoli perché possano diventare risorsa per chi è in difficoltà.

Scuola e accessibilità digitale: tecnologia necessaria, ma serve equilibrio

Il gruppo rosso, presentato da Beatrice e Zahara, ha discusso il ruolo del digitale. La tesi condivisa è netta: un mondo senza tecnologia oggi non è realistico, perché gli strumenti digitali facilitano azioni quotidiane e comunicazione.

Da qui l’idea di una “scuola ideale” con orari più adatti agli studenti – ingresso più tardo e ricreazioni più lunghe – e un clima basato su libertà e ascolto. Anche internet, secondo i ragazzi, può favorire relazioni e apprendimento: lo smartphone, ad esempio, potrebbe essere utilizzato con finalità didattiche per presentazioni o appunti.

Resta però una domanda rivolta direttamente agli adulti: come sensibilizzare e bilanciare il tempo offline e quello passato sui dispositivi? E il cellulare può diventare uno strumento per favorire questo equilibrio invece che un ostacolo?

Luoghi, patrimonio e paesaggio: valorizzare i “posti del cuore” verso il 2027

Il gruppo verde, con Fabio e Sofia, ha portato l’attenzione sui luoghi che costruiscono appartenenza: spazi in cui incontrarsi e mantenere vive le amicizie. Quando questi posti non sono raggiungibili, spiegano, subentrano tristezza e frustrazione.

Tra i siti indicati come simbolici ci sono il Duomo di San Marco, ritenuto ricco di storia e opere ma ancora poco conosciuto, e il Castello di Torre, giudicato affascinante ma bisognoso di maggiore valorizzazione e di una riqualificazione dell’area circostante. I ragazzi riconoscono anche la cura generale della città come segno di responsabilità collettiva.

L’invito finale è mantenere e proteggere sia i luoghi del cuore – anche quelli già segnalati l’anno scorso in una mappa consegnata al Comune – sia il patrimonio storico-artistico, con uno sguardo particolare al traguardo di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

In chiusura, la sindaca portavoce e il vicesindaco portavoce hanno ringraziato amministrazione e assessori per l’ascolto, chiedendo che il punto di vista dei giovani cittadini trovi spazio nelle decisioni che disegneranno la Pordenone dei prossimi anni.

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