La cornacchia di Pordenone è salva: il Tar ferma l’abbattimento

Il Partito Animalista Italiano commenta la sospensione delle ordinanze sulle cornacchie a Pordenone e chiede soluzioni non cruente.

08 giugno 2026 15:21
La cornacchia di Pordenone è salva: il Tar ferma l’abbattimento -
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PORDENONE - “Hanno vinto le ragioni della vita e non quelle, esiziali e anti-umane, della morte”. Con queste parole Irene Giurovich, giornalista e portavoce del PAI, Partito Animalista Italiano, commenta la sospensione delle ordinanze definite dagli animalisti “ammazza-cornacchia”.

La decisione viene accolta con soddisfazione dal movimento animalista, che negli ultimi giorni si era mobilitato contro l’ipotesi di abbattimento dei corvidi.

Il plauso alla LAV e il ricorso urgente

Giurovich rivolge un plauso all’ufficio legale della LAV, che si è battuto davanti al Tar per ottenere il risultato della sospensione.

Il Partito Animalista Italiano, intervenuto ad adiuvandum, ricorda di aver attivato fin da subito un ricorso urgente al Prefetto di Pordenone, al sindaco di Pordenone e al Corpo forestale, segnalando le possibili conseguenze penali e civili in caso di esecuzione dell’abbattimento.

La mobilitazione dei volontari

Il PAI sottolinea anche la mobilitazione del mondo animalista, definita “eccezionale”, con volontari impegnati in turni regolari per presidiare l’area e impedire l’uccisione degli animali.

“Il mondo non è di nostra proprietà, è anche degli animali con cui, nel 2026, si deve imparare a convivere pacificamente e trovando soluzioni che non siano sempre soltanto l’ammazzare”, afferma il Partito Animalista.

Secondo il PAI, la linea definita “draconiana alla Fugatti” non dovrebbe trovare spazio in Friuli Venezia Giulia.

La convivenza con i corvidi

Nel comunicato, Giurovich richiama il comportamento naturale delle cornacchie, impegnate nella protezione dei piccoli, e invita a cercare soluzioni per chi vive nei pressi dei nidi senza ricorrere all’abbattimento.

Il PAI cita esperienze considerate virtuose, da Cividale a Trieste, fino al Comprensorio Milano3, dove sarebbero state adottate indicazioni rivolte alla popolazione su come proteggersi e quali comportamenti tenere in caso di avvicinamento ai corvidi.

Giurovich riferisce di aver inviato al sindaco di Pordenone proprio la soluzione adottata dal Comprensorio Milano3, indicata come esempio di convivenza tra persone e animali attraverso la collaborazione con i cittadini.

“Disarmare la violenza”

“Ora si tratta, una volta disarmata finalmente la violenza, di mettersi attorno ad un tavolo, come altri Comuni hanno fin qui operato, e trovare la mediazione incruenta e pro vita”, conclude Giurovich.

Per il PAI, si tratta anche di attendere l’involo dei pulli, cioè dei giovani esemplari ancora dipendenti dai genitori.

La portavoce del Partito Animalista rivolge infine una riflessione al primo cittadino, ricordando il suo ruolo anche di dirigente scolastico e sostenendo che le situazioni difficili dovrebbero essere affrontate con dialogo, comprensione, accettazione e inclusività.

L’ufficio legale del PAI resta in contatto con il movimento e disponibile per supporti e consigli.

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