Premio Donna di Maser 2026: riconoscimento a Monica Colla per 20 anni di volontariato in Africa
Il Premio Donna di Maser 2026 assegnato a Monica Colla per oltre vent’anni di volontariato e progetti educativi in Africa.
MASER – Una vita dedicata alla solidarietà, all’istruzione e al sostegno delle comunità più fragili. Con queste motivazioni Monica Colla ha ricevuto il Premio “Donna di Maser – 8 Marzo 2026”, il riconoscimento istituito dal Comune nel 2021 per valorizzare figure femminili che si distinguono per impegno civile, sociale e culturale.
La cerimonia si è svolta questa mattina nella Sala riunioni del Municipio, alla presenza di numerosi cittadini, amici e rappresentanti del mondo del volontariato. Il premio è stato assegnato alla concittadina, fondatrice e volontaria dell’Associazione Medica Madre Teresa ODV, per il lavoro svolto da oltre vent’anni in Africa, con particolare attenzione ai diritti delle donne e all’accesso all’istruzione.
Durante l’evento, a cui hanno partecipato circa cento persone, Colla ha anche annunciato un nuovo progetto dell’associazione: la costruzione di una scuola elementare in Africa centrale, che sarà dedicata alla memoria di Luigi Michielin, presidente AIDO Maser recentemente scomparso e cofondatore dell’Associazione Madre Teresa.
La mattinata si è aperta con l’intervento istituzionale di presentazione del premio e con il contributo di Silvia Trentin, consigliera comunale con delega alle Pari Opportunità, che ha ripercorso la storia personale e professionale di Monica Colla.
Alla cerimonia hanno preso parte anche il direttore del Centro Missionario diocesano di Treviso Don Gianfranco Pegoraro e rappresentanti dei centri missionari del Veneto, insieme a numerosi cittadini, familiari e soci dell’associazione.
Nel corso dell’incontro non sono mancati momenti culturali e di riflessione: il Gruppo lettrici della Biblioteca comunale ha proposto alcune letture dedicate alla Giornata internazionale della donna, accompagnando con sensibilità i momenti più significativi della cerimonia.
Eventi come questo rientrano nel più ampio calendario di iniziative organizzate in occasione dell’8 marzo nel territorio, con appuntamenti culturali e istituzionali che mettono al centro il ruolo delle donne nella società, come accade anche in altre città della regione dove si tengono iniziative dedicate alla ricorrenza, ad esempio la Giornata internazionale della donna celebrata a Udine.
Il premio è stato consegnato dal sindaco di Maser Claudia Benedos, che ha sottolineato il valore dell’impegno portato avanti da Monica Colla in contesti complessi e segnati da conflitti.
“Con il Premio Donna di Maser – 8 Marzo abbiamo voluto riconoscere il valore di una donna che ha scelto di mettere la propria vita al servizio degli altri in contesti difficili e segnati da conflitti, puntando sull’istruzione e sulle competenze come strumenti di libertà”, ha dichiarato il primo cittadino.
Benedos ha ricordato anche il significato profondo della poesia “Il senso del partire”, scritta proprio da Monica Colla poco prima della sua partenza per l’Africa, in cui emerge il desiderio di assumersi responsabilità concrete di fronte alle ingiustizie del mondo.
“Il suo impegno dimostra come problemi apparentemente lontani possano diventare responsabilità personale e azione concreta. Monica Colla rappresenta un esempio di attenzione verso il prossimo che rende onore alla nostra comunità”, ha concluso il sindaco.
Originaria di Maser, Monica Colla ha iniziato il proprio percorso di servizio subito dopo il diploma. Giovanissima ha scelto di partire per la prima volta per l’Africa, in Costa d’Avorio, un’esperienza che ha segnato profondamente la sua vita.
Negli anni successivi ha alternato il lavoro di insegnante in Italia con attività di volontariato nei periodi estivi, mantenendo sempre vivo il legame con i progetti missionari.
La svolta è arrivata nel 2003, quando ha aderito al servizio civile all’estero iniziando un percorso stabile di cooperazione internazionale. La prima destinazione è stata il Camerun, dove avrebbe dovuto restare undici mesi ma dove è rimasta per tre anni, prima di proseguire la propria missione nella Repubblica Centrafricana.
