Il Premio Mestre di Pittura riscopre Laura Padua, protagonista del Novecento veneziano

Al Centro Candiani il ricordo dell’artista veneziana vincitrice nel 1962. Domenica 17 maggio apertura straordinaria del MUVEC.

14 maggio 2026 12:49
Il Premio Mestre di Pittura riscopre Laura Padua, protagonista del Novecento veneziano -
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MESTRE – Il Premio Mestre di Pittura 2026 ha dedicato un incontro a Laura Padua, figura centrale del Novecento artistico veneziano e unica donna ad aver vinto lo storico concorso nelle sue edizioni originarie, nel 1962. L’appuntamento si è svolto nella Sala Conferenze del Centro Culturale Candiani, nell’ambito delle attività legate al MUVEC Casa delle Contemporaneità di Piazzale Candiani.

L’iniziativa ha riportato l’attenzione su un’artista che non fu soltanto pittrice, ma anche testimone di una stagione in cui Venezia era un punto di passaggio e confronto per intellettuali, scienziati e protagonisti della cultura internazionale. A introdurre l’incontro sono stati Christiano Costantini, presidente del Circolo Veneto, ed Elisabetta Barisoni, dirigente MUVE e direttrice di Ca’ Pesaro.

Il racconto familiare e la Venezia del dopoguerra

Uno dei momenti centrali della serata è stato l’intervento di Umberto Padua, nipote dell’artista, che ha ricostruito attraverso ricordi e aneddoti familiari alcuni tratti della vita quotidiana di Laura Padua. Dalla sua altana alle Zattere, l’artista osservava la luce della Laguna e accoglieva personalità di primo piano del suo tempo.

Tra gli episodi ricordati anche le passeggiate a Murano con Enrico Fermi. Nel dopoguerra, il fisico, indicato come il padre della fisica atomica, amava muoversi per Venezia in anonimato, senza essere riconosciuto dai passanti, trascorrendo tempo con l’amica artista.

Dal racconto è emersa anche l’indipendenza con cui Padua affrontò la propria carriera. L’artista rifiutò infatti una proposta della galleria Marlborough di New York, che prevedeva l’acquisto in blocco delle sue opere e uno stipendio fisso mensile. La motivazione, affidata alla frase “l’artista non può essere uno stipendiato”, è stata richiamata come sintesi della sua idea di libertà creativa.

La sua curiosità intellettuale spaziò anche oltre la pittura. Nel corso dell’incontro è stato ricordato il suo ruolo nella gestione del Padiglione di Israele alla Biennale e l’interesse per matematica e fisica, discipline che influenzarono la purezza e la staticità delle sue composizioni.

La pittura dei silenzi e gli archivi di Ca’ Pesaro

La professoressa Laura Poletto ha approfondito la cosiddetta “pittura dei silenzi” di Laura Padua, soffermandosi sui ritratti di adolescenti dagli occhi grandi e spaesati, opere capaci di restituire l’inquietudine esistenziale del Novecento.

Un contributo ulteriore è arrivato da Matteo Piccolo, conservatore di Ca’ Pesaro, che ha presentato alcuni dettagli tecnici emersi dagli archivi. Tra questi, il retro del quadro con cui Padua vinse il Premio Mestre nel 1962, protetto all’epoca da un semplice cartone di recupero di un detersivo. Un particolare materiale che racconta la nascita di un’opera realizzata con mezzi umili, ma destinata a conservare una forte presenza visiva.

L’incontro ha inoltre richiamato l’impegno di Laura Padua sul fronte dell’emancipazione femminile. Attraverso la FIDAPA, l’artista organizzò mostre di protesta contro l’assenza di artiste donne nei padiglioni della Biennale alla fine degli anni Cinquanta.

Apertura straordinaria del MUVEC

Il percorso di riscoperta prosegue con un’apertura straordinaria del MUVEC – Casa delle Contemporaneità di Mestre. In occasione della Giornata Internazionale dei Musei ICOM, domenica 17 maggio il museo sarà aperto al pubblico dalle 10 alle 18.

Il ciclo di approfondimenti collegato al Premio Mestre di Pittura continuerà mercoledì 27 maggio con la presentazione ufficiale delle opere premiate di questa edizione.

La decima edizione e la nuova sede

Il Premio Mestre di Pittura arriva nel 2026 alla decima edizione della sua fase contemporanea. La novità principale è rappresentata dagli spazi espositivi del MUVEC Casa delle Contemporaneità, in Piazzale Candiani, inseriti in una nuova stagione espositiva per la città di terraferma.

Il concorso viene presentato come un passaggio di continuità e insieme come un nuovo inizio per l’arte a Mestre, con particolare attenzione alla pittura e al rapporto tra produzione contemporanea e pubblico. La programmazione primaverile accompagna questa fase con iniziative dedicate agli artisti, alla memoria del premio e alla valorizzazione delle opere.

Le origini del Premio Mestre di Pittura

La storia del Premio Mestre di Pittura cominciò nel 1958. La manifestazione proseguì con cadenza annuale per dieci edizioni, coinvolgendo nomi importanti della pittura veneta e non solo, fino all’interruzione dopo l’edizione svolta tra dicembre 1967 e gennaio 1968.

Dopo circa cinquant’anni di pausa, il premio è stato ripreso nel 2017 e da allora si svolge annualmente. Le opere vincitrici contribuiscono all’arricchimento delle raccolte della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro. Nel tempo il concorso si è aperto a pittori italiani e stranieri, rafforzando una dimensione nazionale e internazionale.

La nuova fase del Premio Mestre di Pittura punta a costruire, edizione dopo edizione, una propria autorevolezza nel panorama delle iniziative artistiche italiane. La sezione storica del sito istituzionale del premio conserva anche la riproduzione dei dieci cataloghi delle prime edizioni, documentazione utile per ricostruire quel periodo.

La decima edizione viene così proposta come una finestra sulla produzione pittorica contemporanea e come parte del percorso che vede Mestre impegnata a consolidare il proprio ruolo di scenario culturale, sostenuto da una comunità attenta e partecipe.

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