Pordenone, alla Biblioteca Civica la mostra sui Carristi: 85 anni di storia dal 1941 al 2026
A Pordenone aperta l’esposizione storico-documentaria dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia.
PORDENONE - È stata inaugurata questa mattina alla Biblioteca Civica la mostra storico-documentaria “Insonni e solerti - Carristi a Pordenone 1941-2026”, promossa dall’Associazione Nazionale Carristi d’Italia - Sezione di Pordenone. L’esposizione ricostruisce il rapporto tra il territorio pordenonese e le unità corazzate dell’Esercito attraverso documenti, fotografie, testimonianze e materiali che coprono un arco di 85 anni, dal 1941 al 2026.
Il punto centrale della mostra è il legame locale: non un racconto generale sul mondo militare, ma una ricostruzione della presenza dei Carristi in città e nel territorio, con attenzione alla memoria storica costruita attorno alle caserme, alle famiglie e alle unità che hanno operato nel Pordenonese.
Alla cerimonia di apertura erano presenti il presidente della sezione di Pordenone dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia, generale di brigata Ettore Fasciani, il sindaco Alessandro Basso, l’assessore all’Istruzione Pietro Tropeano e numerosi carristi con le loro famiglie.
Cosa si trova nella mostra
L’allestimento propone un percorso storico-documentario che attraversa oltre otto decenni di vita locale e militare. Il materiale esposto comprende documenti, immagini, testimonianze e altri contenuti utili a seguire l’evoluzione della presenza delle unità corazzate a Pordenone.
Il titolo scelto, “Insonni e solerti”, richiama il motto dei Carristi e fa da filo conduttore all’esposizione. La mostra mette infatti al centro non solo la dimensione storica, ma anche i valori associati a quella tradizione: attenzione, senso del dovere, preparazione e spirito di servizio.
Il legame con Pordenone e con la Brigata Ariete
Durante l’inaugurazione è stato richiamato in modo esplicito il rapporto costruito negli anni tra la comunità locale e il mondo dei Carristi, anche attraverso la presenza della 132ª Brigata corazzata Ariete e delle altre unità corazzate che hanno operato nel territorio pordenonese.
È questo l’aspetto che dà alla mostra un interesse diretto per la città: il percorso racconta una parte della storia locale attraverso la presenza dell’Esercito e il rapporto sviluppato nel tempo con il territorio.
Nel suo intervento, il sindaco Alessandro Basso ha collegato l’iniziativa alla conservazione della memoria storica cittadina e al ruolo pubblico della Biblioteca Civica come sede aperta alla comunità.
«Questa mostra rappresenta un'iniziativa di grande valore culturale e civile. Portare un'esposizione di questo livello all'interno della Biblioteca Civica significa offrire alla città un'occasione importante per conoscere una pagina significativa della propria storia e per approfondire il contributo che gli uomini e le donne dell'Esercito hanno dato e continuano a dare al Paese» ha dichiarato.
Basso ha poi ricordato che, per il Pordenonese, il mondo dei Carristi rappresenta «una parte importante della propria identità» e ha richiamato il rapporto profondo costruito negli anni tra la comunità locale e le unità corazzate.
Le dichiarazioni del sindaco
Nel passaggio dedicato al significato del motto della mostra, il sindaco ha aggiunto che “Insonni e solerti” richiama «attenzione, senso del dovere, preparazione e spirito di servizio», qualità che ha indicato come meritevoli del rispetto e della gratitudine delle istituzioni e della comunità.
Un altro punto del suo intervento ha riguardato la presenza quotidiana, spesso poco visibile, delle realtà militari nel territorio. Basso ha osservato che il lavoro svolto all’interno delle caserme non sempre è conosciuto all’esterno, ma rappresenta comunque una componente concreta della presenza dello Stato, della legalità e della sicurezza in città.
L’amministrazione comunale ha infine ringraziato l’Associazione Nazionale Carristi d’Italia - Sezione di Pordenone per il lavoro svolto nella realizzazione della mostra e nella conservazione della memoria storica locale.
Con questa esposizione, la Biblioteca Civica ospita quindi un percorso che unisce storia militare e storia cittadina, concentrandosi su una presenza che ha segnato per decenni il territorio pordenonese.