Pordenone, lettera aperta a Mattarella da #palestinalegge durante pordenonelegge
Il comitato ha diffuso un appello al presidente in visita a Pordenone e denuncia spazio negato alla voce palestinese.
PORDENONE - Una lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita domenica 20 settembre a Pordenone per la chiusura di pordenonelegge. A renderla pubblica è #palestinalegge, che contesta l’assenza di autori palestinesi nel programma del festival e chiede alle istituzioni italiane una posizione più netta sul rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.
L’appello porta la firma del Comitato per la Palestina di Pordenone, Cittadini per la Palestina di Portogruaro, CGIL Pordenone, ODV Salaam ragazzi dell'olivo di Trieste, Girogirotondo per la Pace Vittorio Veneto, ANPI provinciale Pordenone, ARCI e Comunità palestinesi del Nord Est.
La contestazione sul programma del festival
Nel testo, diffuso a Pordenone il 20 settembre 2026, i promotori richiamano il sottotitolo della manifestazione, “Festa del libro e della libertà”, e osservano che l’edizione di quest’anno ha dato spazio al premio Ambassador of Freedom e alla Dissensio Arena, iniziative dedicate alla libertà di parola e ai dissidenti nel mondo.
Secondo i firmatari, però, tra gli ospiti chiamati a intervenire non sono stati coinvolti autori palestinesi, pur in presenza di una situazione che definiscono segnata da limitazioni alla libertà, arresti arbitrari, torture, espansione delle colonie illegali e isolamento internazionale, con un richiamo esplicito a Gaza.
Nella lettera vengono inoltre citati alcuni appuntamenti del festival ritenuti espressione di posizioni sbilanciate: Carlo Panella con “Israele, lo Stato necessario. Il mondo non ne può fare a meno, paesi arabi inclusi”; Lucetta Scaraffia con “Ebrei senza saperlo”; la giornalista francese Nora Bussigny con “I nuovi antisemiti”.
Il gazebo in centro e il divieto per domenica
I promotori spiegano di aver allestito da mercoledì a sabato un gazebo #palestinalegge in centro a Pordenone, con letture di brani e poesie per dare spazio alla cultura e alla storia palestinese.
Nella stessa lettera riferiscono però di non aver potuto mantenere il presidio anche domenica, giornata della visita del capo dello Stato, perché il permesso per l’intera giornata sarebbe stato negato per motivi di sicurezza collegati all’arrivo del presidente.
La presa di posizione arriva nelle ore conclusive del festival, nella stessa giornata in cui la città ospita gli appuntamenti finali della chiusura di pordenonelegge, tra misure di sicurezza rafforzate e grande afflusso nel centro cittadino.
Il richiamo alle istituzioni italiane
Nel testo viene ricordata anche la prima edizione di #palestinalegge, promossa nel 2025, quando era stata lanciata una lettera sottoscritta da oltre 200 autrici e autori del festival. In quell’occasione la richiesta alle istituzioni italiane era di adottare ogni misura necessaria per sollecitare Israele al rispetto dei diritti umani.
A distanza di un anno, i promotori sostengono di vedere ancora un atteggiamento esitante da parte delle istituzioni italiane nell’assumere una posizione “ferma e coerente” a tutela del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario.
La parte finale dell’appello si rivolge direttamente a Sergio Mattarella, con l’invito a non dimenticare “chi oggi non ha la possibilità di parlare, scrivere o di essere ascoltato” e a richiamare, nel ruolo di garante della Costituzione, l’universalità dei diritti umani e l’applicazione di questi principi senza doppi standard.
Tra i firmatari compaiono realtà del Friuli Venezia Giulia e del Nordest, da Pordenone a Portogruaro, fino a Trieste e Vittorio Veneto.