Pordenone, al via le Giornate del cinema muto: Anzil le lega alla spinta verso il 2027

Un’impostazione che il vicegovernatore aveva richiamato anche nel recente confronto tra le Regioni del Nord sulla cultura.

03 ottobre 2026 22:29
Pordenone, al via le Giornate del cinema muto: Anzil le lega alla spinta verso il 2027 -
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PORDENONE - Le Giornate del cinema muto tornano a confermare il peso culturale internazionale di Pordenone e, per la Regione, rappresentano anche uno dei tasselli che accompagnano la città verso Pordenone 2027, anno in cui sarà Capitale italiana della cultura. All’apertura della rassegna, il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Mario Anzil ha definito il festival «un fiore all’occhiello» dell’offerta culturale regionale.

Secondo Anzil, l’appuntamento pordenonese ha una rilevanza riconosciuta a livello mondiale ed è il risultato di un’intuizione coltivata e sviluppata dal 1982 fino a oggi. Un percorso che, nelle parole del vicegovernatore, ha anticipato il ruolo della città come motore di iniziative culturali originali e di successo, poi consolidato con il titolo di Capitale italiana della cultura per il 2027.

Il legame con il percorso verso il 2027

Nel suo intervento, Anzil ha inserito la rassegna dentro la strategia culturale più ampia sostenuta dalla Regione, richiamando il ruolo del Friuli Venezia Giulia come terra di frontiera, aperta al dialogo e capace di leggere contesti internazionali. Un’impostazione che il vicegovernatore aveva richiamato anche nel recente confronto tra le Regioni del Nord sulla cultura.

Per il rappresentante della Giunta regionale, le Giornate del cinema muto sono perfettamente inserite in questo percorso di accompagnamento culturale: una manifestazione capace di tradurre la ricchezza di tradizioni, lingue e paesaggi del Friuli Venezia Giulia in strumenti di interpretazione e relazione su scala internazionale.

Una rassegna che guarda al mondo e alle origini del cinema

Anzil ha sottolineato anche la dimensione artistica e storica del festival, osservando come la rassegna di Pordenone riesca a muoversi tra geografie e tempi diversi. Nella sua lettura, l’appuntamento «sconfina sul mappamondo e nell’orologio della storia», riportando il pubblico alle origini della celluloide e attraversando scenari che vanno dall’America al Giappone, fino alla Germania di Weimar.

Pordenone, al via le Giornate del cinema muto: Anzil le lega alla spinta verso il 2027

Da qui il riferimento a un compito «vertiginosamente bello e originale», che il festival può permettersi di svolgere grazie al proprio patrimonio culturale e organizzativo, e che la Regione sostiene «con grande convinzione».

Il richiamo alla memoria della città

In chiusura, il vicegovernatore ha affidato al pubblico un’immagine legata alla memoria di Pordenone e al rapporto tra la città e il cinema. Ha invitato gli spettatori a immaginare, «socchiudendo un poco gli occhi, ma non troppo», un viaggio nel tempo dentro una Pordenone di molti anni fa, evocando la presenza simbolica degli spettatori di allora tra il pubblico di oggi.

Un passaggio che ha accompagnato l’apertura delle Giornate del cinema muto, rassegna che per la Regione continua a rappresentare uno dei segni più riconoscibili della proiezione culturale internazionale del territorio pordenonese.

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