Pordenone ospita il vertice Italia-Croazia-Slovenia su confini e immigrazione
A Villa Cattaneo incontro tra Matteo Piantedosi, Davor Božinović e Franci Matoz con Luca Ciriani e il sindaco.
PORDENONE - Sicurezza dei confini, immigrazione irregolare e cooperazione tra Stati lungo la rotta balcanica: sono questi i temi affrontati oggi a Villa Cattaneo, dove Pordenone ha ospitato il vertice trilaterale tra i ministri dell'Interno di Italia, Croazia e Slovenia.
Al tavolo dei lavori c'erano il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il ministro croato Davor Božinović e il ministro sloveno Franci Matoz, con la presenza del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Al summit ha partecipato anche il sindaco di Pordenone, che ha seguito da vicino l'incontro.
Per la città si tratta di un appuntamento di rilievo istituzionale, incentrato su un dossier che riguarda da vicino il Nordest: il rafforzamento del coordinamento tra i tre Paesi sui controlli di frontiera e sul contrasto agli ingressi irregolari. Un tema che nel Friuli Venezia Giulia resta costantemente al centro del confronto politico e amministrativo, anche in relazione ai controlli al confine con la Slovenia.
Chi ha partecipato al vertice a Villa Cattaneo
L'incontro ha riunito i responsabili dell'Interno dei tre Paesi coinvolti nel corridoio nord-orientale europeo. Con Piantedosi, Božinović e Matoz era presente anche Luca Ciriani.
Secondo quanto riferito dal sindaco, la scelta di Pordenone come sede del trilaterale è legata anche alla capacità organizzativa mostrata dalla città in questi giorni. Il primo cittadino ha parlato di un "onore" per Pordenone, ringraziando il ministro Piantedosi, il ministro Ciriani e il governo per aver individuato la città come sede dell'appuntamento.
Nel suo intervento ha sottolineato che Pordenone si è fatta trovare pronta ad accogliere un incontro di questo livello, arrivato a distanza di appena due giorni dalla visita del Presidente Mattarella.
I temi sul tavolo: frontiere, immigrazione e cooperazione
Il vertice ha avuto al centro la sicurezza dei confini, il contrasto all'immigrazione irregolare e il rafforzamento della cooperazione tra Italia, Croazia e Slovenia. Si tratta di questioni che interessano direttamente il Friuli Venezia Giulia, crocevia del confronto sulla rotta balcanica e sulle misure di controllo lungo la fascia orientale.
Il riferimento al confine nord-orientale è stato esplicito anche nelle parole del sindaco, che ha ringraziato in particolare Luca Ciriani per aver sostenuto l'incontro su un tema definito fondamentale come la difesa delle frontiere. In questo quadro rientra anche l'attenzione ai controlli e alle verifiche che interessano l'area transfrontaliera, come nel caso degli Arpa al confine tra Gorizia e Slovenia.
Il significato per Pordenone e per il Friuli Venezia Giulia
Per l'amministrazione comunale, il summit conferma il ruolo di Pordenone in un confronto che supera il livello locale e tocca un dossier di rilievo europeo. Il sindaco ha parlato di una scelta che "conferma l'attenzione riservata al nostro territorio e il ruolo che Pordenone può giocare" su questi temi.
La riunione di oggi rafforza inoltre la centralità del Friuli Venezia Giulia nel dialogo tra Italia, Croazia e Slovenia sui temi della sicurezza e della cooperazione lungo la rotta balcanica, in una fase in cui il dossier dei controlli alla frontiera con la Slovenia resta aperto nel confronto tra i tre Paesi.