Un Paese che negli ultimi decenni è stato segnato da numerosi colpi di Stato – nel 1983, 1993, 2003 e 2013 – e da gravi crisi umanitarie che hanno generato enormi difficoltà sociali.
In questo contesto complesso, Monica Colla ha contribuito alla creazione di scuole di emergenza all’interno di 67 campi profughi, offrendo ai bambini la possibilità di continuare a studiare nonostante la guerra e le condizioni di estrema precarietà.
Il lavoro portato avanti da Monica Colla in Africa ha avuto come obiettivo principale la promozione dell’istruzione come strumento di emancipazione e speranza.
Attraverso progetti educativi e programmi di formazione ha contribuito a sottrarre molti bambini e bambine allo sfruttamento, al reclutamento nelle bande armate e al rischio di maternità precoci.
Parallelamente ha lavorato alla formazione di insegnanti locali, rafforzando il sistema educativo e favorendo la nascita di una rete di educatori capaci di garantire continuità ai progetti scolastici.
L’istruzione, infatti, rappresenta uno dei fattori più importanti per favorire lo sviluppo delle comunità e offrire opportunità alle nuove generazioni, un principio che è alla base di molti progetti di cooperazione internazionale.
Tra le iniziative più significative promosse da Monica Colla vi è il progetto di microcredito dedicato alle donne, nato per sostenere chi, a causa della guerra, aveva perso gli strumenti per lavorare e mantenere la propria famiglia.
Il programma ha permesso a molte donne di avviare cooperative e attività artigianali, tra cui laboratori di sartoria, produzione di sapone di karité e altre iniziative imprenditoriali.
Grazie alla formazione e al sostegno economico iniziale, molte partecipanti hanno potuto raggiungere una maggiore autonomia economica e migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie.
Tra gli interventi più importanti seguiti da Colla vi sono anche la ristrutturazione della biblioteca e del convitto scolastico per ragazze in difficoltà a Bossangoa, che ha consentito a molte giovani di proseguire gli studi, e il progetto di “Promozione della donna” nel villaggio di Nzila, dove è stato creato uno spazio dedicato a corsi di formazione e incontri su salute, sicurezza e cura dei figli.
Esperienze di cooperazione e solidarietà come queste dimostrano quanto il volontariato internazionale possa contribuire concretamente allo sviluppo delle comunità più fragili, proprio come accade in molte iniziative solidali sostenute anche nel territorio regionale attraverso progetti sociali e culturali.
Durante la cerimonia del premio, Monica Colla ha annunciato anche il prossimo progetto dell’Associazione Medica Madre Teresa: la costruzione di una nuova scuola elementare in Africa centrale.
La struttura sarà dedicata alla memoria di Luigi Michielin, presidente AIDO Maser scomparso alcuni mesi fa e cofondatore dell’associazione.
Un’iniziativa che vuole unire solidarietà, educazione e memoria, continuando a portare avanti un percorso di cooperazione che dura da oltre vent’anni.
L’istruzione e la formazione restano infatti il cuore dell’impegno di Monica Colla, oggi impegnata anche in nuovi progetti di sviluppo agricolo e formazione professionale.
Dal 2022 Monica Colla presta servizio presso una comunità di Padri Carmelitani a Bangui, dove segue l’avvio e la gestione di una scuola agraria.
Il progetto affianca alla formazione teorica anche la creazione di un’azienda agricola didattica, permettendo agli studenti di acquisire competenze pratiche nel settore agricolo.
Oltre all’organizzazione dei corsi e alla gestione degli studenti, Colla segue i giovani che desiderano avviare attività nel campo dell’agricoltura, dell’allevamento e del vivaismo, insegnando anche tecniche di trasformazione delle materie prime.
Un lavoro che punta a creare opportunità economiche e professionali per i giovani, contribuendo allo sviluppo sostenibile delle comunità locali.
Il Premio Donna di Maser 2026 rappresenta dunque non solo un riconoscimento personale, ma anche un omaggio a un impegno lungo decenni che continua a portare speranza, istruzione e opportunità in alcune delle aree più fragili del mondo.