Pordenone, due anni di cura del verde e inclusione con il progetto Custodi di Equilibri

Dal Parco del Seminario alla roggia Vallona e al Parco delle Terme Romane: bilancio dopo due anni tra riqualificazione e inserimento

04 giugno 2026 16:35
Pordenone, due anni di cura del verde e inclusione con il progetto Custodi di Equilibri -
Condividi

PORDENONE - Sei persone con disabilità coinvolte, tre aree cittadine interessate dagli interventi e un possibile ampliamento al Sentiero delle Operaie. Dopo due anni di attività, il progetto “Custodi di Equilibri” traccia a Pordenone un primo bilancio dell’esperienza avviata da Comune, ASFO e Coop Noncello per unire cura del verde pubblico, inclusione e accompagnamento al lavoro.

L’iniziativa è partita dal Parco del Seminario e si è poi estesa alla roggia Vallona e al Parco delle Terme Romane, con attività di riqualificazione vegetazionale affiancate a un percorso di propedeutica al lavoro rivolto a persone con fragilità. L’obiettivo è stato quello di intervenire su spazi significativi della città, migliorandone la fruibilità e trasformandoli allo stesso tempo in luoghi di partecipazione e crescita personale.

Il progetto rientra nelle azioni del Contratto di Fiume Noncello, il percorso partecipato che coinvolge enti, associazioni e cittadini nella tutela e nella valorizzazione del sistema fluviale e delle aree naturali urbane. Tra le prospettive indicate c’è la possibilità di portare l’esperienza anche al Sentiero delle Operaie.

Le aree coinvolte e il percorso di inclusione

Nel corso di questi due anni, “Custodi di Equilibri” ha coinvolto sei persone con disabilità in un’attività che combina cura e gestione del verde con azioni dedicate allo sviluppo di competenze relazionali e professionali. L’esperienza, secondo i promotori, ha consentito di trasformare alcuni spazi cittadini in luoghi di inclusione e cittadinanza attiva, affiancando alla riqualificazione ambientale un percorso concreto verso l’autonomia.

L’assessore all’Ambiente Mattia Tirelli ha ricordato che il progetto, proposto da ASFO e Coop Noncello, è nato dalla volontà di riscoprire e riqualificare una parte ampia del Parco del Seminario attraverso un’azione di avvicinamento al lavoro. Oggi, ha spiegato, ai risultati raggiunti nel parco si aggiungono quelli ottenuti lungo la roggia Vallona e al Parco delle Terme Romane, in un percorso che mette insieme cura del territorio e inserimento lavorativo di persone con fragilità.

Secondo Tirelli, l’esperienza potrà essere replicata in altri contesti urbani, in una fase in cui il Comune sta ampliando il patrimonio verde pubblico da gestire. In questo quadro, l’amministrazione richiama anche il nuovo Regolamento del Verde, che promuove e disciplina i patti di collaborazione per condividere responsabilità e coinvolgere enti, associazioni, aziende e cittadini nella manutenzione degli spazi pubblici. Un’impostazione che si inserisce anche nel più ampio lavoro sul Contratto di Fiume Noncello.

Pordenone, due anni di cura del verde e inclusione con il progetto Custodi di Equilibri
Pordenone, due anni di cura del verde e inclusione con il progetto Custodi di Equilibri

Il valore sociale del progetto

Per l’assessora alle Politiche sociali e alle Pari Opportunità Guglielmina Cucci, il progetto rappresenta un patto tra servizi sociali e ambiente capace di superare una logica assistenziale e di trasformarsi in welfare generativo. L’attività, ha sottolineato, investe su cittadini con fragilità spesso poco visibili, rendendoli protagonisti nella cura di beni comuni e producendo insieme valore ambientale e sociale.

Sul versante operativo, il presidente di Coop Noncello Stefano Mantovani ha evidenziato che limitarsi al dato numerico delle persone coinvolte non basterebbe a misurare l’impatto dell’iniziativa. Il risultato, ha spiegato, riguarda anche le relazioni nate attorno al progetto e il rapporto costruito con la comunità: il Parco del Seminario è diventato uno spazio aperto e vissuto, frequentato da cittadini, famiglie, scuole e utenti del parco che hanno potuto incontrare i partecipanti e riconoscerne il contributo.

Mantovani ha indicato come uno degli aspetti centrali del percorso il passaggio da destinatari di cura a persone che si prendono cura di un bene comune. Da qui anche il nome del progetto, che richiama un equilibrio tra persone e natura, inclusione e comunità, tutela ambientale e benessere sociale. Una visione che, ha aggiunto, si collega al principio del One Welfare, basato sull’interdipendenza tra salute delle persone, degli animali e dell’ambiente.

Tra le prospettive future resta quindi l’estensione dell’esperienza ad altri spazi della città, a partire dal Sentiero delle Operaie, mantenendo l’impostazione che in questi due anni ha interessato il Parco del Seminario, la roggia Vallona e il Parco delle Terme Romane. Un modello che, nelle intenzioni dei promotori, continuerà a svilupparsi insieme ai patti di collaborazione per la cura del verde pubblico.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail