Due classi di Portogruaro progettano 12 ecocestini in scala
Gli studenti dell’Istituto Vescovile G. Marconi li hanno realizzati in PLA; alcuni prototipi sono in inglese, tedesco e Braille.
Il progetto è stato ideato e concluso all'Istituto Vescovile “G. Marconi” durante le ore di Tecnologia. Al lavoro 25 tra alunni e alunne di 11 e 12 anni: creati prototipi con pannelli fotovoltaici integrati, altri in lingua inglese, tedesca e in Braille. La preside: “Un intervento concreto per il raggiungimento dell'Agenda 2030 e delle competenze STEAM”. Gli studenti: “Vorremmo vederli installati in città”
I prototipi e le soluzioni accessibili
Dodici “ecocestini” in scala 1:10, prima disegnati, poi modellati in 3D virtuale e alla fine venuti alla luce con l'obiettivo di incentivare le persone a una corretta raccolta differenziata. Con il sogno di vederli realizzati, un domani, a grandezza naturale in città. È il progetto realizzato da due classi della scuola secondaria di primo grado (2 a A e 2 a B) dell' Istituto Vescovile “G. Marconi” di Portogruaro, che durante le lezioni di Tecnologia si sono cimentati sull' Agenda 2030 e in particolare sul Goal 12, quello dedicato a “Consumo e produzione responsabili”. I prodotti finali sono dei prototipi in scala per il conferimento dei rifiuti del tutto innovativi, taluni con pannelli fotovoltaici integrati, altri in lingua inglese e tedesca, altri ancora in Braille, ossia il sistema universale di lettura e scrittura tattile a rilievo progettato per persone cieche, ipovedenti e sordocieche. Gli ecocestini, realizzati con bioplastica PLA (Acido Polilattico) sono ora in mostra all'interno dell'Istituto.
L'ATTIVIT À
Al lavoro 25 persone tra alunni e alunne, per un totale di 24 ore scolastiche a cui si sono aggiunte le attività svolte a casa. Tutto è iniziato dall'approfondimento della plastica con il relativo grave impatto ambientale che la stessa comporta. La creazione dei vari ecocestini è partita, in prima istanza, dalle foto dei cestini presenti a Portogruaro (osservazione), quindi l 'analisi comparativa dei modelli selezionati, il disegno su carta e la creazione, grazie all'applicazione Tinkercad, dei prototipi in scala 1:10, in 3D. Nel giro di poche settimane il gruppo ha completato la propria versione digitale del cestino, a cui è seguita la stampa in materiale bioplastico. A concludere il tutto l'ideazione di uno slogan per incentivare la raccolta differenziata.
Le competenze secondo Emanuela Gobbat
«Le competenze raggiunte – spiega Emanuela Gobbat, Coordinatrice delle attività educative e didattiche Istituto Vescovile “G. Marconi” Portogruaro - sono state molteplici. In primis quelle in materia di STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), poi quelle digitali, personali, sociali e di cittadinanza. Infine quelle imprenditoriali, perché trasformare un'idea in un manufatto concreto risponde a un bisogno reale, ossia l'organizzazione dei rifiuti. I ragazzi hanno dato dimostrazione di una grande sensibilità ambientale e di educazione civica: un messaggio che fa ben sperare per quelli che saranno i cittadini del domani».
Gli studenti raccontano il progetto
«I nostri cestini progettati in 3D – commentano gli alunni – servono a sensibilizzare la raccolta differenziata e a incentivarla. Sono rivolti in primo luogo a noi studenti e studentesse, ma anche agli adulti, a partire dai nostri genitori, che potranno vederli ed essere motivati dal tempo e dall'impegno dedicati alla loro realizzazione. È stata un importante occasione di cooperative learning. Abbiamo imparato che, per raggiungere un obiettivo comune, sono indispensabili pazienza, impegno, capacità di ascolto, rispetto e apertura verso gli altri».
In foto: gli ecocestini realizzati dalle classi 2A e 2B dell' istituto Vescovile “G.Marconi” di Portogruaro ed Emanuela Gobbat, Coordinatrice delle attività educative e didattiche
A questo link https://www.swisstransfer.com/dl/01a163c7-dcd9-7320-8d21-b4e886f595ae ulteriori foto degli ecocestini