Premio Raduga, a Verona i vincitori 2026: oltre 470 giovani in gara tra Italia e Russia
Premiati Nicola Racca, Beatrice Ron, Aleksandr Sordo e Anna Markova. Cerimonia il 19 giugno all’ex Chiesa di San Pietro in Monastero.
VERONA – Sono quattro i vincitori della XVII edizione del Premio letterario italo-russo “Raduga”, tornato il 19 giugno 2026 nella città scaligera dopo cinque edizioni consecutive concluse in Russia, tra Kazan e Mosca. Alla premiazione, ospitata all’ex Chiesa di San Pietro in Monastero, sono stati proclamati Nicola Racca e Aleksandr Sordo come “Giovane narratore dell’anno”, Beatrice Ron e Anna Markova come “Giovane traduttore dell’anno”.
Il dato che misura la portata dell’edizione 2026 è la partecipazione: oltre 470 giovani narratori e traduttori italiani e russi, tra i 18 e i 35 anni, hanno preso parte al concorso con un racconto originale o con la traduzione di un testo narrativo. Il premio è promosso dall’Associazione Conoscere Eurasia insieme all’Istituto Letterario A.M. Gor’kij e mantiene al centro il confronto tra lingua, scrittura e traduzione nei due Paesi.
Chi ha vinto il Premio Raduga 2026
Per la sezione italiana, il premio “Giovane narratore dell’anno” è andato a Nicola Racca, di Niella Tanaro, in provincia di Cuneo, con il racconto Ombelicale. Nella categoria “Giovane traduttore dell’anno” ha vinto Beatrice Ron, di Pinerolo, nel Torinese, per la traduzione di Altezza, testo di Alina Evloeva.
Per la sezione russa, Aleksandr Sordo si è aggiudicato il riconoscimento di “Giovane narratore dell’anno” con Terminator. Anna Markova ha invece vinto nella categoria “Giovane traduttore dell’anno” per la traduzione del racconto Un mondo immerso nel buio, scritto da Matteo Ferrara.
Oltre ai premi in denaro destinati ai vincitori delle quattro categorie, il concorso prevede la pubblicazione delle dieci opere finaliste nell’“Almanacco letterario 17”, antologia bilingue che raccoglie biografie, note critiche e fotografie degli autori.
Il ritorno a Verona dopo cinque edizioni in Russia
La cerimonia finale si è svolta a Verona, nella sede cittadina dell’associazione promotrice, segnando il ritorno del premio in Italia dopo un ciclo di cinque edizioni concluse in Russia. La scelta del luogo non è soltanto organizzativa: il rientro nella città scaligera riporta qui il momento conclusivo di un’iniziativa che negli anni ha costruito un ponte letterario tra giovani autori e traduttori italiani e russi.
L’evento è stato ospitato nell’ex Chiesa di San Pietro in Monastero, oggi spazio culturale ed espositivo nel centro storico. Alla cerimonia hanno partecipato anche l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, e, in collegamento, l’ambasciatore d’Italia nella Federazione Russa, Stefano Beltrame.
A chiudere ufficialmente la premiazione è stato il concerto dei Solisti dell’Orchestra dell’Arena di Verona, con quartetto d’archi e clarinetto.
Le giurie che hanno valutato racconti e traduzioni
A selezionare i vincitori sono state due giurie, una italiana e una russa, composte da scrittori, studiosi e traduttori. Per l’Italia la presidenza è affidata a Carlo Feltrinelli, presidente del Gruppo Feltrinelli e della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Con lui in giuria Matteo Cavezzali, Andrea Tarabbia, Stefano Garzonio, Maria Pia Pagani e Giuliano Pasini.
La giuria russa è guidata da Aleksej Nikolaevič Varlamov, scrittore, filologo e rettore dell’Istituto Letterario A.M. Gor’kij. Ne fanno parte anche Pavel Valer’evič Basinski, Andrej Valer’evič Gelasimov, Nina Sergeevna Litvinec e Anna Vladislavovna Jampol’skaja.
Il meccanismo del premio mette sullo stesso piano scrittura originale e traduzione, due percorsi distinti ma collegati: da una parte il racconto, dall’altra il lavoro di passaggio da una lingua all’altra, decisivo in un concorso costruito proprio sul dialogo letterario tra i due contesti culturali.
Cos’è il Premio Raduga
Giunto alla diciassettesima edizione, il Premio Raduga è nato dalla collaborazione tra l’Associazione Conoscere Eurasia e l’Istituto Letterario A.M. Gor’kij. Il concorso si rivolge a giovani tra i 18 e i 35 anni e si concentra su due ambiti: narrativa e traduzione letteraria.
Tra gli esiti concreti del premio, oltre al riconoscimento economico, c’è la pubblicazione delle opere finaliste in un volume bilingue. È questo uno degli elementi più utili per leggere il senso dell’iniziativa: non solo una premiazione finale, ma anche uno spazio editoriale che dà visibilità ai testi selezionati.
Conoscere Eurasia, fondata nel 2007, promuove il premio insieme all’istituto moscovita. Tra le attività culturali organizzate a Verona rientrano anche iniziative dedicate alla lingua e alla cultura russa. Nel profilo dell’associazione, richiamato durante l’evento, compare anche la presenza presso il Centro Russkij Mir della più grande biblioteca di testi russi in Italia.