Truffe agli anziani nel Pordenonese: fermato a Roma con 24mila euro di gioielli nello zaino

Truffe a Roveredo e Pasiano il 6 agosto: giovane arrestato a Roma, recuperati gioielli per circa 24mila euro e 100 euro.

10 ottobre 2026 15:48
Truffe agli anziani nel Pordenonese: fermato a Roma con 24mila euro di gioielli nello zaino -
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PORDENONE – Dai taxi utilizzati per raggiungere le abitazioni delle vittime al Frecciarossa diretto a Napoli, fino al riconoscimento alla stazione di Roma Termini. Un’indagine condotta dai Carabinieri di Sacile ha permesso di arrestare un giovane accusato di aver truffato due anziane nel Pordenonese e di recuperare tutti i gioielli sottratti, del valore complessivo di circa 24mila euro, oltre a 100 euro in contanti.

I fatti risalgono al 6 agosto 2026, giornata nella quale in provincia erano stati segnalati anche otto tentativi di truffa non riusciti, basati sul falso controllo dei preziosi da parte di sedicenti carabinieri.

Due anziane consegnano oro e denaro

Le due truffe portate a termine hanno colpito altrettante donne a Roveredo in Piano e Pasiano di Pordenone.

A Roveredo, una 75enne ha consegnato a un uomo presentatosi alla porta della sua abitazione gioielli in oro per circa 4.000 euro.

A Pasiano, una 82enne ha affidato al finto carabiniere preziosi per circa 20.000 euro e 100 euro in contanti. In entrambi i casi, il presunto controllo era il pretesto utilizzato per impossessarsi dei beni delle vittime.

La telefonata sul falso furto in gioielleria

Il meccanismo iniziava con una chiamata. Chi si presentava come appartenente all’Arma raccontava che, durante un furto in una gioielleria, era stata individuata la targa di un’automobile riconducibile alla persona contattata.

Da questa falsa premessa derivava la richiesta di verificare subito i gioielli custoditi in casa, sostenendo che fosse necessario escludere una loro provenienza dal furto.

La presunta urgenza e il richiamo a un’indagine servivano a ottenere la fiducia delle persone anziane e a convincerle ad accettare l’arrivo di un incaricato.

Lo stesso schema è riemerso anche in episodi successivi: il 7 ottobre, nel Friuli collinare, una telefonata sulla presunta utilizzazione di un’auto per una rapina ha preceduto il furto ai danni di una 79enne, con due donne arrestate dopo la fuga in autostrada.

Otto cittadini riconoscono l’inganno e chiamano il 112

Nella giornata del 6 agosto, altri otto tentativi non hanno raggiunto il loro obiettivo: due a Fiume Veneto, due a Roveredo in Piano e uno ciascuno a Praturlone, Cimpello, Vivaro e Cordovado.

Le persone contattate hanno riconosciuto il raggiro, ricordando i consigli diffusi dai Carabinieri. Hanno quindi interrotto le telefonate e chiamato il Numero Unico di Emergenza 112.

Il falso controllo dell’oro era già stato documentato nei tentativi di truffa agli anziani nel Pordenonese, nei quali una presunta rapina in gioielleria veniva utilizzata per chiedere la consegna dei preziosi.

I taxi permettono di ricostruire gli spostamenti

Dopo le segnalazioni delle due truffe consumate, i militari dell’Aliquota Operativa del NORM di Sacile hanno avviato le indagini, con il supporto delle Stazioni Carabinieri di Prata di Pordenone e Fontanafredda.

Incrociando i dati raccolti, gli investigatori hanno individuato i taxi utilizzati dal sospettato per raggiungere le abitazioni delle vittime dalla stazione ferroviaria.

Questi riscontri hanno consentito di elaborare un identikit elettronico particolarmente nitido, poi impiegato per le ricerche lungo la rete ferroviaria.

Due treni sotto osservazione, poi il riscontro a Roma

I Carabinieri hanno valutato l’ipotesi che il giovane stesse rientrando verso il Sud Italia in treno. Ricostruendo i possibili collegamenti, hanno concentrato l’attenzione su due convogli in partenza nel pomeriggio da Pordenone, entrambi diretti verso Napoli con passaggio a Venezia Mestre.

Con la collaborazione della Polizia Ferroviaria di Pordenone, l’identikit e le informazioni operative sono stati trasmessi in tempo reale lungo il percorso ipotizzato.

In serata è arrivato il riscontro da Roma Termini, dove il sospettato era appena giunto a bordo di un Frecciarossa diretto a Napoli Centrale. Gli agenti del Compartimento di Polizia Ferroviaria per il Lazio, grazie agli elementi ricevuti da Sacile, lo hanno riconosciuto e bloccato.

Nello zaino l’intera refurtiva delle due truffe

L’uomo è stato identificato come D.E., nato nel 2005 e originario della Campania. Nel suo zainetto, nascosti tra gli effetti personali, i poliziotti hanno trovato tutti i gioielli sottratti alle due anziane e i 100 euro in contanti.

Il giovane è stato arrestato in flagranza per truffa aggravata e accompagnato al carcere di Roma Regina Coeli.

L’intero bottino è stato recuperato per essere restituito alle legittime proprietarie.

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